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Lunedì, 29 Novembre 2021
Economia Italia

Sigarette elettroniche, che mazzata! Nuova tassa e stop al web: ora posti di lavoro a rischio

Per la Corte Costituzionale è legittima la tassa sulla sigaretta elettronica indipendentemente dal fatto che contenga o meno nicotina. Dal decreto fiscale, inoltre, arriva la stangata, sul divieto di vendita online

Il decreto fiscale, su cui il governo ha incassato la fiducia del Senato con 148 sì e 116 no, si arricchisce di novità nel primo passaggio parlamentare.  Il maxiemendamento su cui il governo ha chiesto la fiducia ha recepito le modifiche della Commissione Bilancio e ha introdotto una stretta sulla vendita delle sigarette elettroniche.

Le e-cig potranno essere vendute soltanto nelle tabaccherie e nelle rivendite autorizzate

La ragione del provvedimento è quella di combattere un mercato illegale che drena il  50% degli utili, recuperando così l'evasione fiscale e garantendo anche adeguati controlli sanitari sui liquidi venduti.

Appena due giorni fa inoltre la Corte Costituzionale ha ribaltato la sentenza del Tar stabilendo come legittimo la tasse sui liquidi anche se sono senza nicotina. 

Dal 2015 c’è una imposta al consumo di 0,393 euro al millilitro per i liquidi da inalazione, contenenti o meno nicotina, dal quale ci si aspettava a regime 115 milioni l’anno. Ma lo Stato nel 2017 incasserà un importo pari a circa 4 milioni: alcune aziende hanno infatti applicato l’imposta esclusivamente alla quantità di nicotina presente, di fatto pagando 1/10 dell’imposta dovuta.

Inoltre l’ex sottosegretario Simona Vicari di Ap ha presentato un emendamento al decreto fiscale con il quale si stabilisce il passaggio ai Monopoli del comparto. Il provvedimento, nella fase transitoria e fino al 2018, non impone la chiusura dei negozi perché l’Agenzia fiscale avrà tempo sino al 31 marzo prossimo per predisporre le regole e i requisiti affinché la licenza possa essere mantenuta e per rilasciarne di nuove. Chiuderanno invece i siti internet che sono predisposti alla vendita di prodotti con nicotina e sigarette elettroniche ai privati.

Il settore composto da 2.500 negozi e che oggi ha un giro d’affari stimato in 300 milioni, potrebbe entrare definitivamente in crisi.

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