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Giovedì, 26 Maggio 2022
Rincari da incubo

Le vacanze 2022 saranno un lusso

Dagli alberghi ai villaggi turistici, fino ai bed and breakfast: a marzo i prezzi delle strutture ricettive sono lievitati rispetto allo scorso anno. L’allarme delle associazioni: “Trend preoccupante”. Antonelli dell’Unc a Today: “Temiamo un’esplosione ad aprile”

Con il ritorno delle belle giornate e l’allentamento delle misure restrittive anti-covid, la voglia di viaggiare degli italiani è tornata a manifestarsi nel weekend di Pasqua. Un segnale di ripresa per un settore come quello turistico, letteralmente flagellato dagli effetti della pandemia, su cui ancora aleggia molta incertezza e un pericolo concreto: quello dei rincari. Nel 2021 i viaggiatori sono aumentati rispetto all’anno precedente, quel 2020 caratterizzato da lockdown e limitazioni, ma i livelli pre-pandemia sono ancora molto lontani.

A questa situazione tentennante si è andata ad aggiungere l’ondata dei rincari, energetici e non, che hanno fatto lievitare anche i costi dei pernottamenti e dei biglietti, con il rischio che questo trend continui fino all’estate, rendendo le vacanze nei prossimi mesi un lusso per pochi. Ma quanto sono aumentati i prezzi? Lo abbiamo chiesto a Mauro Antonelli, responsabile dell’Ufficio Studi dell’Unione Nazionale Consumatori: "I dati di marzo possono essere indicativi, si tratta infatti di un mese in cui è ancora presto per andare al mare e la stagione sciistica può dirsi conclusa, eppure ha fatto registrare dei rincari. Un brutto segnale per un periodo simile: rispetto al mese di marzo dello scorso anno, sono aumentati i prezzi di tutte le strutture ricettive, dagli alberghi ai villaggi, fino ai bed and breakfast".

Vacanze, dagli alberghi ai trasporti: tutti i rincari

Ma a cosa sono dovuti questi aumenti? Cosa succederà nei prossimi mesi? Secondo Mauro Antonelli, il pericolo è che questo trend prosegua: "Se il buongiorno si vede dal mattino, le prospettive non sono delle migliori. Temiamo dei rincari ancora maggiori ad aprile, ed è possibile che alcuni operatori stiano sfruttando la fine delle restrizioni per rifarsi delle perdite accumulate negli ultimi due anni. Considerando marzo come un mese tipicamente ‘non turistico’, siamo preoccupati che ad aprile ci possa essere una vera e propria esplosione". "I rincari sono in parte dovuti anche all’aumento delle bollette registrati negli ultimi mesi - ha aggiunto Antonelli - un problema di cui si sono lamentati soprattutto gli albergatori. Ma ad aprile i riscaldamenti si spengono e si va verso l’estate, un periodo in cui le bollette impattano meno sulle strutture. Le vere vacanze inizieranno da giugno e sarà necessario vedere l’andamento del trend per capire se i prezzi avranno continuato a lievitare. Una situazione, quella legata ai costi energetici, che resta condizionata anche da quello che sta succedendo in Ucraina".

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Secondo Federalberghi, saranno circa 9 milioni e 298 mila gli italiani in viaggio per il "weekend lungo" del 25 aprile, un dato incoraggiante secondo il presidente dell’Unc, Massimiliano Dona, che lancia l’allarme sui rincari: "I datidi marzo sono molto preoccupanti sia in previsione del prossimo 25 aprile che della prossima estate. Pur essendo marzo un mese freddo e non certo di ferie, le tariffe degli alberghi sono già salite rispetto allo scorso anno del 9,7%, collocando gli alberghi al secondo posto dei rialzi legati alle vacanze. A marzo il trasporto marittimo si colloca in testa alla top ten con un incremento del 10,1%, visitare un museo costa il 7,4% in più rispetto a un anno prima, andare in un villaggio vacanze o in un campeggio il 7,2%, in una pensione, bed and breakfast o agriturismo il 4,5%, andare in piscina o in un impianto sportivo il 4%, andare al ristorante il 3,1%, ancora peggio se vuoi andare in pizzeria, +3,7%. Sempre sopra al 3% anche parchi di divertimento e cinema, entrambi a +3,1%. Insomma, non c'è un servizio che si salvi!".

Le stime: "Una vacanza di 10 giorni costerà il 15% in più"

"La spesa per le vacanze estive degli italiani potrebbero crescere anche del 15%": a stimare gli effetti dei rincari, definiti "indecenti", è il Codacons, in base ai dati dell’Istat sulla crescita dei listini del comparto turistico. Gli aumenti medi nelle strutture ricettive sono stati del 9,3%: "Un trend che proseguirà e si intensificherà nei prossimi mesi - denuncia l’associazione - coinvolgendo non solo alberghi, villaggi vacanza e strutture varie, ma anche il comparto dei trasporti e dei servizi vacanzieri”. Secondo le stime del Codacon “una vacanza di 10 giorni costerà quest'anno fino al +15%, considerando le spese per spostamenti, pernottamenti, cibi e servizi, passando da una media di 996 euro a persona del 2021 ai 1.145 euro del 2022, con un incremento che sfiora quota +150 euro procapite”. Rincari che, anche secondo il presidente Carlo Rienzi, sono imputabili anche alle decisioni degli operatori turistici: "Stanno scaricando sui consumatori finali i maggiori costi energetici determinati dal caro-bollette, attraverso un incremento generalizzato delle tariffe al pubblico. Una politica che sul lungo periodo non pagherà, perché gli italiani, impoveriti dalla crescita dei prezzi al dettaglio e delle bollette di luce e gas, reagiranno ai rincari riducendo la spesa destinata alle vacanze e tagliando i giorni di villeggiatura".

Lo "strano caso" dei biglietti aerei

Un discorso a parte merita il trasporto aereo, un altro settore fortemente influenzato dalla pandemia e dalle misure restrittive dei singoli Paesi, i cui prezzi hanno avuto un andamento "particolare’", come spiegato a Today.it da Mauro Antonelli del Centro Studi Unc: “I biglietti aerei sono la dimostrazione di come alcuni costi cambino in base alla domanda. Chiaramente i rincari dei carburanti hanno influito, ma se analizziamo i dati ci accorgiamo che ci soni voci discordanti. Nel mese di marzo - prosegue Antonelli - i voli intercontinentali sono ripresi con maggiore continuità e hanno fatto registrare un aumento dei prezzi del 7,8%, mentre il costo dei voli nazionali è diminuito addirittura del 30,2%. È chiaro che se i rincari fossero stati dettati dal costo dei carburanti, sarebbero aumentati tutti i voli". 

"Un effetto bizzarro - conclude Antonelli - che emerge anche dai dati congiunturali: il prezzo dei voli intercontinentali tra febbraio 2022 e marzo 2022 diminuiti dell’11,1%, mentre quelli nazionali sono aumentati del 18,8% nello stesso periodo. Una dinamica impazzita che sembra più legata alle politiche delle compagnie aeree che non agli effetti di altri rincari”. Dopo due anni di pandemia gli italiani (e non solo) hanno voglia di viaggiare, ma a che prezzo? Se le famiglie dovranno continuare a fare i conti con i rincari di bollette e prodotti, il pericolo è che le vacanze ancor più care diventino davvero un lusso per pochi. Con la fine delle restrizioni l’estate 2022 potrebbe essere davvero quella della ripartenza per il settore turistico, ma il monito delle associazioni dei consumatori resta: "Bene la ripresa, ma abbassate i prezzi".
 

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