Giovedì, 28 Ottobre 2021
ECONOMIA

La rivoluzione di Atene: "Tasseremo le 500 famiglie più ricche della Grecia"

Il ministero della Finanza greco ha versato 200 milioni al Fmi per il rimborso del prestito. Entro il 12 maggio dovrà versare altri 750 milioni. Dove li trova Atene questi soldi? Nelle tasche dei cittadini più ricchi della Grecia

Un prelievo speciale sulle 500 famiglie più ricche della Grecia in modo che da Bruxelles si possano bloccare i prestiti. E' questa una proposta del governo di Atene che, secondo il giornale tedesco Bild, si trova nel nuovo elenco di riforme che è stato presentato all'Eurogruppo.

TASSE SALATE SU BENI DI LUSSO - Le trattative tra Grecia e il fronte della troika (Unione europea e Fondo monetario internazionale) sono ferme perché l'unico modo che ha il paese di ottenere aiuti è quello di proporre un programma fitto di riforme. Ma per ora i vari colloqui non hanno fatto fare passi avanti e così la Grecia è di nuovo sull'orlo del fallimento. Ecco quindi l'opzione di un prelievo forzoso sui redditi più alti e l'idea di una tassa sul lusso che potrebbe comprendere automobili, immobili e viaggi. Infine aumenterebbero i controlli per la trasparenza fiscale attraverso nuovi strumenti, come quello della carta di credito per i pagamenti al fisco superiori ai 70 euro. 

LA CRISI CHE ANCORA INCOMBE... - La crisi è ancora una realtà: la Banca centrale europea sta valutando un'eventuale revisione dell'haircut sul collaterale, uno "sconto" per le banche greche che devono fare da garanti per i finanziamenti d’emergenza.  Una proposta che se passasse porterebbe gli istituti di credito in crisi di liquidità. Inoltre Atene dovrà versare entro il 12 maggio 950 milioni al Fondo monetario internazionale, di cui 200 sono già arrivati a Francoforte. 

...MA ATENE RIASSUME - Intanto il parlamento greco ha adottato un progetto di legge per "riparare le ingiustizie" avvenute nell'amministrazione pubblica: verranno reintegrati ben 4mila funzionari licenziati tempo fa a causa dei tagli imposti dalla scure della troika. Il provvedimento è stato votato a colpi di maggioranza grazie ai deputati di Syriza e ha un titolo che sa di battaglia: "Democratizzazione dell'amministrazione, lotta contro la burocrazia e correzione delle ingiustizie".  

La legge prevede la riassunzione di agenti di polizia municipale, di bidelli, impiegati pubblici e insegnanti di istituti tecnici che erano stati messi in aspettativa poi licenziati in tronco. Non solo: si prevede anche l'integrazione di 6mila persone che avevano ottenuto in teoria posti nella pubblica amministrazione tramite concorso, la cui assunzione era stata "congelata" a causa sempre dei tagli imposti dall'austerity. 

SCIOPERI SEMPRE - Uno dei punti della legge approvata riguarda la questione precettazione degli scioperi da parte del governo. Il vecchio esecutivo socialista aveva più volte imposto il blocco degli scioperi a oltranza (in particolare dei mezzi pubblici) che avevano creato il caos nelle città di tutto il paese. Con il nuovo provvedimento la precettazione viene vietata e, per evitare i disordini degli anni precedenti, sono state instaurate convenzioni collettive e accelerate le procedure di assunzione del personale stagionale.

OPPOSIZIONE FURIOSA - L'opposizione è su tutte le furie, in particolare coloro che facevano parte dell'esecutivo pre-Tsipras, che hanno accusato il premier di puntare soltanto ad aumentare i ranghi dei funzionari pubblici, dimenticando le tutele di tutti i lavoratori del settore privato. Intanto chi ha votato il primo ministro sarà contento: questa legge, approvata tra infuocate polemiche, era una delle promesse elettorali e sicuramente non migliorerà i rapporti tra governo greco e istituzioni europee. 

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