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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Il risiko delle Tlc

Tim agli americani di Kkr per 50 cent ad azione: la svolta dopo la crisi del gruppo telefonico

Convocato un consiglio di amministrazione straordinario dopo la presentazione dell'offerta pubblica di acquisto. Il governo potrebbe invocare il golden power per fermare l'opa. Su Tim pesano le perdite dopo l'investimento con Dazn sui diritti del campionato di calcio

Il gruppo telefonico italiano Tim ha convocato per oggi un consiglio di amministrazione straordinario. Sul tavolo vi sarebbe la manifestazione di interesse avanzata da fondo statunitense Kkr per l'acquisto dell'intero gruppo.

La manifestazione d'interesse "non vincolante e indicativa" è stata qualificata da KKR "amichevole per un'offerta pubblica di acquisto sul 100% delle azioni "volta al delisting". Il prezzo indicato da pagare interamente per cassa "sarebbe pari a 0,505 euro". Lo si legge in una nota diffusa al termine del Cda.

È una vera e propria svolta dopo che negli ultimi giorni si erano inseguite voci sempre più insistenti che tratteggiavano un futuro a tinte fosche del gruppo telefonico guidato da Luigi Gubitosi. Il manager sarebbe infatti nei fatti stato sfiduciato dai soci guidati dai rappresentanti del primo azionista, la media company francese Vivendi, dopo due profit warning delle agenzie di rating in 4 mesi: in particolare sarebbe stato l'investimento nel calcio con Dazn a non dare i frutti sperati visto che l'accordo per portare la seria A su Tim Vision non ha portato i numeri attesi. 

Solo ieri i sindacati avevano palesato le proprie preoccupazioni circa il futuro dei 40mila dipendenti Tim in uno scenario futuro definito "incerto": un cda straordinario si sarebbe dovuto riunire a fine della prossima settimana, oggi la svolta con la convocazione del presidente Salvatore Rossi. Il fondo statunitense Kkr è già azionista di FiberCop, la società in cui Tim ha spostato l'ultimo miglio della rete telefonica e ora punterebbe ad acquisire l'intero gruppo - le cui azioni sono ai minimi storici - con un’offerta pubblica sull’intero capitale.

Chi c'è dietro il fondo Kkr

Kohlberg Kravis Roberts & co, meglio noto come Kkr, è un fondo americano che gestisce oltre 400 miliardi di dollari: nel suo ombrello investimenti dai cosmetici Wella all’operatore telefonico spagnolo MasMovil, ma Kkr è anche il maggior azionista dell’editore tedesco Axel Springer. In Italia Kkr è presente dallo scorso anno quando con un investimento di 1,8 miliardi di euro ha rilevato il 37,5% FiberCop, la società per le connessioni internet di cui Tim ha mantenuto il 58%. Se da tempo si prospettava una salita ad acqusire l'intera società, arriva a sorpresa la proposta per l'intero gruppo. Di certo ora è lecito aspettarsi che Vivendi, che di Tim detiene il 23,5% del capitale, possa opporsi alla scalata degli statunitensi organizzando una controcordata. Appuntamento a venerdì con il consiglio di amministrazione chiesto dai francesi.

Va comunque ricordato che il governo italiano ha la possibilità di utilizzare il 'golden power' a tutela della rete considerato un asset strategico per la sicurezza nazionale, tanto per la parte contenuta in FiberCop quanto per la cosiddetta 'rete primaria' rimasta a Tim.

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