Domenica, 18 Aprile 2021

Tasse, è il giorno dei pagamenti: sul no alla proroga delle scadenze è ancora polemica

Da oggi al via la maratona di adempimenti. Proseguono le polemiche sulla mancata nuova proroga delle scadenze fiscali. Il sottosegretario Misiani: "Assurdo strumentalizzare politicamente la questione e fare passare il governo come nemico dei contribuenti"

Da oggi 20 luglio centinaia di scadenze fiscali attendono alla cassa i contribuenti italiani. Nessuna nuova proroga dei versamenti delle imposte, ed è polemica. Il governo deve "prendere atto" della crisi di liquidità delle imprese e prorogare le scadenze fiscali. Lo ha chiesto fino all'ultimo la Confcommercio, sottolineando: "Abbiamo segnalato nei giorni scorsi quanto siano severi i dati sull'andamento dei consumi: una caduta su base annua, a giugno, del 15% e di quasi il 30% nel complesso del secondo trimestre. Sono dati che rendono chiaro quanto sia difficile la situazione e quanto sia profonda la crisi di fatturato e di liquidità". "Rinnoviamo la richiesta al governo - dicono i commercianti - di prorogare le scadenze dei versamenti fiscali per saldo 2019 e acconto 2020. Occorre, in altri termini, che si prenda atto di una situazione che, di fatto, vedrà tantissime imprese e tantissimi lavoratori autonomi impossibilitati a procedere ai versamenti nei termini fin qui previsti (20 luglio o 20 agosto con maggiorazione dello 0,4%)".

"Bisogna trarne le conseguenze - aggiunge Confcommercio - intanto riaprendo i termini per i versamenti di saldo e acconto almeno fino al 30 settembre e prevedendo poi, in riferimento alle ulteriori scadenze fiscali di settembre, moratorie fiscali più ampie e inclusive. Se così non fosse, il 'rischio chiusura' si rafforzerebbe. E il suo impatto diretto e indiretto sulla finanza pubblica sarebbe ben maggiore di quello derivante dalla proroga delle scadenze fiscali".

Tasse, nessuna nuova proroga delle scadenze 2020

Proseguono così le polemiche sulla mancata nuova proroga delle scadenze fiscali. L'ultima protesta, in ordine di tempo, è arrivata da Confcommercio, ma anche le opposizioni attaccano; con un post su Facebook il sottosegretario all'Economia, Antonio Misiani (Partito Democratico) definisce "assurdo strumentalizzare politicamente la questione e fare passare il governo come nemico dei contribuenti" dopo la lunga lista (ch elenca) di misure prese.

Peraltro "spostare anche i versamenti di giugno (già prorogati al 20 luglio) a settembre creerebbe un grande ingorgo fiscale - avverte Misiani - in un periodo nel quale tra l'altro i dati puntuali dei versamenti sono necessari per la stesura dei documenti di programmazione economica e finanziaria del governo".

Misiani ha pubblicato un post intitolato "Sei punti per fare chiarezza sul tema della proroga dei versamenti". I versamenti del 30 giugno sono stati regolarmente effettuati dai contribuenti che non beneficiano del regime forfettario e non sono soggetti agli Isa. "Questo dicono i dati", prosegue. "Per Isa e forfettari, per venire incontro alle richieste soprattutto dei piccoli studi professionali, il governo è già intervenuto posticipando la scadenza del 30 giugno al 20 luglio, oppure al 20 agosto con una maggiorazione dello 0,4%. In altre parole - dice i sottosegretario - un contribuente forfettario che doveva versare ad esempio 2.000 euro, ha tempo fino al 20 luglio per farlo senza nessuna maggiorazione oppure fino al 20 agosto con una maggiorazione di 8 euro (2.000 x 0,4% = 8 euro)"

"Per essere chiari, stiamo parlando del saldo ed acconto di giugno. Il saldo del 2019 in molti casi sarà uguale a zero - sostiene - perché il primo acconto di giugno 19 ed il secondo acconto di novembre 19 sono pari al 100%. Il primo acconto 2020 invece che con il metodo storico (cioè in base all'anno precedente) può essere calcolato con il previsionale, con un margine di tolleranza aumentato da questo governo da zero al 20%". "Lo scorso anno - dice ancora Misiani - la scadenza del 30 giugno è stata spostata al 30 settembre solo perché i software per l'applicazione degli ISA erano stati rilasciati dal precedente governo in colpevole ritardo, cosa che invece, nonostante l'emergenza sanitaria, non è accaduta quest'anno.

