Lunedì, 22 Luglio 2024
Le istruzioni

Scatta la tregua fiscale, cosa si può sanare e come fare

Con una circolare, l'Agenzia delle Entrate spiega tutte le possibilità e le modalità per usufruire delle agevolazioni previste dalla Legge di bilancio 2023

È tempo di "tregua fiscale". Gli italiani hanno la possibilità di chiudere i conti col Fisco e sanare eventuali posizioni critiche. Questo grazie a un pacchetto di misure inserite nella Legge di bilancio 2023. Con una circolare, l'Agenzia delle Entrate spiega tutte le possibilità e le modalità per usufruire delle agevolazioni.

Nella circolare dell'Agenzia delle Entrate ci sono le indicazioni su:

  • irregolarità formali relative a imposte sui redditi, Iva e Irap commesse fino al 31 ottobre 2022;
  • "ravvedimento speciale” previsto per le violazioni sulle dichiarazioni relative al periodo d’imposta 2021 e precedenti:
  • come regolarizzare gli omessi pagamenti di rate;
  • cancellazione dei debiti minori di importo fino a 1.000 euro affidati all’Agente della riscossione dal 2000 al 2015;
  • definizione agevolata dei carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022.

Ci sono anche indicazioni sulle misure in materia di contenzioso pendente (definizione agevolata delle controversie tributarie, conciliazione agevolata delle controversie tributarie innanzi alle Corti di giustizia tributaria, rinuncia agevolata dei giudizi  tributari pendenti innanzi alla Corte di cassazione).

Quanto e come pagare

L’Agenzia delle Entrate spiega che per regolarizzare le violazioni formali occorre versare una somma pari a
200 euro per ciascun periodo d’imposta cui si riferiscono le violazioni e rimuovere le irregolarità od omissioni.

Il versamento va eseguito in due rate di pari importo, la prima entro il 31 marzo 2023 e la seconda entro il 31 marzo 2024.

Cosa si può rateizzare

Le Entrate chiariscono quali violazioni possono essere regolarizzate e quali no. Ttra gli esempi di violazioni formali ammesse alla regolarizzazione rientra, per esempio, l’omessa comunicazione della proroga o della risoluzione del contratto din affitto con cedolare secca.

Tra quelle non ammesse rientrano invece le violazioni formali già contestate in atti divenuti definitivi al 1°gennaio 2023, e quelle contenute negli atti di contestazione o irrogazione delle sanzioni emessi nell’ambito della procedura di collaborazione volontaria.

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