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Martedì, 30 Novembre 2021
Diritto alla salute

Vaccini Covid, per le case farmaceutiche valgono 65mila dollari al minuto

Mille dollari ogni secondo per Pfizer, BioNTech e Moderna: la stima di People's Vaccine Alliance, la Ong che si batte per la distribuzione equa dei vaccini in tutto il mondo

Pfizer, BioNTech e Moderna guadagnano 65 mila dollari al minuto, ovvero più di mille dollari al secondo, grazie alla diffusione dei loro vaccini contro il Covid-19. È la stima contenuta in un rapporto della People's Vaccine Alliance, l'associazione di Ong che si batte per la distribuzione equa dei vaccini in tutto il mondo.

Diverso il caso di AstraZeneca e Johnson & Johnson, che finora hanno venduto i loro vaccini al prezzo di costo.

"È indecente che poche imprese intaschino milioni di dollari di utili ogni ora che passa, mentre solo il 2% dei Paesi a basso reddito ha ricevuto le due dosi di vaccino contro il coronavirus", ha denunciato Maaza Seyoum dal dipartimento africano della People's Vaccine Alliance e African Alliance.

L'associazione contesta anche il fatto che, nonostante un finanziamento pubblico di oltre 8 miliardi di dollari, Pfizer, BioNTech et Moderna hanno sempre respinto gli appelli a trasferire la tecnologia dei vaccini ai produttori locali dei Paesi a basso reddito attraverso l'Oms, "una misura che potrebbe aumentare l'offerta mondiale, abbassare i prezzi e salvare milioni di vite". La Pva da tempo invita i giganti dell'industria farmaceutica a togliere immediatamente i brevetti che proteggono i vaccini anti Covid, e una trattativa su questo è in corso presso l'Organizzazione mondiale del commercio.

La denuncia è stata rilanciata da Oxfam e EMERGENCY alla vigilia del vertice annuale STAT - l’equivalente del World Economic Forum di Davos per le grandi aziende farmaceutiche - in programma dal 16 al 18 novembre, che riunirà top manager e scienziati di fama internazionale.

"È vergognoso che un pugno di aziende stia guadagnando milioni di dollari all’ora, mentre appena il 2% della popolazione dei paesi a basso reddito ha ricevuto un ciclo vaccinale completo. – hanno detto Sara Albiani, policy advisor sulla salute globale di Oxfam Italia e Rossella Miccio, Presidente di Emergency - Pfizer, BioNTech e Moderna continuano a sfruttare la loro posizione di monopolio, dando priorità ai contratti ovviamente più redditizi stipulati con i Paesi ricchi, incuranti del fatto che ad essere tagliate fuori sono più di 500 milioni di persone che vivono nei Paesi più poveri."

Nonostante abbiano ricevuto oltre 8 miliardi di dollari di finanziamenti pubblici, le 3 aziende continuano a rifiutarsi di condividere brevetti, tecnologie e know–how attraverso l’Organizzazione Mondiale della Sanità con i produttori qualificati dei Paesi a basso e medio reddito già pronti. Una mossa che in un sol colpo potrebbe aumentare di parecchio la fornitura mondiale di dosi, abbassare i prezzi dei vaccini e salvare milioni di vite. 

Nel caso di Moderna il rifiuto alla condivisione arriva nonostante le esplicite pressioni della Casa Bianca e le richieste dell’OMS, affinché sia accelerato il piano per replicare il vaccino presso l’impianto mRNA dell’azienda in Sud Africa.  Mentre Albert Bourla, amministratore delegato di Pfizer, ha descritto l'invito a condividere i brevetti dei vaccini come "assurdità pericolose".

"Contrariamente a quanto afferma il CEO di Pfizer, la vera assurdità è affermare che nei Paesi in via di sviluppo non ci siano l'esperienza e la competenza necessarie a sviluppare e produrre farmaci e vaccini salvavita – continuano Albiani e Miccio -  Questa è la scusa infondata dietro cui le aziende farmaceutiche si nascondono per proteggere i profitti astronomici che continuano a realizzare. Il tutto mentre i Governi dei paesi ricchi consentono a queste aziende di mantenere un monopolio che limita artificialmente l’offerta di vaccini, nonostante gran parte della popolazione mondiale debba ancora essere immunizzata. È anche nell’interesse delle nazioni più ricche, che si sono accaparrate oltre il 90% delle dosi, consentire l’accesso ai vaccini nei Paesi a basso e medio reddito e impedire lo sviluppo di nuove e potenzialmente sempre più aggressive varianti del virus. Mutazioni che, anno dopo anno, in Italia, così come nel resto d’Europa o negli Usa, potranno rendere necessario lo sviluppo di nuovi vaccini, l’organizzazione di nuove campagne vaccinali di massa, ulteriori investimenti da parte dei sistemi sanitari nazionali, nonché l’estensione delle misure di contenimento e distanziamento sociale".

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