Domenica, 17 Ottobre 2021
Economia

Tanti poveri, pochi ricchissimi: "In Italia serve una tassa patrimoniale"

In ogni caso, sottolinea l'Ocse, le ragioni di una patrimoniale "non possono essere valutate singolarmente ma dipendono dal sistema fiscale complessivo e dallo scenario complessivo economico e sociale del Paese"

Per ridurre disuguaglianze sempre più evidenti servirebbe una tassa patrimoniale anche in Italia. Lo chiede l’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), affermando che il nostro Paese è uno di quelli dove, dopo la crisi economica dell'ultimo decennio, la disuguaglianza sociale è più aumentata e la concentrazione di ricchezza verso l'alto è diventata più evidente.

L’opinione dell’organizzazione internazionale è scritta nel rapporto "The role and design of net wealth taxes", nel quale si spiega che uno dei modi per ridurre più velocemente i divari di ricchezza è l'imposizione della tassa patrimoniale.

Patrimoniale, i pro e i contro della tassa secondo l'Ocse

L'Ocse esamina l'utilizzo della patrimoniale - attualmente e storicamente - nei Paesi membri ed evidenzia tutti i pro e i contro della tassa. I risultati indicherebbero che, in generale, la necessità di adottare "una tassa sulla ricchezza netta" è minima nei Paesi dove sono applicate su larga scala le tasse sui redditi e sui capitali personali, comprese le imposte sulle plusvalenze, e dove le tasse di successione sono ben disegnate. In questi casi la patrimoniale potrebbe avere effetti addirittura "distorsivi".

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Al contrario, potrebbe funzionare ed essere utile dove la tassa di successione non esiste e dove le imposte sui redditi sono particolarmente basse. Analizzando l'andamento negli ultimi anni della distribuzione del reddito e della ricchezza a livello internazionale, l'organizzazione sottolinea quindi che "dopo la crisi, sono proseguite le tendenze verso una maggiore disuguaglianza di ricchezza. Dati comparabili per sei paesi Ocse (Australia, Canada, Italia, Paesi Bassi, Regno Unito e Stati Uniti) indicano che, dalla crisi, la concentrazione di ricchezza al vertice è aumentata in quattro di essi (Italia, Paesi Bassi, Stati Uniti e Regno Unito), mentre la disparità di ricchezza nella parte inferiore della distribuzione è aumentata in tutti i paesi tranne il Regno Unito".

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