Lunedì, 17 Maggio 2021

B&B e ristorantini stanno per chiudere?

Allarmanti i dati presentati alla 5° Commissione Bilancio del Senato in occasione dell'esame del disegno di legge n. 1925

L’industria turistica – scrive l’Istat nella Memoria presentata pochi giorni fa in occasione dell'esame alla 5a Commissione Bilancio del Senato del disegno di legge n. 1925 per la conversione in legge del Decreto Agosto - è di assoluta rilevanza per il sistema italiano, in termini sia economici sia occupazionali, e incide sull’attività di settori produttivi che hanno un peso elevato sull’economia”. La domanda turistica è infatti la destinazione praticamente esclusiva di molti prodotti e servizi del sistema Italia: circa il 90% dei servizi di alloggio, trasporto aereo e marittimo, e agenzie di viaggio oltre a quote significative dei servizi di trasporto ferroviario e su strada e della ristorazione e infine, in percentuali più contenute, ma pur sempre molto rilevanti, dei servizi culturali, sportivi, di intrattenimento e del commercio al dettaglio.

In Italia le imprese che operano nel settore sono circa 1 milione,  con una netta prevalenza di unità di piccole dimensioni. E  l’insieme dei settori che sono toccati dalla domanda turistica, in maniera anche solo parziale, genera ben 210 miliardi di euro di valore aggiunto, pari ad oltre il 13% del totale.

Come hanno reagito in Italia le aziende "tourism oriented" alla crisi CoVid

L’Istat traccia un quadro davvero a tinte fosche del primo semestre 2020, sia pure - avvisa - sulla base di dati non definitivi: in media quasi il 40% delle imprese tourism oriented vede in serio pericolo la sua sopravvivenza, ma la percentuale sale a quasi il 60% tra le imprese ricettizie (alberghiere ed extra-alberghiere) e al 70% circa per la ristorazione e nei comparti di cultura, sport e intrattenimento.

La crisi, in particolare, ha assestato il colpo più duro alle aziende di minori dimensioni che – spiega l’Istat – rappresentano “una platea particolarmente importante”.

Le strategie delle aziende per superare la crisi

I dati elaborati dall’Istat rilevano che, allo stato, non è stata messa in opera alcuna strategie di risposta alla crisi in

  • circa un’impresa su tre nei comparti della cultura, sport e intrattenimento
  • circa 2 imprese su 10 nella ristorazione e nei servizi di alloggio.

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 D’altra parte, la maggior parte delle aziende che hanno elaborato atrategie di risposta, si sono limitate a “resistere” al contraccolpo programmando una contrazione o una riorganizzazione dell’attività.

Chi parte e chi arriva

Rispetto allo stesso periodo del 2019, l’Istat ha registrato

- nelle strutture alberghiere: -62% di arrivi di italiani e -78,6% di stranieri,

- negli esercizi extralberghieri: – 60% di arrivi di italiani e – 84% di stranieri.

In media vuol dire oltre il 70% di arrivi in meno nel complesso degli esercizi recettivi presenti sul nostro territorio.

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