Sabato, 23 Ottobre 2021
Economia Napoli

Whirlpool, il piano (e i dubbi) di Prs: "Difficile mantenere tutti i dipendenti"

L'azienda svizzera che vorrebbe acquistare lo stabilimento di Napoli ha detto in una nota di aver già pronto un piano, ma il presidente Schmid sembra non essere così convinto: "Non abbiamo ancora firmato, ci dobbiamo pensare bene". Patuanelli interrompe il tavolo al Mise: "Inutile parlare con chi ha già deciso"

La procedura per la cessione dello stabilimento Whirlpool di Napoli alla Passive Refrigeration Solutions è stata avviata, ma al contrario di quanto si può pensare, la trattativa è tutt'altro che conclusa. In una nota la società svizzera ha voluto chiarire la propria posizione e il piano per la fabbrica di via Argine: ''Nelle opportune sedi, tutte le verifiche necessarie volte a procedere con il perfezionamento del trasferimento del ramo di azienda che rappresenta l'unico modo per tutelare la massima occupazione garantendo al sito di Napoli e ai suoi lavoratori un futuro sostenibile di lungo termine".

Ma allora, l'affare Whirlpool-Prs si farà? Qualche dubbio in più sulla riuscita della cessione arriva dalle dichiarazioni rilasciate al Corriere del Mezzogiorno da Rodolphe Schmid, presidente della società svizzera che vorrebbe produrre nello stabilimento di Napoli dei container refrigeranti. 

Whirlpool, il capo della Prs: "Manterremo 300 dipendenti"

Assicurando l'esistenza della Prs, sulla quale era stato avanzato qualche dubbio negli ultimi giorni, Schmid ha parlato di come sia nata l'idea di comprare lo stabilimento di Napoli: ''Nel 2018 siamo venuti a conoscenza della situazione della Whirlpool in Campania e ci siamo messi in contatto con la proprietà statunitense. Qualche mese fa abbiamo firmato un accordo di massima, ma ancora non abbiamo firmato alcun acquisto, anche perché dopo i problemi e le tensioni che si stanno verificando a Napoli con i lavoratori ed i sindacati ci dobbiamo pensare bene prima di fare un passo importante come quello dell’acquisizione di una fabbrica''.

Nell'intervista rilasciata a Paolo Picone, Schmid parla anche del destino dei 420 lavoratori della fabbrica napoletana, ammettendo che non tutti potranno essere confermati: ''E' molto difficile, dipende molto dal mercato. L’impegno che abbiamo è di mantenere 300 dipendenti''. Stando a queste dichiarazioni, sarebbero circa 120 gli operai che, se questa operazione dovesse andare in porto, potrebbero ritrovarsi senza più un lavoro. Un fatto che non farà certamente contenti gli operai e le sigle sindacali, nonostante il capo della Prs tenti di calmare le acque: ''Lavoratori e sindacati devono stare tranquilli. Il nostro prodotto per l’Italia potrebbe essere stupendo. Se non ci mettono i bastoni tra le ruote possiamo fare un buon lavoro ed il mercato c’è, eccome''. 

Nell'intervista Scmhid parla anche dei contatti avvenuti con l'amministrazione del Comune di Napoli, incontri smentiti da una successiva nota della Passive Refrigeration Solutions.

Whirlpool, due settimane di proteste

Mentre la situazione sembra tutta ancora da definire, i sindacati Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm hanno annunciato due settimane di agitazione, scioperi e manifestazioni contro Whirlpool Emea. Proteste iniziate già nei giorni scorsi, quando alcuni lavoratori hanno bloccato l'autostrada A3 Napoli-Salerno per alcune ore, causando disagi alla viabilità. Secondo i sindacati, la cessione dello stabilimento di Napoli alla svizzera Prs è ''un atto unilaterale gravissimo che è preludio di altri disimpegni in Italia''.

Il Coordinamento sindacale nazionale ha proclamato lo stato di agitazione in tutto il Gruppo: con sciopero degli straordinari e della flessibilità, 8 ore di sciopero il 25 settembre in tutti gli stabilimenti e ulteriori 8 ore il 4 ottobre e contemporanea manifestazione a Roma.

Whirlpool, il ministro Patuanelli interrompe il tavolo con l'azienda

Il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha bruscamente interrotto il tavolo con Whirlpool al suo ufficio al Mise. Lo si apprende da fonti del Mise. Il ministro ha chiesto all'azienda di ritirare la procedura di cessione, chiedendo scusa ai lavoratori e alle istituzioni delle Repubblica, precondizione, sottolineano le stesse fonti, per iniziare la discussione nel merito. "Non è stato un incontro costruttivo". Fonti del Mise smentiscono così le parole dell'amministratore delegato di Whirpool Emea, Luigi La Morgia, rilasciate uscendo dalla sede del dicastero.

"Oggi ho incontrato la dirigenza italiana di Whirlpool al Ministero dello Sviluppo Economico. Ho chiesto loro due cose molto semplici: le scuse per i lavoratori e le Istituzioni, e il ritiro della procedura di cessione. Due cose per poter riavviare il dialogo interrotto in via unilaterale dall'azienda. L'ho fatto senza alzare la voce, ma con la determinazione di un accordo firmato dalla stessa azienda a ottobre 2018". Lo scrive su Fb il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli. "La risposta è stata un'illustrazione dei numeri del mercato che comprendo come ingegnere, ma non come Ministro della Repubblica. C'è e permane un problema di base, l'incognita sul futuro dei lavoratori. Ho dovuto interrompere il tavolo perché non ha senso continuare a sedersi dinanzi a persone che hanno già deciso e che sono eterodirette" prosegue.

"Se le cose stanno così, il Ministero che ho l'onore di dirigere non ha più strumenti per evitare la procedura di cessione, nonostante ci sia un accordo firmato e datato ottobre 2018. Per questo la discussione continuerà con il coinvolgimento del Consiglio dei Ministri". "Non stiamo più parlando di un problema aziendale, ma di una scelta ben precisa, direi quasi chirurgica. Una decisione che peraltro ha subito un'accelerazione inspiegabile, approfittando forse di una crisi di Governo agostana inaspettata, dopo che le interlocuzioni erano ripartite" sottolinea.

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