Domenica, 28 Febbraio 2021

Voucher, la possibile reintroduzione non piace a tutti: i sindacati si mobilitano

Di Maio ha aperto alla possibilità di reintrodurre i voucher, ma solo in alcuni settori ben precisi: agricoltura e turismo. CNA, Rete imprese e Coldiretti sono favorevoli. No dei sindacati, che indicono la mobilitazione della categoria per il 24, 25 e 26 Luglio

Un momento della manifestazione nazionale indetta dalla Cgil contro la reintroduzione dei voucher, Roma, 17 giugno 2017. ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

Il vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha aperto alla possibilità di reintrodurre i voucher, ma solo in alcuni settori ben precisi: agricoltura e turismo. Secondo un sondaggio Coldiretti/Ixé il 68 per cento dei giovani italiani in cerca di un impiego sarebbe disponibile a partecipare alla vendemmia o alla raccolta della frutta.I numeri dicono che circa la metà dei voucher in agricoltura viene impiegata per la vendemmia, che quest'anno parte a inizio agosto, mentre sono già in piena attività le raccolte di ortaggi e frutta. 

Voucher, si avvicina la reintroduzione 

Commenti positivi sulla possibile reintroduzione dei voucher arrivano anche dalla CNA, Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa, che esprime soddisfazione per le aperture del ministro Di Maio. I voucher sono "un ottimo strumento improvvidamente cassato, che oltre al turismo e all'agricoltura è necessario che venga attivato anche negli altri settori che li avevano utilizzati con successo per gestire picchi produttivi o situazioni di mercato imprevisti. Peraltro, una indagine della CNA ne aveva messo in evidenza l'importante contributo all'occupazione nei settori dei servizi e del manifatturiero. Occupazione che, oltre ai voucher, dev'essere favorita aiutando le imprese a trasformare i contratti a termine in contratti a tempo indeterminato, non limitandone l'uso".

Sulla stessa lunghezza d'onda anche il presidente di Rete Imprese Italia, Daniele Vaccarino: "Ci aspettiamo la reintroduzione dei voucher, ottimo strumento improvvidamente cancellato in passato". Il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nella relazione all'Assemblea nazionale sottolinea che per i voucher si tratterebbe di un ritorno a dieci anni della loro introduzione in Italia che è avvenuta il 19 agosto 2008 con circolare Inps che per la prima volta autorizzava la raccolta dell'uva attraverso voucher. L'obiettivo era ridurre burocrazia, riconoscendo la specificità del lavoro agricolo. Obiettivo raggiunto, prima che dei voucher si abusasse in altri settori. 

La Coldiretti Pavia si augura il ripristino immediato del voucher perché la riforma "ha di fatto azzerato l’opportunità di integrare il reddito delle categorie più deboli ma anche per avvicinare al mondo dell’agricoltura giovani studenti o mantenere attivi i pensionati. La normativa è stata un vero flop in agricoltura dove ha fatto crollare del 98% l’uso dei buoni lavoro per effetto di un eccesso di burocrazia di cui è responsabile la piattaforma informatica creata dall’Inps che non tiene in considerazione le specificità del lavoro nei campi".

Chi potrebbe usare i voucher in agricoltura

Nelle campagne i beneficiari dei voucher potrebbero essere soltanto disoccupati, cassintegrati, pensionati e giovani studenti, tra l`altro impiegati esclusivamente in attività stagionali. Meno del 2% del totale dei voucher - afferma Moncalvo - è stato impiegato in passato in agricoltura dove sono nati e rappresentano un valido contributo all`emersione del lavoro sommerso. Il numero di voucher impiegati in agricoltura sia praticamente rimasto stabile dal 2011 senza gli abusi che si sono verificati in altri comparti. In agricoltura sono stati venduti negli ultimi cinque anni prima dell`abrogazione poco più di 2 milioni di voucher, più o meno gli stessi dei 5 anni precedenti, pari all`incirca a 350mila giornate/anno di lavoro. Il valore complessivo delle integrazioni di reddito accordate per le prestazioni a pensionati, studenti, cassintegrati e disoccupati ammonta - conclude la Coldiretti - a circa 22 milioni di Euro all`anno mentre la regione dove sono stati più impiegati è il Veneto con poco più di un quarto del totale.

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Sindacati contrari ai voucher

"A seguito del moltiplicarsi degli annunci, anche da parte di numerosi esponenti del governo, sulla volontà dell'esecutivo di modificare la normativa vigente che regolamenta l'utilizzo dei voucher in agricoltura, le segreterie nazionali di Fai, Flai e Uila hanno indetto la mobilitazione della categoria per il 24-25 e 26 Luglio". Lo annunciano i sindacati in una nota congiunta. "Negli stessi giorni, lavoratori e delegati provenienti da tutta Italia presidieranno, inoltre, la Camera dei deputati durante la discussione del decreto dignità. I segretari generali di Fai Onofrio Rota, Flai Ivana Galli e Uila Stefano Mantegazza terranno una conferenza stampa il 23 Luglio per illustrare i dettagli della mobilitazione", si legge.

"La proposta ripresa a più voci di rimettere mano al sistema dei voucher in agricoltura - spiegano le tre sigle - è inaccettabile e incomprensibile rispetto a quelle che sono le motivazioni politiche che hanno portato alla emanazione del Decreto Dignità'' affermano i tre segretari generali. ''Essa prefigura infatti una ulteriore deregolamentazione a tutto danno dei lavoratori occupati nel settore. Non è accettabile pensare di ridurre la precarietà con norme ad hoc sul lavoro a tempo determinato e sul lavoro somministrato e, contemporaneamente, ampliare l'utilizzo dei voucher rispetto a quanto già previsto dalla normativa, in un settore nel quale il 90% dell'occupazione è stagionale e a chiamata".

I voucher nel settore agricolo, ricordano i sindacati, sono già disciplinati dalla legge n. 96 del 2017 che individua le aziende che possono utilizzarli e i prestatori d'opera che possono fruirne, indica gli importi orari e le modalità con le quali agricoltori e aziende possono accendere questo rapporto di lavoro a chiamata. Da quando la legge ha introdotto trasparenza attraverso un sistema telematico di gestione, l'utilizzo dei voucher è sceso in maniera drastica e, guarda caso, sono aumentate le giornate di lavoro dipendente retribuite regolarmente dalle aziende. "Non siamo disponibili a tornare indietro", concludono Rota, Galli e Mantegazza "a quando i voucher venivano utilizzati da troppe aziende come salvacondotto da mostrare in caso di ispezioni in azienda".

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