Giovedì, 17 Giugno 2021

Cosa divide l'Europa: i nodi della trattativa con la Grecia

Il debito, le tasse, la riforma delle pensioni, quella dell'Iva : ecco tutti i punti che dividono i creditori dalle posizioni di Tsipras e di Atene

Lo scontro tra creditori e Grecia è sempre più forte, in particolare dopo l'esito del referendum. Intanto il premier Alexis Tsipras ha pronunciato il suo duro discorso in parlamento europeo che ha generato divisioni in aula durante la seduta. Ma quali sono i punti su cui Atene e i creditori proprio non riescono a trovare un accordo?

COSA DICONO I CREDITORI - Non si può negare che il debito greco sia enorme e si sia anche ingigantito. Il problema su cui i creditori puntano è proprio questo e lo stesso Fmi ha diffuso un rapporto in cui lo definiva "insostenibile" e quanto meno chiedeva un allungamento delle scadenze. Ma per statuto il debito non può essere ristrutturato quindi dovrebbero essere i creditori europei a farlo, cambiando la propria posizione. D'accordo con i creditori anche il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble. 

COSA DICE ATENE - Quello che chiede la Grecia è proprio questo: una ristrutturazione del debito e nuovi prestiti. Nella lettera del 30 giugno di Tspras ai creditori internazionali si chiedeva una ristrutturazione e un allungamento delle scadenze del suo debito con l'Efsf, il fondo salvastati. Solo così si sarebbe potuto far fronte ai rimborsi imminenti (a cominciare dai 3,4 miliardi che deve alla Bce il 20 luglio) e, più in generale, alla crisi di liquidità. 

LE PROPOSTE DELLA COMMISSIONE EU ALLA GRECIA - L'idea della Commissione (resa pubblica il 26 giugno e messa a referendum il 5 luglio) era quella di una riforma dell'Iva, con cui si aumenterebbe il Pil dell'1%. I creditori indicano tre aliquote: standard (inclusi i ristoranti) al 23%, ridotta 13% (alimentari, energia, alberghi), superridotta al 6% (libri, medicinali); insistono però per l'abolizione degli sconti applicati alle isole. Tra le altre misure fiscali, aumento dell'imposta societaria (dal 26 al 28%; pagamento anticipato del 100% delle tasse da parte delle imprese entro il 2016; fine dei trattamenti agevolati e dei sussidi sul gasolio per gli agricoltori; riduzione di 400 milioni del tetto per le spese di difesa.

Viene inoltre richiesta una riforma del sistema pensionistico e l'implementazione delle riforme del 2010 e del 2012 (o aggiustamenti equivalenti), in modo da poter risparmiare tra lo 0,25 e lo 0,5% del Pil quest'anno, l'1% dal 2016. Si tratta dunque di disincentivare le pensioni anticipate attraverso sovrattasse o penalità, portando entro il 2022 l'età pensionabile a 67 anni o a 62 con 40 anni di contributi. Un punto particolarmente delicato è la richiesta di eliminare gradatamente l'Ekas, sussidio per le pensioni più basse: subito per il 20% più elevato degli importi, entro il 2019 per gli altri.

OXI: IL 'NO' DI ATENE - Nella controproposta inviata ai creditori il 30 giugno, il governo greco insiste per mantenere uno sconto del 30% sull'Iva applicata nelle isole, per tutte e tre le aliquote indicate. Rilancia inoltre anche su alcune delle altre misure, in particolare chiede: di arrivare per gradi al pagamento anticipato del 100% delle tasse da parte delle imprese; di eliminare le agevolazioni fiscali per gli agricoltori (inclusi i sussidi sul carburante diesel) entro la fine del 2017; di abbassare il tetto annuale alla spesa militare di 200 milioni nel 2016, di 400 nel 2017. Non va dimenticato che partner di governo di Syriza è Anel, un partito di destra radicale, e il suo leader Panos Kammenos è il ministro della Difesa.

Ma sulle pensioni il governo greco ha detto che si impegnerà a implementare la riforma previdenziale del 2010, mentre quella del 2012 (la più critica per ciò che concerne il fattore di sostenibilità) viene collegata a una più ampia riforma legislativa da attuare il prossimo ottobre. Atene accetta di eliminare l'Ekas entro la fine del 2019, ma non vorrebbe prendere nessun provvedimento immediato sul 20% più elevato degli importi pensionistici integrati da questo sussidio. Un sussidio che, va ricordato, contribuisce a portare il reddito minimo di 200 mila pensionati greci a circa 700 euro al mese.

Fonte: Il Sole 24 Ore →

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