Domenica, 1 Agosto 2021
ECONOMIA

Volkswagen, scandalo globale: controlli anche in Asia e Europa

Dopo la rivelazione della truffa con cui la casa tedesca ha ammesso di aver falsificato i dati relativi alle emissioni negli Usa, molti paesi chiedono spiegazioni. La Francia vuole un'inchiesta a livello europeo, mentre la Volkswagen rischia una sanzione da 18 miliardi

Dopo gli Stati Uniti, rischia di allargarsi in Europa e in Asia lo scandalo Volkswagen, scoppiato in seguito alle rivelazioni sui controlli anti-smog volontariamente falsati dalla casa tedesca sulle auto diesel nel mercato Usa.

Anche la Corea del Sud vuole infatti chiarimenti dalla Volkswagen e le autorità sudcoreane hanno convocato i vertici locali della casa automobilistica tedesca per discutere della questione dei test sui gas di scarico dei veicoli diesel. "Abbiamo invitato i rappresentanti e gli ingegneri della Volkswagen per un incontro al ministero nel pomeriggio", ha detto il vice ministro Park Pan-Kyu. "Cominceremo a svolgere dei controlli al più tardi ad ottobre ed annunceremo i risultati alla fine di novembre", ha detto Park. Dei cinque modelli equipaggiati con il software incriminato negli Stati uniti, quattro sono stati importati anche in Corea del Sud: Golf, Audi A3, Jetta e Beetle. Su strada ne circolano circa 59.000 esemplari.

Chiarimenti vengono richiesti anche dal ministro delle Finanze francese, Michel Sapin, il quale ha detto che è necessario avviare un'indagine "a livello europeo". Per "rassicurare" i cittadini, sembra dunque "necessario" condurre controlli simili anche per le altre case automobilistiche europee, ha aggiunto il ministro intervistato alla radio francese Europe 1. "Siamo su un mercato europeo, con delle regole europee, che devono essere rispettate. Affinché tutti possiamo rassicurarci, mi sembra necessario farlo anche per i costruttori francesi", ha detto il ministro, aggiungendo di non avere "ragioni particolari per credere che i costruttori francesi si siano comportati come la Volkswagen".

Intanto negli Usa il dipartimento americano di Giustizia sta conducendo un'inchiesta penale su Volkswagen, che ha ammesso di avere barato nei test federali riguardanti le emissioni di diossido di azoto di alcuni dei suoi motori diesel. Lo scrive Bloomberg citando due funzionari statunitensi. La casa automobilistica tedesca - venerdì scorso accusata dal governo americano di avere deliberatamente manipolato quasi mezzo milione di vetture vendute nel 2008 per raggirare leggi americane sulle emissioni inquinanti - ha chiesto personalmente scusa per "avere violato la fiducia dei nostri consumatori e del pubblico".

Intanto è ancora in calo il titolo Volkswagen alla Borsa di Francoforte dopo il crollo di ieri di oltre il 17%. Dopo i primi scambi Volkswagen lascia sul terreno il 5% scivolando sotto la soglia dei 130 euro. Ma il terremoto su Volkswagen non risparmia il resto dell'industria auto europea. Daimler perde il 2,85% mentre Bmw accusa un calo del 3,75%. Performance peggiori a Parigi. Sotto tiro il titolo del gruppo Psa che accuso un tonfo del 6,20%, male anche Renault che registra una flessione del 3,80%. Limita i danni Fca che a Milano mostra un calo del 2,10%. Il valore perso ieri è quasi quanto la multa massima che l'Agenzia per la protezione ambientale (l'ente che ha accusato Volkswagen) può comminare: l'azienda tedesca rischia infatti una pena pecuniaria pari a 37.500 dollari per vettura, oltre 18 miliardi in tutto. 

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