In questi mesi, rivendica, "il governo ha deciso l'eliminazione della rata dell'Irap di giugno; l'introduzione di crediti di imposta per i fitti commerciali ai soggetti in difficoltà; la riduzione degli oneri sulle bollette; l'azzeramento dell'Iva su mascherine e altri dispositivi di protezione individuale; l'azzeramento di plastic tax e sugar tax per tutto il 2020; la cancellazione permanente delle clausole di salvaguardia IVA e accise. Questi sgravi fiscali - dice - valgono complessivamente 7,5 miliardi di tasse in meno nel 2020; 21,2 miliardi nel 2020; 28,5 miliardi annui dal 2022". "Inoltre - conclude Misiani - sono stati erogati ad oggi oltre 4 miliardi di contributi a fondo perduto alle aziende in difficoltà. Per quanto riguarda le fasi più critiche della crisi, ricordo che abbiamo sospeso i versamenti di marzo aprile e maggio fino a settembre per decine di miliardi. Un termine che vorremmo riscadenzare con lo scostamento di bilancio che chiederemo nei prossimi giorni al Parlamento".

"Il governo aveva il dovere di trovare una soluzione per evitare un imbuto fiscale che rischia di essere il colpo finale per le tasche di tanti contribuenti già in difficoltà per la crisi. L'impressione è che non solo non ci sia riuscito, ma non ci abbia nemmeno provato. Ha presentato questa decisione come inevitabile, quando sappiamo che non è così". Lo afferma Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia. "È dunque comprensibile la rabbia soprattutto di tanti imprenditori e tante partite Iva, come dei commercialisti sommersi dalle scadenze di questi giorni. È il grido di dolore dell'Italia attiva, quella che lavora e crea lavoro, alla quale possiamo dire con certezza che noi, a differenza del governo, non la dimenticheremo", conclude Carfagna.

Tasse, cosa si deve pagare oggi 20 luglio 

Da oggi al via alla maratona di adempimenti. La giornata più impegnativa è appunto oggi lunedì 20 luglio: 51 sono i versamenti previsti. Si va dall'Irpef (saldo 2019 e acconto 2020), all'Ires (saldo 2019 e acconto 2020), all'Irap (saldo 2019 e acconto 2020) e l'Iva periodica e il saldo 2019 della cedolare secca e il rimo acconto 2020. Al via anche il pagamento del diritto annuale alla Camera di Commercio, all'imposta di bollo sulle fatture elettroniche emesse nel secondo trimestre 2020. E poi versamento delle imposte e contributi previdenziali e assistenziali sulla base della dichiarazione dei redditi per titolari di partita Iva e soci di società.

Le prossime scadenze quali sono? Entro il 30 luglio sono previsti altri 65 versamenti. Il 27 luglio bisognerà trasmettere gli elenchi Intrast del secondo trimestre 2020 e mensili di giugno 2020. E' fissata per il 30 luglio la scadenza del versamento delle imposte dovute sulla base della dichiarazione dei redditi soggetti diversi dai titolari di partita Iva con maggiorazione dello 0,4%. Infine, il 31 altri 26 versamenti, si va dalla presentazione del modello per il rimborsi Iva trimestrale e quello per le operazioni effettuate con l'estero nel secondo trimestre 2020 al versamento del canone Rai per chi non può riceverlo con la bolletta.

Cosa succede ad agosto con le pensioni (occhio al cedolino) 

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