Venerdì, 24 Settembre 2021
Economia

Tasse, le imprese italiane sono le più vessate in Europa

Le imprese italiane versano al Fisco 105,6 miliardi di euro l'anno. Secondo la Cgia di Mestre siamo secondi solo alla Germania, che però ha 20 milioni di abitanti in più

Tar-tassate, è proprio il caso di dirlo. Il carico fiscale sulle imprese italiane non ha eguali nel resto d'Europa. E' quanto afferma la Cgia - l'Associazione degli artigiani e le piccole imprese di Mestre - sottolineando che nel nostro Paese la percentuale delle tasse pagate dalle aziende sul gettito fiscale totale è del 14,9%, a fronte di una media dell'Ue dell'11,5%. In Irlanda è del 14,8, in Belgio del 12,9, nei Paesi Bassi del 12,7, in Spagna dell'11,8, in Germania e in Austria dell'11,6.

Le imprese italiane versano al fisco 105,6 miliardi di euro l'anno: solo quelle tedesche pagano di più (135,6 miliardi), ma a fronte di una popolazione maggiore. "Sebbene alle nostre imprese sia richiesto lo sforzo fiscale più oneroso d'Europa - segnala il coordinatore della Cgia Paolo Zabeo - la qualità dei servizi ricevuti dallo Stato è spaventosamente inadeguata. Ricordo, ad esempio, che il debito commerciale della nostra Pubblica Amministrazione nei confronti dei propri fornitori è di 64 miliardi di euro, di cui 34 riconducibili ai ritardi nei pagamenti. Il peso economico della cattiva burocrazia sulle Pmi, invece, è di 31 miliardi e il deficit infrastrutturale, sia materiale che immateriale, grava sul sistema produttivo per almeno 40 miliardi di euro".

La conferma che in Italia il peso delle tasse è troppo eccessivo emerge anche dal confronto sul cosiddetto "tax freedom day" dei principali Paesi Ue. Nel 2016, infatti, in Italia le famiglie e le imprese hanno idealmente terminato di onorare il fisco il 4 giugno, praticamente dopo 155 giorni di lavoro. Rispetto a noi, in Germania la "liberazione" è avvenuta 8 giorni prima (27 maggio), nel Regno Unito hanno festeggiato con 25 giorni di anticipo (10 maggio) e in Spagna quasi un mese prima (6 maggio). Solo in Francia la situazione è peggiore della nostra: nel 2016 il giorno di liberazione fiscale è "scoccato" il 23 giugno, diciannove giorni dopo il nostro.
 

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