Domenica, 16 Maggio 2021
Verso l'estate

La Spagna apre ai turisti da giugno, l'Italia rischia di perdere il treno

Per entrare nel Paese senza fare la quarantena bisognerà dimostrare di aver ricevuto il vaccino o essere negativi al tampone. Federalberghi: "Stiamo sacrificando il nostro settore economico migliore ai nostri due competitor"

Foto di repertorio

La Spagna riapre ai turisti. Ad annunciarlo è stato ieri il segretario di stato spagnolo per il Turismo, Fernando Valdés,il quale - parlando al World Travel and Tourism Council di Cancun - ha spiegato che "è giunto il momento di fornire i mezzi per dare certezze ai viaggiatori". Come? Con un semplice pass. Da giugno la Spagna accetterà infatti tutti i turisti che sapranno dimostrare con tanto di certificazione l'avvenuta vaccinazione contro COVID-19, la negatività al tampone o la guarigione dal virus. Valdés ha detto che il pass darà "certezze e sicurezza, perché il turista saprà di poter viaggiare se è vaccinato, ha un test negativo o se si è ripreso dalla malattia". Non è chiaro se il segretario per il Turismo si riferisse al passaporto vaccinale che dovrebbe debuttare a giugno nei Paesi dell'Unione europea o se invece basterà una semplice certificazione. Ma la strada è tracciata: da giugno i turisti che vorranno visitare la Spagna potranno entrare nel Paese senza dover fare la quarantena.

Le regole per entrare in Italia

E l'Italia? Le regole ad oggi in vigore prevedono che chi rientra da determinati Stati inclusi nella lista C (tra cui la maggior parte delle nazioni europee) debba sottoporsi a test molecolare o antigenico prima dell'arrivo e alla quarantena di cinque giorni una volta sbarcato nella penisola. Per chi arriva da Australia, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea, Ruanda, Singapore, Tailandia, oltre al tampone è invece necessario un isolamento fiduciario di 10 giorni, mentre regole più stringenti sono previste per i Paesi ad alto rischio. Nonostante da più parti ci siano state critiche per la presunta poca severità nel contenere gli arrivi nel BelPaese, le regole ad oggi in vigore non sono certo comptabili con la stagione turistica.

"L'Italia deve prendere esempio da Grecia e Spagna"

Per il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca indugiare ancora però potrebbe costarci caro. "Purtroppo continuiamo ad avere quei 5 giorni di quarantena sui turisti europei e quei 15 sugli americani che ovviamente per alcune destinazioni, come ad esempio le città d'arte, mette completamente in ginocchio". Per Bocca l'Italia dovrebbe prendere ad esempio Grecia e Spagna che "difendono il settore turismo che è importantissimo per il pil, la stessa cosa dovremmo fare noi" mentre alla Germania "questo non interessa perché non vivono di turismo, il loro asset principale è il settore manifatturiero e infatti lo hanno difeso e non lo hanno mai chiuso. Noi invece stiamo sacrificando il nostro settore economico migliore ai nostri due competitor che sono Grecia e Spagna. Vedevo i giorni scorsi la finale del tennis a Barcellona dove lo stadio era pieno, a Madrid è tutto aperto. E noi stiamo ancora a discutere di ristoranti al chiuso o all'aperto". Insomma, l'Italia dovrebbe darsi una mossa anche perché molti vacanzieri stanno già organizzando le prenotazioni. E tergiversare potrebbe costarci caro. 

"In Veneto cala la domanda dal nord-europa, colpa di coprifuoco e quarantene"

A fare il punto sulle prenotazioni dei turisti per l'ormai imminente stagione estiva è il presidente di Federalberghi Veneto, Massimiliano Schiavon. "Sulla costa veneta cominciano già le prime aperture ma permangono purtroppo ancora molte delle criticità di cui si discute ormai da qualche mese. Si rileva in questo caso un certo interesse da parte della domanda soprattutto del mercato italiano che comincia a rivolgersi agli operatori per richiedere informazioni sulle prossime aperture e sulle disposizione in atto ma pur sempre ben lontana dai valori del 2019". Secondo Schiavon "si è invece decisamente raffreddata al momento la domanda proveniente dai mercati di Austria, Germania, Svizzera che sono tendenzialmente molto importanti in termini di presenze per la nostra regione". E il presidente di Federalberghi Veneto rilancia sul punto dolente. "Incombe per tutti ancora il tema del 'coprifuoco' che certamente non si concilia con un concetto di vacanza in sé, così come l'obbligo tuttora vigente delle quarantene di 5 giorni per chi proviene da paesi europei, che diventano addirittura di 15 giorni per quelli provenienti ad esempio dagli Stati Uniti. Nel merito, il provvedimento specifico, questo resta in vigore almeno fino alla data prossima di scadenza del 30 aprile, ma si dovrà capire cosa intenderà fare il Ministero della Sanità a tal proposito, prorogando o meno questo obbligo".

Per Federalberghi "tutto questo aggiunge ulteriori incertezze alla ripartenza della stagione estiva nelle località balneari ed in quelle del lago e della montagna, ancor più sulle città d'arte sempre in una situazione di totale stallo" tanto che "le strutture della costa Veneta stentano a raggiungere un tasso di occupazione media del 18-20%, qualche punto in percentuale in più per le destinazioni del lago ma ancora un sotto effetto delle cancellazioni in corso del mercato tedesco, per non parlare della montagna o addirittura delle città d'arte che non raggiungono nemmeno quote dell' 8%  di tasso di occupazione medio al momento". 

Bernini (Fi): "Il green pass sarà un'opportunità per il turismo"

Per gli operatori del settore dunque il governo è chiamato ad agire in fretta. Intanto da fonti Ue arriva la notizia che il sistema di gestione dei nuovi certificati digitali Covid sarà operativo dal primo giugno. Il pass diventerà effettivo  dopo una sperimentazione che inizierà il 10 maggio con un primo gruppo di oltre 15 Paesi, tra cui l'Italia, mentre l'approvazione degli Stati membri dovrebbe arrivare a giugno inoltrato.  

Ieri la presidente dei senatori di Forza Italia, Anna Maria Bernini, ha spiegato che "il via libera del Parlamento europeo al green pass pone le basi per il rilancio del turismo straniero in Italia, che vale almeno 27 miliardi di euro. Un'opportunità che va colta fino in fondo accelerando le vaccinazioni e aprendo una campagna massiva di tamponi gratuiti per garantire vacanze estive in piena sicurezza". Resta il fatto che per adesso l'esecutivo non si è mosso. "Occorre tornare gradualmente, ma prima possibile, alla normalità - ha aggiunto Bernini - , e lo step di metà maggio sul coprifuoco sarà utile per mettere i nostri operatori turistici in grado di colmare lo svantaggio competitivo con Grecia, Spagna e Croazia, dove i vincoli orari sono già stati allentati". 

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