Dalla tassa sulle merendine a quella sui voli aerei: così il M5s vuole finanziare la scuola

L'idea del neo ministro all'Istruzione Fioramonti è di introdurre delle tasse di scopo con l'obiettivo di raggranellare almeno un miliardo e mezzo di euro da destinare alla scuola e alla ricerca. Ma si tratta di una proposta che contiene un enorme paradosso

Foto di repertorio

Lorenzo Fioramonti, neo ministro dell’Istruzione, è stato categorico: "Se entro Natale non c’è un miliardo per l’università sono pronto a dimettermi". Di miliardi a dire il vero Fioramonti ne chiede tre: due per la scuola e uno per la ricerca. Dove trovarli? L’idea del ministro "è quella di inserire delle tassazioni che inducano consumi più responsabili e al tempo stesso racimolare risorse che possano essere investire su ricerca e formazione, con un doppio effetto positivo".

In poche parole Fioramonti vorrebbe introdurre delle tasse di scopo "su bevande zuccherine, merendine e voli aerei per trovare risorse per la ricerca".

Al 'Corriere della Sera', prima ancora di giurare come ministro, ha spiegato così la sua proposta: "Non voglio togliere soldi a nessuno. Vorrei delle tasse di scopo: per esempio sulle bibite gasate e sulle merendine o tasse sui voli aerei che inquinano. L'idea è: faccio un'attività che inquina (volare), ho un sistema di alimentazione sbagliato? Metto una piccola tassa e con questa finanzio attività utili, la scuola e stili di vita sani".

Ai microfoni di Radio1 Fioramonti ha detto che si aspetta di recuperare "1,7 miliardi di euro attraverso piccole tasse di scopo". Per quanto riguarda i voli, ad esempio, "si potrebbe mettere una tassa di due euro su un biglietto da 700 per New York".

Secondo il M5s introducendo delle tasse di scopo il governo potrebbe trovare i soldi per aumentare gli stipendi dei prof. E verrebbe colmato (almeno in parte) il gap che abbiamo con gli altri Paesi europei per quanto riguarda i fondi da destinare alla ricerca. Il problema è capire se la proposta di Fioramonti è fattibile e quanti soldi potrà portare nelle casse dello Stato.

La sugar tax sulle bevande

L’introduzione di una tassa sulle bevande zuccherate, o "sugar tax", è stata già proposta dal M5s un anno e mezzo fa. L’idea era quella di chiedere un obolo di mezzo centesimo per ogni grammo di zucchero. Secondo Il Fatto Alimentare, sono oltre 50 i Paesi che applicano già una tassa sulle bevande zuccherate, tra cui Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti. Nel Regno Unito ad esempio, sulle bibite contenenti più di 5 grammi di zucchero per ogni 100 millilitri viene applicata un’accisa da 18 pence,  che sale a 24 pence al litro per le bibite con più di 8 grammi di zucchero per ogni 100 millilitri.

La tassa sugli snack

Sempre Il Fatto Alimentare, citando un articolo del British Medical Journal, scrive che rispetto alla tassa sulle bevande zuccherrate, una possibile tassa sugli snack porterebbe nel Regno Unito a risultati doppi rispetto alla sugar tax dal momento che gli inglesi sono grandi consumatori di merendine e alimenti molto zuccherati. In Italia forse avrebbe un impatto più ridotto, ma al momento non ci sono studi in merito. 

L'ecotassa sui voli

Quanto alla tassa sui voli, Il Fatto Quotidiano riporta ad esempio il caso della Francia dove, a partire dal 2020, verrà applicato un obolo a tutti gli aerei in partenza (ma non a quelli in arrivo) dal suolo francese. La tassa sarà di 1,50 euro in classe economica e di 9 euro per in classe business per i voli all’interno della Ue, mentre raddopierà per quelli al di fuori del continente.

Il paraddosso di una tassa su bevande e merendine per generare reddito

L’economista Sandro Brusco però fa notare che l’idea di Fioramonti contiene in sé un paradosso. In economia esiste infatti una lunga tradizione che suggerisce di imporre tasse "sui prodotti che generano esternalità negative", il punto però è che "l'obiettivo di queste tasse è quello di ridurre il consumo di questo prodotti non di generare reddito. L'obiettivo della tassa sugli aerei, se veramente crediamo che gli aerei siano più dannosi all'ambiente di altri mezzi di trasporto, è quello di ridurre (molto, altrimenti non ha effetto) l'attività di trasporto aereo aumentandone il prezzo per i consumatori" scrive Brusco. 

In poche parole "una tassa di questo tipo ha tanto più successo quanto meno reddito genera" e "una tassa sugli aerei che genera un gettito cospicuo è una tassa che ha fallito il suo obiettivo". 

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Cos'è e come funziona la 'sugar tax'

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