Uso del contante e costi del bancomat: cosa cambia col nuovo governo

In meno di dieci anni la soglia sull'utilizzo del contante è cambiata per ben sei volte. Nel contratto di Governo non se ne parla anche se Salvini ha lanciato una proposta. Invece per l'uso del Pos Di Maio sostiene una vera rivoluzione

Il governo toglierà il limite all'uso dei contanti? Improbabile. Nel contratto del "governo del Cambiamento" non è prevista la modifica delle regole antiriciclaggio e il ministro dell'interno Matteo Salvini ritornando sull'argomento spiega: "La questione dei contanti è una mia posizione personale, non è all'ordine del giorno e non è prevista dal contratto".

Dal palco dell’assemblea annuale di Confesercenti a Roma Matteo Salvini aveva detto: "Io sono contro ogni tipo di coercizione, fosse per me non ci sarebbe alcun limite alla spesa di denaro contante, perché ognuno è libero di usare i soldi del suo conto corrente come vuole, dove vuole e pagando quello che vuole".

Una pronta risposta è arrivata dal vicepremier e ministro del lavoro Luigi Di Maio che, spiegando in una intervista a Rtl come l'eliminazione del tetto all’uso dei contanti non è prevista dal contratto, rilancia il tema dell'eliminazione dei costi per i commercianti nei pagamenti con bancomat. 

"L'abbassamento del tetto di spesa in contanti contrasta con la lotta a riciclaggio di denaro, evasione fiscale e corruzione (citata nel contratto di governo) e per riflesso anche alla criminalità organizzata" sottolinea Di Maio.

Dopo le parole di Salvini avevano protestato anche le opposizioni di sinistra, non Forza Italia per la quale l’eliminazione di tetti al contante è sempre stato un cavallo di battaglia.

Tetto per i contanti, cosa prevede la legge

In meno di dieci anni la soglia sull’utilizzo del contante è cambiata per ben sei volte. Oggi, dopo aver toccato il minimo con il governo Monti - 999 euro - il tetto per i pagamenti in denaro contante è fissata a 3mila euro. La novità è stata introdotta dal decreto legislativo 90/2017 per le norme antiriciclaggio e riguardano anche assegni e libretti.

Non bisogna infatti solo ricordarsi dei limiti al denaro contante: anche assegni e libretti al portatore soggiacciono a specifiche restrizioni.

"È vietato trasferire denaro contante o titoli al portatore, ad esempio assegni senza indicazione del beneficiario, tra privati senza avvalersi dei soggetti autorizzati come le banche, per importi pari o superiori a 3mila euro".

Per importi superiori è necessario quindi utilizzare metodi che garantiscano in qualche modo la tracciabilità della somma. Quanto agli assegni bancari, circolari o postali di importo pari o superiore a mille euro, questi devono riportare, oltre a data e luogo di emissione, importo e firma, anche l'indicazione del beneficiario e la clausola "non trasferibile". In caso di violazioni della soglia dei contanti e degli assegni (come la mancata indicazione della clausola 'non trasferibile') la sanzione varia da 3mila a 50mila euro.

Spese bancomat, quanto ci costa il pos

Da aprile 2018 con il taglio delle commissioni interbancarie, i pagamenti effettuati con il Pos -con bancomat o carta di credito - costeranno meno. Le commissioni non dovranno superare lo 0,2% della transazione per il bancomat e lo 0,3% per le carte di credito.

Divieto anche di applicare un sovrapprezzo per l’impiego di un determinato strumento di pagamento.

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