Martedì, 1 Dicembre 2020

"La crisi farà vittime tra le banche"

L'allarme di Visco sugli istituti di credito. Di quasi 100 istituti operanti in Italia sono proprio i più piccoli che potrebbero patire di più per le prossime perdite

La crisi farà vittime anche tra le banche e per questo è necessario "garantire la resilienza del sistema bancario di fronte a un probabile aumento delle perdite sui crediti è una questione cruciale": il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, intervenendo al 'Baffi Carefin Conference Financial Stability and Regulation' ieri ha lanciato un allarme sul sistema creditizio colpito dall'emergenza coronavirus.

"La crisi farà vittime tra le banche"

 "Poiché si prevede che ulteriori perdite su crediti si concretizzeranno nei prossimi mesi, diverse banche hanno già iniziato ad aumentare i propri accantonamenti. Un approccio prudente Sugli accantonamenti nella fase attuale è certamente auspicabile. Guardando al futuro, è fondamentale che le autorità di vigilanza e le autorità di regolamentazione raggiungano un difficile equilibrio, evitando restrizioni procicliche al credito e mantenendo pratiche di gestione del rischio sicure e lungimiranti", ha detto Visco secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Dire. In Europa, ha ricordato, "si discute di iniziative volte alla costituzione o al miglioramento del funzionamento di società veicolo focalizzate sulla gestione degli Npl (società di gestione del risparmio, o bad bank)". Ma come bisogna intervenire? Il governatore non chiede, per ora, l'aiuto dello stato ma quello dei privati: "potrebbero essere valutate favorevolmente proposte che prevedano anche la possibilità per investitori privati di partecipare al capitale di queste società". Questo shock senza precedenti, ribadisce il governatore, potrebbe "potenzialmente avere alcune banche tra le sue vittime". Quindi, la gestione delle crisi va "affrontata prontamente".

Ma di quali banche parla Visco? Repubblica ricorda oggi in un articolo a firma di Andrea Greco che il responsabile della vigilanza europea, Andrea Enria, giorni fa ha detto che una seconda fase acuta del Covid potrebbe lasciare 1.400 miliardi di euro di nuove sofferenze alle banche europee.

Anche Visco ieri parlava del settore continentale, pur se il focus di Via Nazionale è sulle vigilate nostrane. Le misure del governo, unite alla flessibilità lasciata dalla banca centrale, hanno permesso agli istituti di congelare esposizioni e potenziali perdite finora. Ma quando, a fine gennaio, scadranno le moratorie su oltre 300 miliardi di euro di prestiti italiani, si avrà un primo antipasto del menu 2021.

Di quasi 100 istituti operanti in Italia sono proprio i più piccoli (alcune Bcc, altre popolari del Sud che sperano nel polo nascente di Popolare di Bari spa nazionalizzata da Mcc) che potrebbero patire di più per le prossime perdite. Ma non vanno esclusi i riassetti di cui più si parla e si scrive, come quello di Mps - di cui il Tesoro primo socio negozia con Unicredit la difficile cessione - o di Carige e delle due “medie” banche valtellinesi.

Un altro elemento di rafforzamento, per la Banca d’Italia, potrebbero essere le aggregazioni, che potenzialmente interessano diversi tra maggiori gruppi in questa fase. Sarà lo start per un nuovo risiko bancario? 

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