Giovedì, 16 Settembre 2021
TASSE

"La Tasi è peggio l'Imu": ecco quanto pagheranno gli italiani

La tassa sui servizi indivisibili dei Comuni - che va pagata da tutti i contribuenti proprietari di immobili - sarà nei fatti una Imu-bis, ma con detrazioni quasi inesistenti e aggravi notevoli per famiglie e imprese. L'ira dei consumatori: "Vergognoso e intollerabile"

(Infophoto)

ROMA - La Tasi sarà a tutti gli effetti una Imu-bis. E costerà alle famiglie in media ben 231 euro annui, con detrazioni quasi inesistenti che comporteranno un aggravio insostenibile per nuclei familiari che prima non pagavano l'Imu e quelli con abitazioni con basse rendite catastali.

Le due associazioni Federconsumatori e Adusbef confermano che, secondo le proprie stime, la Tasi si attesterà mediamente a 231 euro a famiglia (qualora sia fissata al 2,5 per mille). Il vero problema, spiegano, che rende davvero insopportabile ed insostenibile la Tasi, è il fatto che circa cinque milioni di famiglie hanno pagato e pagheranno ciò che prima, grazie alle detrazioni sull'Imu, non pagavano. "E' questo l'aspetto più vergognoso ed intollerabile, che purtroppo conferma ciò che avevamo denunciato fin dal primo momento", hanno dichiarato Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti.

Metà di queste famiglie (circa 2,5 milioni) beneficeranno di una detrazione minima: pagheranno, quindi, dagli zero euro precedenti a una media di 118 euro. Le altre, per le quali il Comune non ha disposto alcuna detrazione, passeranno da zero a 183 euro.

Anche per il Codacons la Tasi si appresta a far sentire i suoi effetti sulle tasche delle famiglie italiane e sulle aziende, effetti che saranno ben peggiori di quelli registrati con l'Imu. In particolare, per aziende, uffici, negozi e capannoni la stangata supera quota un miliardo di euro. "Tutte le proiezioni ci dicono che la Tasi finirà per pesare sulle tasche degli italiani più dell'Imu, ma ciò che è davvero grave è che questa tassa inciderà in modo più pesante sulle famiglie a reddito medio basso rispetto a quelle con reddito elevato - ha denunciato il presidente Codacons, Carlo Rienzi - Questo perché, per effetto delle minori detrazioni, chi possiede un'abitazione con rendita catastale modesta si troverà a pagare di più rispetto all'Imu, mentre chi è proprietario di un immobile di prestigio sarà avvantaggiato dalla Tasi rispetto alla vecchia imposta".

TASI, UNA MINI GUIDA - La Tasi è la tassa sui servizi indivisibili dei Comuni (come ad esempio la manutenzione delle strade e del verde cittadino, l'illuminazione pubblica e quant'altro). Il tributo è una parte della IUC, l'imposta unica comunale, alla quale vanno aggiunte anche la Tari, ovvero la tassa sui rifiuti, e l'Imu (solo per alcuni contribuenti). La Tasi va pagata da tutti i contribuenti proprietari di immobili e, a differenza dell'Imu, anche in parte dagli inquilini. Questi ultimi infatti si troveranno a pagare la parte compresa dal 10 al 30% del tributo, mentre il restante continuerà ad essere a carico del proprietario. Per immobili in leasing, la Tasi sarà completamente a carico dell'utilizzatore del bene. Come si calcola? Come i contribuenti hanno già capito, si tratta di un calcolo abbastanza complicato. Bisogna partire dalla rendita catastale di un determinato bene aggiungendo il 5% di rivalutazione. Il risultato va moltiplicato per un coefficiente differente a seconda dell'immobile, al quale va poi applicata la famosa aliquota ed eventuali detrazioni. L'aliquota fissata non può superare il 2,5 per mille per le prime case, anche se il governo ha concesso un ulteriore maggiorazione non superiore allo 0,8 per mille. Per le seconde case arriva una vera stangata con il 10,6 per mille (comprensivo anche di Imu) che può sforare arrivando all' 11,4 per mille. Il Comune può inoltre decidere di applicare delle detrazioni solo per le prime case. Le due rate della Tasi vanno pagate entro il 16 giugno e il 16 dicembre. Per i Comuni che non hanno assunto le deliberazioni Tasi entro il 23 maggio, il versamento della prima rata viene posticipata al 16 ottobre 2014. A tal fine, i Comuni devono deliberare entro il 10 settembre le aliquote e le detrazioni. Nel caso in cui per il 10 settembre il Comune non avesse ancora deliberato le aliquote e le detrazioni Tasi, l’imposta sarà dovuta applicando l’aliquota di base pari all’uno per mille e sarà versata in un’unica soluzione il 16 dicembre 2014.

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