Perché siamo il Paese più tartassato d'Europa

Secondo un'analisi della Fondazione nazionale dei commercialisti, la pressioni fiscale in Italia super il 48%. Un macigno per le famiglie con figi, Irpef e Iva insieme occupano il 55,9% del gettito tributar

Foto di repertoripo

Le tasse in Italia sono un vero e proprio macigno, forse anche più pesante delle stime ufficiali. Un peso fiscale che è tra i peggiori dell'Unione europea e che flagella soprattutto le famiglie, arrivando a 'valere' quasi la metà delle nostre entrate, almeno secondo uno studio del Consiglio e della Fondazione nazionale dei commercialisti: ''La pressione fiscale è più alta del 5,8% di quella reale (42,4%)", superando quindi il 48%. L'Italia è il Paese più tartassato d'Europa". 

L'Italia è il Paese più tartassato in Europa

Secondo lo studio, intitolato "Analisi della pressione fiscale in Italia, in Europa e nel mondo. Struttura ed evoluzione dei principali indicatori di politica sociale", dopo cinque anni di ininterrotto calo della pressione fiscale, nel 2019 si è verificato un brusco incremento di 0,7 punti che ha riportato il suo livello complessivo indietro di quattro anni. Ma al netto del sommerso e dell'economia illegale, pari al 12% del Pil, ovvero 215 miliardi di euro, raggiunge il 48,2% (+5,8% rispetto a quella ufficiale), la posizione più alta fra i paesi europei. Dopo l'ultimo pesante shock del 2012-2013 (+2,1%), nel quinquennio 2014-2018 si è verificato un significativo rientro (-1,7%), che ha riguardato, però, prevalentemente le imprese, dal momento che la pressione fiscale sulle famiglie, il cui gettito totale è pari a 323 miliardi di euro su un totale di 758,6 miliardi, non ha beneficiato di questa riduzione ed è, anzi, aumentata. 

Non è un Paese per famiglie

La pressione fiscale sulle famiglie, calcolata mediante una rielaborazione della Fondazione nazionale dei commercialisti dei dati Istat, è risultata nel 2019 pari al 18,0%, in crescita di 0,3 punti rispetto al 2018. Dopo lo shock del 2012-2013, che ha visto la pressione fiscale italiana crescere di 2,1 punti percentuali, la pressione fiscale sulle famiglie si è ulteriormente incrementata per poi rientrare leggermente negli ultimi due anni e rimanere quindi invariata, mentre nello stesso periodo la pressione fiscale complessiva si è ridotta di un punto percentuale.

Nonostante gli interventi sul cuneo fiscale degli ultimi anni, l'indicatore Ocse che misura il cuneo pone l'Italia, spiegano i commercialisti, ai primi posti in Europa: terzo posto per dipendente single con il 48% e primo posto per dipendente sposato con due figli con il 39,2%.

Il peso di Irpef e Iva

Dall'analisi del gettito tributario per singola imposta, si evince, inoltre, che le prime 10 imposte (su 88 voci totali desumibili dalle tabelle Istat) coprono l'85% del totale. Lo stesso dato era pari all'82,3% nel 1995. C'è una tendenza alla concentrazione del prelievo tributario sulle imposte principali. Ad esempio, l'Irpef, che nel 2019 è la prima imposta con 176,8 miliardi di euro di gettito, copre il 34,2% del totale (+2% sul 1995), l'Iva, che è la seconda imposta per gettito con 111,8 miliardi di euro, copre il 21,6% del totale (+1,3% sul 1995). 

Insieme, l'Irpef e l'Iva, coprono il 55,9% del gettito tributario totale (+3,3% sul 1995). Nel confronto internazionale, la pressione fiscale si mostra sbilanciata dal lato del lavoro rispetto al consumo. Infatti, nell'ultimo anno con dati disponibili per un confronto, il 2018, l'Italia si pone al 7° posto nel primo caso e al 21° posto nel secondo. In particolare, per il gettito Iva in rapporto al Pil, l'Italia si colloca al 26° posto nella graduatoria EU27, mentre per il gettito dell'imposta personale sul reddito, l'Italia si colloca al 5° posto. 

Nonostante l'eccezionale riduzione del Totale Tax Rate tra il 2006 e il 2020, l'indicatore di pressione fiscale sui profitti societari calcolato dalla banca mondiale per l'Italia sfiora il 60% risultando tra i più elevati in Europa. Particolarmente negativi risultano gli indici di efficienza del sistema fiscale misurati dalla Banca mondiale: nella speciale classifica del Paying taxes 2020, l'Italia scende al 128° posto gravata dai tempi lunghi stimati per gli adempimenti fiscali e per le fasi successive di gestione dei rimborsi e delle verifiche fiscali.

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Italia vs Europa

Nel confronto internazionale inoltre, la pressione fiscale si mostra sbilanciata dal lato del lavoro rispetto al consumo. Infatti, nell'ultimo anno con i dati disponibili per un confronto, il 2018, l'Italia si pone al 7° posto nel primo caso e al 21° posto nel secondo. In particolare, per il gettito Iva in rapporto al Pil l'Italia si colloca al 26° posto nella graduatoria EU27, mentre per il gettito dell'imposta personale sul reddito l'Italia si colloca al 5° posto. Nonostante l'eccezionale riduzione del Totale Tax Rate tra il 2006 e il 2020 infine, l'indicatore di pressione fiscale sui profitti societari calcolato dalla banca mondiale per l'Italia sfiora il 60% risultando, tra i più elevati in Europa. Particolarmente negativi infine risultano gli indici di efficienza del sistema fiscale: nella speciale classifica del Paying taxes 2020 l'Italia scende al 128° posto, gravata dai tempi lunghi stimati per gli adempimenti fiscali e per le fasi successive di gestione dei rimborsi e delle verifiche fiscali.

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