Martedì, 24 Novembre 2020

"Uber è un servizio di trasporto, va regolamentato": sentenza storica della Corte Ue

La Corte di giustizia europea ha respinto la tesi secondo cui agisce da piattaforma digitale: le conseguenze potrebbero essere molto rilevanti

Foto Ansa

Uber è un servizio di trasporto e non una piattaforma digitale. Per questo, le autorità nazionali potrebbero imporre l’obbligo di licenza come per i taxi. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, il massimo tribunale per gli affari europei, ha diffuso una sentenza molto attesa sul popolare servizio di trasporto privato a metà tra il taxi e il noleggio di auto con autista, che si usa con un'app. In sostanza, la Corte ha deciso che Uber va considerato come un servizio di taxi, e non come una piattaforma digitale come l’azienda sostiene da tempo.

Come riporta EuropaToday, il servizio Uber che mette in contatto i clienti con conducenti non professionisti "non è soltanto un servizio d'intermediazione" ma "rientra nell'ambito dei servizi nel settore dei trasporti" e "gli Stati membri possono di conseguenza disciplinarne le condizioni di prestazione". La sentenza della Corte di Giustizia Ue è arrivata a seguito del ricorso proposto da un'associazione di conducenti di taxi di Barcellona che accusa Uber di "pratiche ingannevoli e atti di concorrenza sleale".

Uber, la sentenza della Corte di Giustizia Ue

Con la sentenza la Corte stabilisce che "un servizio d'intermediazione, avente ad oggetto la messa in contatto, mediante un'applicazione per smartphone e dietro retribuzione, di conducenti non professionisti utilizzatori del proprio veicolo con persone che desiderano effettuare uno spostamento nell'area urbana, deve essere considerato indissolubilmente legato a un servizio di trasporto e rientrante, pertanto, nella qualificazione di servizio nel settore dei trasporti, ai sensi del diritto dell'Unione". E pertanto - conclude la Corte - "allo stato attuale del diritto dell'Unione, è compito degli Stati membri disciplinare le condizioni di prestazione di siffatti servizi nel rispetto delle norme generali del trattato sul funzionamento dell'Unione europea”.

La replica di Uber

“Questa sentenza non comporterà cambiamenti nella maggior parte dei paesi dell'Ue dove già siamo presenti e in cui operiamo in base alla legge sui trasporti”, si legge in una nota di Uber. "Tuttavia, milioni di cittadini europei ancora non possono utilizzare app come la nostra. È arrivato - conclude la nota - il momento di regolamentare servizi come Uber, come anche il nostro Ceo afferma, ed è per questo che continueremo il dialogo con le città di tutta Europa, con l'obiettivo di garantire a tutti un servizio affidabile a portata di clic".


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