"Caro mattone", aumentano le tasse sulla casa

Da martedì scattano le sanzioni per chi si troverà in ritardo col pagamento della tassa più odiata, quella sulla casa. Solo come acconto i proprietari degli immobili verseranno al Fisco 10 miliardi di euro. E i Comuni sono liberi di "ritoccare" le tariffe

Entro lunedì prossimo i proprietari di immobili sono chiamati a pagare l'acconto per l'Imu e la Tasi relativo all'anno 2019, per un totale di oltre 10 miliardi di euro. A cui si aggiungerà il saldo, a dicembre, che porterà il conto dell'imposta sugli immobili e la tassa per i servizi indivisibili a 20,5 miliardi.

Apposto così? No. Perché se è vero che il mattone è l'investimento più amato dagli italiani, è anche vero che il fisco lo sa bene. Quindi oltre ai tributi patrimoniali, sono previsti tributi reddituali, per altri 9 miliardi, i tributi indiretti che ammontano a 10 miliardi, e altri prelievi, di vario genere, che costano 10 miliardi. Secondo i calcoli effettuati da Confedilizia per l'Adnkronos il totale delle tasse sulla casa arriva a sfiorare i 50 miliardi di euro. 

Tasse sulla casa: le scadenze

Tornando alla prossima scadenza fiscale, per chi non riuscirà a pagare l'Imu entro i termini di legge, dal giorno successivo scattano le sanzioni divise in 4 fasce, a seconda del tempo che passerà prima di saldare il debito con i comuni.

Imu e Tasi, occhio alla scadenza: non resta molto tempo 

Si parte con il 'ravvedimento sprint', che consente di mettersi in regola pagando lo 0,1% del versamento da effettuare, per ogni giorno di ritardo, entro i primi 14 giorni. Poi c'è il 'ravvedimento breve', che può essere applicato dal quindicesimo al trentesimo giorno, con una sanzione pari all'1,5% dell'importo da versare.

Segue il 'ravvedimento medio', che si applica dal trentunesimo al novantesimo giorno, con un'aliquota pari all'1,67% dell'importo da versare. Infine c'è il 'ravvedimento lungo', per i versamenti effettuati dal novantesimo giorno in poi (entro un anno dalla data del mancato versamento); in questo caso la sanzione è pari al 3,75% dell'importo da versare.

Casa, quanto ci costi

Ma quanto si paga di Imu? I conteggi vanno eseguiti sulla base delle aliquote e delle detrazioni dei dodici mesi dell'anno precedente, stabilite dall'ente locale in cui è sito l'immobile. Il versamento della seconda rata (entro il 16 dicembre) verrà poi eseguito, a saldo dell'imposta dovuta per l'intero anno, con eventuale conguaglio sulla prima rata. E' anche possibile, nel caso in cui il comune abbia già fissato le nuove aliquote, pagare in un'unica tranche.

Nel caso il comune non abbia deliberato oppure la delibera non sia stata pubblicata nei termini, si applicheranno (anche per il saldo) le aliquote e le detrazioni valide per l'anno precedente. Oltre alla sanzione, si pagheranno anche gli interessi legali maturati, calcolati sulla base del tasso di interesse che, per il 2019, è pari allo 0,8% annuo, dovuto secondo i giorni di ritardo.

La novità principale di quest'anno è che -a differenza del triennio scorso- i comuni potranno deliberare aumenti delle aliquote per le varie tipologie di immobili sottoposte a Imu e Tasi (quali, per esempio, abitazioni principali di categoria catastale A1, A8 e A9, seconde case, negozi, aree edificabili ecc.).

Fra questi si evidenzia in particolare che Avellino incrementa le aliquote Imu e Tasi fino ai limiti massimi stabiliti dalla legge, portando molte fattispecie al 10,6 per mille (compresi gli immobili locati a canone concordato che nel 2018 avevano l'aliquota pari al 10,5 per mille).

Biella, invece, riduce l'aliquota Tasi per le abitazioni principale (che passa così da 3,3 a 2,5 per mille).

La Spezia aumenta l'aliquota Imu per gli immobili locati ad uso di abitazione principale con contratto a canone concordato (che passa da 4,6 a 6 per mille) nonché per alcuni immobili che vengono concessi in locazione a studenti universitari.

Lucca azzera la Tasi per tutti e così pur prevedendo, per esempio, un'aliquota Imu più alta dello scorso anno per le abitazioni principali (che passa da 5 a 6 per mille) nel complesso riduce il prelievo sulle stesse (da 6,8 a 6 per mille).

Pavia riduce l'aliquota Imu per le abitazioni locate a canone concordato (che passa da 10,6 a 9,6 per mille).

Taranto elimina l'aliquota Tasi per le abitazioni principali, che quindi pagheranno solo l'Imu (con la somma delle aliquote che passa, causa l'azzeramento Tasi, da 6,5 a 4 per mille).

Torino aumenta, tra le altre fattispecie, l'aliquota per gli immobili locati a titolo di abitazione principale e a canone concordato (da 5,75 a 7,08 per mille).

Udine aumenta l'Imu sulle abitazioni principali che però, con l'azzeramento della Tasi, continuano a scontare un'imposta invariata del 6 per mille e, nel contempo, riduce l'aliquota Imu per gli immobili di categoria catastale D non utilizzati, a disposizione o non locati (da 9,8 a 8,6 per mille) e riduce al 7,6 per mille (in precedenza era pari all'8,6 per mille) l'aliquota Imu per le pertinenze (C2, C6, C7) degli immobili ad uso abitativo concessi in comodato ai parenti in linea retta di primo grado.

Vercelli riduce l'aliquota Imu per gli immobili locati a canone concordato (da 8,5 a 8 per mille).

Le delibere saranno pubblicate sul sito delle Finanze

Cos'è  l'Imu e chi deve pagarla

L'Imu è una tassa che proviene dal possesso di un immobile, di un terreno agricolo o di aree fabbricabili. Sono tenuti a pagare l'imposta i seguenti soggetti:

  • Il proprietario di un immobile di lusso accatastato come A/1, A/8 o A/9. Si precisa che è tenuto al pagamento dell’Imu anche chi ha acquistato un immobile come prima casa, ma non vi ha ancora trasferito la residenza e quindi è come se possedesse una “seconda” casa. Non sono tenuti al pagamento dell’Imu, invece, i proprietari che risiedono in un immobile che risulta accatastato in categorie differenti da quelle sopra riportate
  • Il titolare di un diritto reale quale: usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie
  • Il concessionario, in caso di concessione di aree demaniali
  • Il locatario in caso di leasing.

Cos'è la Tasi e chi deve pagarla

La Tasi è invece un tributo che si applica al possesso o alla detenzione a qualsiasi titolo di fabbricati, ad esclusione delle prime case classificate con categorie catastali A/1, A/8 e A/9 e aree edificabili. Il versamento della tassa spetta al titolare di un diritto reale (usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie) e nel caso l’immobile sia occupato da una persona diversa da questo, anche dall’occupante, ma nella misura, stabilita dal Comune, compresa tra il 10 e il 30% dell’imposta complessivamente dovuta.

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