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Lunedì, 16 Maggio 2022
Numeri shock

Il boom delle frodi fiscali sui bonus edilizi: i dati inediti

La Guardia di finanza contesta quasi 47 miliardi di euro nel 2021, nonostante il minor numero di accertamenti rispetto all'anno prima. Gli arresti sono aumentati del 33%, i sequestri sono quasi raddoppiati

Che fine hanno fatto i soldi a pioggia elargiti dallo Stato e riconducibili alle misure emergenziali a sostegno dell'economia e dei cittadini? Sappiamo la verità su almeno una parte di essi, quelli relativi ai bonus edilizi. Nell'audizione in Senato del 10 febbraio scorso, parlando dei miliardi di crediti d'imposta inesistenti relativi ai bonus edilizi (superbonus 110%, ecobonus, sismabonus e bonus facciate), il direttore dell'Agenzia delle entrate Ernesto Maria Ruffini aveva denunciato truffe per 4,4 miliardi di euro. Ma si trattava di numeri soltanto parziali. Non è un segreto, d'altronde: i bonus edilizi hanno evidenziato diverse lacune, dal rischio di sprechi derivante dal fatto che lo Stato paga l'intero costo o una parte elevata del costo dei lavori di ristrutturazione ed efficientamento energetico, fino alle truffe che hanno generato crediti di imposta inesistenti per miliardi di euro.

I numeri aggiornati sono impressionanti e saranno inseriti nella prossima Nadef, la nota di aggiornamento al documento di economia e finanza che viene presentata alle Camere entro il 27 settembre di ogni anno per aggiornare le previsioni economiche e di finanza pubblica del Def. Si tratta di dati della Guardia di finanza inediti fino ad oggi, diffusi e analizzati dal Centro studi Fiscal Focus e visionati da Today. Eccoli di seguito.

Stando ai numeri di cui è entrato in possesso il centro studi fiscali diretto da Antonio Gigliotti, nel 2021 su 41.047 interventi ispettivi di natura amministrativa (controlli e verifiche fiscali), la Guardia di finanza ha contestato somme pari a circa 47 miliardi di euro di presunta evasione tra base imponibile, ritenute e Iva. Si tratta di cinque miliardi in più rispetto al 2020, nonostante 1.645 accertamenti in meno. Un eccesso simile a quello denunciato da Ruffini in merito alle frodi relative ai crediti fittizi riconducibili ai bonus edilizi (4,4 miliardi di euro). Sotto la lente del fisco pare siano finite in modo particolare anche le ritenute: l'ammontare dubbio fa registrare un picco del +60% rispetto al 2020.

Nel complesso, le indagini finanziarie aperte nel 2021 sono state 5.686 e riguardano una base imponibile contestata di quasi 8 miliardi di euro, mentre le violazioni segnalate sono state pari a 7.153, per un totale di 13.676 soggetti denunciati, di cui 411 in stato di arresto: un aumento pari al +33% rispetto a quanto registrato nel 2020. I sequestri sono invece stati pari a un miliardo e mezzo di euro, quasi il doppio di quelli effettuati nel 2020, e il 44% in più rispetto al 2019, quando gli interventi ispettivi di natura amministrativa registrati sono stati 107.496, ovvero il 62% in più rispetto al 2021.

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Cifre enormi, ancor più se si confrontano con i risultati operativi ottenuti dalla Guardia di finanza nella lotta al riciclaggio: 610 indagini eseguite hanno portato a 242 arresti su 1.894 soggetti denunciati. L'aumento delle persone finite in carcere è pari al +74% se rapportato al 2020 (anno della pandemia) e del +112% rispetto al 2019. Sempre nel 2021, i sequestri dovuti a sospette attività di riciclaggio sono stati pari a mezzo miliardo di euro, ovvero il 30% in più rispetto al 2020, ma il 90% in più rispetto al 2019. Risultati resi possibili anche per l'incremento del 93% degli interventi ispettivi di carattere tributario riconducibili a presunte attività di riciclaggio e per l'aumento delle segnalazioni per operazioni sospette alla Uif, l'unità di informazione finanziaria per l'Italia istituita presso la Banca d'Italia con funzioni di contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. Nel 2021 le segnalazioni per operazioni sospette sono state 138.482, ovvero circa 25mila in più rispetto al 2020.

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I bonus edilizi sono uno strumento indubbiamente efficace nel rilanciare il settore dell'edilizia, particolarmente colpito dalla crisi economica legata alla pandemia, e per promuovere il risparmio energetico e la tutela ambientale attraverso gli interventi di ristrutturazione che migliorano l'efficienza energetica di case e condomini. Purtroppo, però, in questi mesi hanno anche mostrato diversi punti deboli. Le cessioni dei bonus edilizi e gli sconti in fattura hanno generato frodi causate dalla diffusione di crediti di imposta inesistenti, definite dal ministro dell'economia Daniele Franco "tra le più grandi che questa Repubblica abbia visto".

Secondo i dati presentati dal direttore dell'Agenzia delle entrate nell'audizione parlamentare del febbraio scorso, i bonus edilizi più utilizzati per la realizzazione delle truffe sono il bonus facciate (51% dei casi) e l'ecobonus (37% dei casi). Il bonus meno utilizzato è stato invece il superbonus 110% (il 3% del totale). Il governo ha introdotto diversi provvedimenti e correttivi per contrastare le frodi e scongiurare le truffe, concedendo ad esempio la possibilità di cedere il credito fiscale a imprese, banche, enti o professionisti, ma non per un numero illimitato di volte e con alcuni accorgimenti per controllarne i passaggi. Forse non basta.

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