Sabato, 15 Maggio 2021
Università

Tasse universitarie, in Italia sono tra le più alte d'Europa

Dal 2017 si è allargata la platea di chi non paga nulla, ma per sette famiglie su dieci far studiare i figli può essere un vero e proprio salasso. Perché quella lanciata da "Liberi e Uguali" non è (solo) una proposta per ricchi

Immagine d'archivio

Quanto costa l’abolizione totale delle tasse universitarie? E quanti sono gli studenti già esentati? Nei giorni scorsi ha fatto molto discutere la proposta lanciata dal candidato premier di Liberi e Uguali, Pietro Grasso, all’assemblea nazionale del partito. "Scuola e ricerca - ha detto - sono il miglior intervento che si possa fare". E allora "non ho alcun dubbio, partiamo da una proposta concreta, vera, realizzabile": ovvero rendere gratuita l’università. I costi? "Ci chiedono sempre i costi? Ecco i costi. Ci costa 1,6 miliardi di euro - ha precisato il leader di Leu -, un decimo dei 16 miliardi di euro che il nostro Paese spreca ad esempio per sgravi fiscali e sussidi indiretti ad attività dannose per l’ambiente".

La proposta è stata ovviamente stigmatizzata dalle altre forze politiche (siamo pur sempre in campagna elettorale): Pd, centristi e Forza Italia l'hanno definita "demagoga", "populista", mentre il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha detto che si tratta di una proposta trumpiana "perché gli studenti meno abbienti sono già esentati". 

Non è una misura per ricchi

Ma è davvero così? Non proprio, se guardiamo bene ai numeri. Come spiega Askanews, infatti, la popolazione universitaria in Italia supera il milione e 600mila studenti, ma fino al 2016 i giovani totalmente esonerati dal pagamento delle tasse erano circa uno su dieci e poco meno del 10% i beneficiari di borse di studio.

Università, no tax area sotto i 13mila euro

Nel complesso dunque i costi gravavano interamente sulle famiglie per oltre l’80% degli iscritti. Una platea, quella di chi è senza "sconti", che si è ridotta con la Finanziaria del 2017 che ha istituito una no tax area per redditi Isee inferiori a 13 mila euro e che porta gli studenti esentati dal pagamento delle tasse universitarie ad un terzo e quelli con importo agevolato a quasi un altro terzo degli studenti.

Paletti e meritocrazia

Ma l’esenzione fino a 13mila euro è "comunque bassa", puntualizza Maria Cecilia Guerra ex capogruppo di Mdp in Senato. La proposta, ha aggiunto, deve inquadrarsi in un "discorso generale" sull’università come "servizio di natura universale" e nell’ambito di scelte di rilevanza collettiva in un sistema fiscale "realmente progressivo". L'obiettivo della abolizione delle tasse universitarie inoltre può essere raggiunto "anche progressivamente". Quanto alla "meritocrazia" si dovranno prevedere alcuni paletti per evitare carriere fuori corso. E sarebbe "ingenuo" pensare che l’abolizione delle tasse universitarie risolva il problema: "occorre anche intervenire sul diritto allo studio" con il "rafforzamento del finanziamento regionale".

Tasse universitarie: come funziona in Ue

E nel resto dell’Unione Europa ? EuropaToday ha fatto un confronto con ciò che avviene nel resto del Vecchio continente. L'università gratis è già una realtà in ben 9 dei 28 Stati membri dell'Unione europea, come rivela l'indagine annuale “Eurydice” della Commissione Ue (pdf). Come scrive Dario Prestigiacomo, ci sono Paesi come la Germania e la Svezia, per esempio, che certo possono contare su ricche e solide finanze pubbliche. “Se lo possono permettere, insomma”, direbbe chi critica la proposta perché creerebbe un buco al bilancio statale. Eppure, succede anche in Grecia, Paese che come noto non naviga certo nell'oro. A completare l'elenco degli Stati Ue dove gli studenti universitari possono iscriversi senza sborsare nulla ci sono Danimarca, Slovenia, Malta, Cipro, Finlandia e Polonia. 

La verità? In Italia l’università è molto cara

Facendo riferimento ai medesimi dati, Askanews scrive che "fa impressione il gap tra i diversi paesi sull’ammontare da versare": l’Italia non veste la maglia nera ma quasi. Con meno di 100 euro l'anno Gli studenti di Repubblica Ceca, Polonia, Slovenia e Slovacchia sono quelli che spendono di meno. 

Si spendono fra i 101 e i mille euro in 12 paesi (Francia, Belgio, Bulgaria, Croazia, Lussemburgo, Austria, Bosnia ed Erzegovina, Serbia, Islanda, Montenegro, Ex Repubblica jugoslava di Macedonia e Turchia). 

Mentre si va dai 1.001 euro ai 3.000 euro in otto sistemi educativi, fra i quali figuriamo anche noi oltre a Irlanda, Spagna, Paesi Bassi, Portogallo, Svizzera, Liechtenstein e Ungheria.

Il paese in cui le tasse sono più alte è il Regno Unito (Inghilterra e Galles), dove la cifra a carico dello studente raggiunge i 10.027 euro e il sistema si basa essenzialmente sui prestiti.

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