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Mercoledì, 29 Maggio 2024
Facciamo il punto

Tutti i bonus ancora attivi nel 2023

La lista degli incentivi copre diversi ambiti: ci sono requisiti specifici da rispettare per ottenerli. Tutto quello che c'è da sapere

Tutti i bonus del 2023: cosa si può ancora usare

Dall'aiuto per l'affitto ai trasporti, passando per le agevolazioni fiscali sulla casa e sui mobili, sono diversi i bonus a disposizione dei cittadini ancora in vigore nel 2023. La lista dei contributi di cui può approfittare il consumatore nell'anno in corso è lunga e copre diversi ambiti: molte misure - ciascuna con requisiti specifici da rispettare - sono state prorogate, altre confermate oppure istituite ex novo. Ecco tutto quello che c'è da sapere, a partire dai bonus che riguardano la casa.

Diversificato il panorama per quanto riguarda i bonus edilizi, le cui novità nel 2023 rispetto al 2022 non sono poi molte. È però ancora possibile usufruire sia del bonus ristrutturazione (50%) che dell'ecobonus (65%). Non è stato prorogato, invece, il bonus facciate. Chi usufruisce del bonus ristrutturazione ha a disposizione anche il bonus mobili, che permette una spesa massima di 10mila euro (qui tutti i dettagli). E il superbonus? Rispetto al recente passato, l'aliquota di detrazione è scesa al 90% e sono scomparsi sia il credito di imposta che lo sconto in fattura. Da non dimenticare, però, come per i lavori sostenuti nel 2022 sia ancora possibile ottenere la detrazione in dieci anni.

I dettagli sulla misura vengono costantemente aggiornati. Mentre la commissione finanze ha dato il via libera alla proroga fino al 30 settembre 2023 per le villette unifamiliari che hanno effettuato almeno il 30% dei lavori entro la stessa data del 2022, si fanno strada anche soluzioni per la questione dei crediti incagliati. In questo articolo abbiamo parlato delle ultime novità sull'agevolazione fiscale per gli interventi di ristrutturazione che migliorano l'efficienza energetica di case e condomini. 

I bonus edilizi per ristrutturare casa, senza superbonus

Gli affitti per i giovani e il bonus casa under 36

E veniamo al bonus affitti. Una delle novità fiscali dell'ultima legge di bilancio è la modifica alla possibilità di portare in detrazione il costo dell'affitto per i contratti di abitazioni principali, con riferimento sia all'intera unità immobiliare che ad una sola porzione. Questa agevolazione è destinata ai giovani tra i 20 e i 31 anni non compiuti, con un reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro e può arrivare ad essere tra 991,60 euro e il 20% del canone d'affitto annuo (nel limite di duemila euro annui).

Per chi ha meno di 36 anni, sarà possibile continuare a risparmiare sull'acquisto di casa, usufruendo di una proroga dedicata. L'agevolazione "bonus prima casa under 36" prevede l'esonero dal pagamento di alcune imposte al momento dell'acquisto, come l'esenzione dall'imposta di registro, la cancellazione delle imposte di bollo e dei tributi catastali speciali e il riconoscimento di un credito d'imposta in caso di acquisto soggetto a Iva. Il bonus spetta a chi ancora non ha compiuto 36 anni nell'anno del rogito e ha un Isee inferiore a 40mila euro.

Il bonus trasporti fino a 60 euro

Anche nel 2023, poi, è disponibile il bonus trasporti: consiste in un buono che può essere pari fino al 100% della spesa da sostenere ed è riconosciuto, in ogni caso, fino a un massimo di 60 euro per ciascun beneficiario. Il buono serve a coprire un acquisto fatto entro il 31 dicembre 2023. Sono compresi gli abbonamenti annuali, mensili o relativi a più mensilità, per il trasporto pubblico locale o ferroviario nazionale. L'unico requisito da rispettare è il reddito, che non deve superare i ventimila euro nell'anno 2022.

I bonus sulle bollette

E le bollette? Nell'ultimo decreto energia, il governo ha prorogato fino al 30 giugno 2023 le agevolazioni già esistenti sulle tariffe per la fornitura di energia elettrica, ossia i bonus sociali rivolti ai nuclei familiari con un Isee inferiore a 15mila euro (che sono circa 4,5 milioni; ma il livello Isee per le famiglie numerose, con almeno quattro figli a carico, sale a 30mila euro), e alle persone in gravi condizioni di salute.

Desta però certamente più curiosità quanto invece dovrebbe succedere ad ottobre. Il governo punta ad introdurre il prossimo autunno un sistema per le bollette che incentivi i nuclei familiari, noto per ora come "bonus famiglie": un contributo a compensazione delle spese di riscaldamento, una sorta di incentivo al risparmio energetico. Nel decreto si riporta che il bonus verrà erogato "in quota fissa per tutti i cittadini senza limiti di reddito". Il periodo sarà quello compreso tra i mesi di ottobre, novembre e dicembre 2023, e il bonus verrà elargito nel caso in cui la media dei prezzi giornalieri del gas naturale sul mercato all'ingrosso superi una determinata soglia.

Bollette: come cambiano e cosa succede da aprile

Si tratta, quindi, di una sorta di compensazione che scatterà quando il prezzo del gas supererà una certa soglia e che dovrebbe incentivare eventuali risparmi, cercando però un equilibrio per evitare di disincentivare l'elettrico, su cui invece si è puntato con forza negli ultimi anni. Secondo una nota del ministero dell'economia, i criteri specifici per l'assegnazione verranno definiti con un decreto del ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, di concerto con il ministro dell'economia e delle finanze. Attore centrale in questa circostanza è Arera (l'autorità per l'energia), che "determina le modalità applicative e la misura del contributo, tenendo conto dei consumi medi di gas naturale nelle zone climatiche", riporta il decreto. Le famiglie destinatarie, viene specificato, sono diverse da quelle a cui viene destinato il bonus sociale.

E infine il bonus psicologo. Si tratta di un contributo fino a un massimo di 1.500 euro per pagare sessioni di psicoterapia presso specialisti privati regolarmente iscritti all'albo degli psicoterapeuti. Può essere richiesto da cittadini italiani, senza nessun requisito d'età, con prescrizione medica e diagnosi del disagio. Il bonus viene riconosciuto in base all'Isee, ma l'indicatore situazione economica equivalente non deve superare i 50mila euro.

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