Come il canone Rai, una rata ogni bimestre: la Tari (tassa sui rifiuti) nella bolletta della luce

Il versamento degli importi dovuti dovrebbe avvenire in sei rate annuali, una ogni bimestre, mentre oggi il pagamento avviene due volte l'anno. Quanto costerebbe la Tari in bolletta elettrica e quali sono i rischi per le famiglie? Massimiliano Dona dell'Unione nazionale consumatori: "Un sopruso bello e buono". Facciamo il punto sulla proposta della Lega

Foto repertorio Ansa

Tari in bolletta: la tassa dei rifiuti inserita nella bolletta elettrica, proprio come avviene già per il canone tv. Si tratta di un emendamento della Lega collegato alla legge di Bilancio. Una premessa è d'obbligo: al momento parliamo di una proposta che dovrà essere discussa in Commissione Bilancio al Senato, contestualmente all'approvazione con maxi-emendamento della legge finanziaria dopo il via libera della Commissione europea arrivato nella giornata di ieri. In poche parole, l'ipotesi della Tari in bolletta introduce la possibilità di inserire il prelievo per il servizio rifiuti direttamente nella bolletta della luce, ma - almeno nella formulazione attuale - non riguarderebbe tutte le amministrazioni locali ma soltanto i Comuni in situazioni di dissesto e che hanno deliberato un piano di riequilibrio finanziario. Queste amministrazioni, qualora l'emendamento venisse approvato, potranno chiedere alle imprese elettriche di inserire il pagamento della tassa sui rifiuti nella bolletta, così come avviene per il canone Rai. Il versamento degli importi dovuti dovrebbe avvenire quindi in sei rate annuali, una ogni bimestre, mentre oggi il pagamento avviene due volte l'anno.

Tari, tassa rifiuti nella bolletta della luce: cosa significa

Nelle intenzioni dei proponenti, per compensare la minore partecipazione pubblica ai servizi locali - leggasi tagli sui trasferimenti ai Comuni per rientrare nei saldi di bilancio imposti dall'Europa - sarebbe necessario alzare il gettito fiscale della tassa sui rifiuti. L'intento della misura è nobile: contrastare l'evasione connessa a questa imposta (sono altissime le percentuali di mancato pagamento in alcuni Comuni italiani). La proposta, con prima firma del capogruppo dei senatori del Carroccio Massimiliano Romeo, non è ancora stata votata.

Tari 'gonfiata': “Comuni pubblichino entro 48 ore le modalità di applicazione della tassa” 

Alla legge di Bilancio verrebbe aggiunto l'articolo 521bis che prevede la possibilità - non l'obbligo - di far pagare la Tari "mediante addebito sulle fatture emesse dall'impresa elettrica". Ciò avverrà solo "a seguito di apposita deliberazione del Comune che si trovi in stato di dissesto finanziario", al fine di razionalizzare e semplificare la riscossione, con meno moduli da portare agli sportelli dei pagamenti. Massimo Garavaglia, viceministro dell'Economia, a margine dei lavori della Commissione Bilancio sulla manovra ha detto che "a me piacerebbe ma non so se riusciamo, c'è qualche ritrosia". La misura, secondo il viceministro, "aiuterebbe anche quei comuni, visto che vanno in dissesto perché non si pagano le imposte".

Perché la tassa sui rifiuti in bolletta danneggerebbe le famiglie con reddito basso

Tanti però i dubbi e le critiche. Quanto costerebbe la Tari in bolletta elettrica? E ci sarebbe un aggravio di costi per le famiglie? L'ipotesi della tassa dei rifiuti nella bolletta della luce ha fatto infuriare le associazioni dei consumatori, secondo le quali più che combattere l'evasione aumenterebbe i rischi di morosità e di distacco della corrente per le famiglie in difficoltà. Abbiamo chiesto un parere a Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori. "La bolletta elettrica è già un mistero irrisolto di questo Paese, ci manca solo che ci aggiungano la Tari! Diventerebbe quasi impossibile riuscire a far valere i propri diritti, in caso di importi della tassa sui rifiuti sbagliati, per non parlare dell'impresa titanica che dovrebbero compiere i consumatori per pagare la luce, scorporando la Tari. Nell'emendamento, infatti, hanno fatto la bella pensata di estendere in modo automatico le autorizzazioni all'addebito diretto sul conto corrente bancario e l'utente ha facoltà di revocare la domiciliazione solo nel suo complesso, ossia sia Tari che luce. Se passasse l'emendamento sarebbe un sopruso bello e buono, un pericolo che va subito scongiurato. Annunciamo fin da ora battaglia in ogni sede per tutelare i contribuenti italiani. Altro che Governo del cambiamento! E' un 'copia e incolla' di quanto fatto dal Governo Renzi per il canone Rai, senza però nemmeno avere la giustificazione dell'evasione!".

Il mistero della Tari, i rifiuti diminuiscono ma la tassa aumenta 

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Sulla stessa linea Federconsumatori che bolla l'idea come "semplicemente impensabile". Bene il contrasto all'evasione, spiega l'associazione, "ma la soluzione non è certo quella di aggravare la spesa bimestrale dei cittadini, che già a fatica arrivano a fine mese". E precisa: "In questo modo, invece di pagare due volte l'anno (per un totale di 321,96 euro annui secondo le stime dell'O.N.F. - Osservatorio Nazionale Federconsumatori, per una famiglia media di 3 persone) i cittadini pagherebbero circa 53,50 euro in più ogni bimestre, aggravando la spesa già elevata per la bolletta elettrica, su cui già pesano oneri di sistemi insostenibili e rincari elevati".

Prosegue Federconsumatori: "Ci preoccupa, inoltre, la confusione avvenuta in occasione dell'introduzione del Canone Rai in bolletta, con errori, doppi addebiti e addebiti impropri. Alla luce di quanto accaduto non osiamo immaginare cosa potrebbe accadere con una tassa che, tra l'altro, è di competenza comunale ed in passato è già stata interessata da errori (non dimentichiamo la questione della  Tari sulle pertinenze per cui molti cittadini attendono ancora i rimborsi)". E ancora: "Ci chiediamo con che criterio l'azienda venditrice di energia ripartisca tali introiti ai comuni e con quali costi". Quindi conclude sottolineando come l'attuale formulazione dell'emendamento, che riguarderebbe solo i comuni in dissesto o predissesto, potrebbe configurare "alcuni profili di incostituzionalità, alla luce della disparità di trattamento dei cittadini".


 

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