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Venerdì, 19 Aprile 2024
Le proposte

Il taglio delle tasse dal 1° gennaio 2022: chi ci guadagnerà

Al via il confronto tra i partiti di maggioranza e il ministro dell'Economia, Daniele Franco, per mettere a punto il taglio delle tasse da 8 miliardi di euro indicato in Manovra 2022

È partito il confronto in Senato sulla Manovra 2022, con i partiti alla ricerca di un accordo sulla misura cuore della legge di Bilancio: il taglio delle tasse. Finora è trapelato poco o nulla sull’argomento, si sa solo che sono stati messi a disposizione 8 miliardi di euro per l’intervento.

Difficile accontentare tutti: chi ci guadagnerà da questo taglio delle tasse?

Manovra 2022, al via il confronto su riduzione cuneo fiscale e Irap

I giochi sul taglio delle tasse non sono ancora stati fatti. La maggioranza di governo e il ministro dell’Economia, Daniele Franco, stanno cercando soluzioni operative da portare all’attenzione del Senato per l’esame della Manovra 2022. Il passaggio alla Camera, infatti, sarà praticamente lampo a causa dei tempi strettissimi per l’approvazione del testo.

Il disegno di legge di Bilancio, varato dal governo il 28 ottobre scorso, era stato piuttosto vago sull’argomento, parlando di un generico fondo pluriennale per la riduzione delle tasse da 8 miliardi di euro. Obiettivo: “Ridurre il cuneo fiscale e l’Irap”, misure per lavoratori e imprese, ma chi ci guadagnerà?

Legge di Bilancio 2022, chi ci guadagnerà dal taglio delle tasse?

Da tempo si parla di una riforma fiscale a tutto tondo che prenda in considerazione anche una revisione delle aliquote Irpef. Le strade da percorrere per ridurre le tasse a lavoratori e pensionati sono queste: l’abbassamento di una o più aliquote e una revisione organica del sistema delle detrazioni per reddito da lavoro dipendente e dell’ex bonus Renzi da 100 euro.

Per le imprese, invece, si parla di una possibile riduzione dell’Irap, l’imposta sulle attività produttive. Sembra avere poche chance, invece, la proposta del centrodestra di estendere la flat tax al 15% per le partite iva fino a 100 mila euro (oggi a 65 mila), con i soldi della riforma del reddito di cittadinanza.

Probabilmente il governo Draghi deciderà di dare un colpo al cerchio e uno alla botte, accontentando/scontentando sia le forze politiche che premono per una riduzione delle tasse ai lavoratori sia quelle concentrate sulle imprese. Di fondo giace l’idea che i fondi a disposizione non potranno fare miracoli, proprio per questo andrebbero concentrati il più possibile su un unico intervento, per avere un maggiore impatto economico. Per il momento l’ago della bilancia sembrerebbe propendere più verso i lavoratori, ma la strada è ancora lunga.

Le proposte dei partiti su Irpef e Irap

Pd, M5S e Leu spingono per una riduzione consistente delle tasse per le persone fisiche, ma ci sono diversi schieramenti. Alcuni chiedono il taglio dell’aliquota Irpef del 38%, misura che interessa circa 7 milioni di contribuenti, al fine di migliorare la progressività Irpef avvantaggiando i redditi medio-bassi. Altri, invece, vorrebbero estendere il bonus 100 euro ai redditi fino a 55 mila euro dai 40 mila attuali e aumentarlo a 120 euro.

Passando all’Irap, invece, le ipotesi indicano un abbassamento delle aliquote ma anche una possibile fusione dell’imposta regionale con l’Ires, con una progressiva riduzione negli anni.

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