Venerdì, 4 Dicembre 2020

Taglio tasse e riforma Irpef: più soldi in busta paga e l'assegno per i figli

L'ipotesi di riduzione degli attuali scaglioni e aliquote Irpef da 5 a 3, magari passando per una tappa intermedia a 4 aliquote, accorpando verso il basso quella del 38% (tra 28 e 55 mila euro di reddito) e del 27% (tra 15 mila e 28 mila)

Il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare questa sera la NaDef, nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza. Il testo delinea il programma economico del governo per il triennio 2020- 2023 La NaDef viene trasmessa alla Camera e al Senato, che la approvano votando una risoluzione presentata dai gruppi della maggioranza. Il governo darà una prima attuazione alla NaDef presentando, entro il 20 ottobre, la legge di Bilancio per il 2021 al Parlamento, che ha tempo fino al 31 dicembre per approvarla in entrambe le Camere. 

Taglio tasse e riforma Irpef: sei miliardi per l'assegno figli

Il Corriere della Sera scrive oggi che la NaDef, oltre a confermare l’aumento del taglio del cuneo (bonus Renzi incrementato fino a 100 euro) per i redditi da lavoro dipendente fino a 40 mila euro (una voce che per il 2021 richiede due miliardi), apre, sul fronte fiscale, uno spazio di bilancio per circa 6 miliardi.

Che però serve per l’attuazione del disegno di legge delega sul Family act (attualmente fermo al Senato), che prevede l’introduzione dell’assegno unico per ogni figlio fino 21 anni. Si parla di 200 euro medi al mese modulati sull’Isee, ma questi aspetti dovranno essere definiti dai decreti attuativi del governo appunto, sostituendo gli attuali sgravi fiscali per i carichi familiari (detrazioni, assegni e bonus).

Ma i soldi disponibili per il 2021 dovrebbero essere utilizzati per il taglio del cuneo, altrimenti circa 6 milioni di lavoratori si vedrebbero cancellato o ridotto il bonus in busta paga. Per questo si rischia che la riforma dell'Irpef sul modello tedesco slitti addirittura al 2022. Anche perché nel frattempo è in atto un braccio di ferro tra i sostenitori del modello tedesco di aliquota Irpef continua (un prelievo progressivo su misura del singolo reddito), guidati dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri (Pd), e i fautori della riduzione degli attuali scaglioni e aliquote Irpef da 5 a 3, magari passando per una tappa intermedia a 4 aliquote, accorpando verso il basso quella del 38% (tra 28 e 55 mila euro di reddito) e del 27% (tra 15 mila e 28 mila). Ipotesi, queste, sostenute in particolare dai 5 Stelle. Anche Italia viva è contraria al modello tedesco, giudicandolo poco trasparente, e punta a ridurre a tre le aliquote Irpef. 

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