Sabato, 24 Luglio 2021
Doccia gelata / Napoli

Whirlpool, scatta la procedura di licenziamento collettivo: "Rifiutata la cassa integrazione"

340 lavoratori circa starebbero per perdere il posto. Lo ha comunicato l'azienda al tavolo al Mise convocato dal viceministro, Alessandra Todde. L'azienda avrebbe dunque deciso di non utilizzare le 13 settimane di cassa integrazione previste dall'avviso comune siglato da Confindustria e sindacati in occasione dello sblocco dei licenziamenti

Doccia fredda. Anzi, gelata. Potrebbe essere dietro l'angolo la procedura di licenziamento collettivo per i lavoratori dello stabilimento Whirlpool di Napoli. Lo avrebbe comunicato l'azienda al tavolo al Mise convocato dal viceministro, Alessandra Todde. Dal primo luglio scatterebbero così i licenziamenti per 340 lavoratori dello stabilimento campano.

Licenziamento collettivo per i lavoratori dello stabilimento Whirlpool

Luigi La Morgia, amministratore delegato di Whirlpool per l'Italia, avrebbe spiegato: "Dopo una lunga riflessione abbiamo deciso di avviare la procedura di licenziamento collettivo". E ancora: "Siamo consapevoli della nostra scelta, siamo il più grande investitore e produttore di elettrodomestici in Italia". Il momento è drammatico.

L'annuncio, secondo quanto riferiscono fonti sindacali, è stato fatto dai vertici della multinazionale nel corso dell'incontro on line convocato dal Mise e al quale stanno partecipando azienda e sindacati. L'azienda avrebbe dunque deciso di non utilizzare le 13 settimane di cassa integrazione previste dall'avviso comune siglato da Confindustria e sindacati. Lo sblocco dei licenziamenti è iniziato il 1 luglio scorso. L'incontro, convocato alle 10.30, è poi iniziato con grande ritardo perché Todde ha avuto un confronto ristretto con azienda e sindacati. Non ci sono spiragli né aperture.

C'è chi chiede un intervento netto del governo. "La decisione di Whirlpool di avviare la procedura di licenziamento per i lavoratori di Napoli, disattendendo le raccomandazioni delle Parti sociali e del Governo, e' non solo odiosa ma del tutto ingiustificabile, se si pensa che le 13 settimane aggiuntive di cassa integrazione di cui potrebbe avvalersi sono esenti da qualsiasi costo" dice Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore elettrodomestici.

La procedura dei licenziamenti "non deve essere una pregiudiziale - precisa La Morgia - per l'individuazione di una alternativa" e di un nuovo soggetto "industriale". Nell'ambito della procedura di licenziamento collettivo per i dipendenti dello stabilimento di Napoli "vogliamo confermare la nostra intenzione di prolungare in questo periodo la possibilità di accedere a un pacchetto di incentivazione" ha anche detto Luigi La Morgia, sottolineando anche la possibilità di valutare "trasferimenti all'interno del gruppo" per i dipendenti. Ormai, rileva, "la produzione è ferma a Napoli da oltre 8 mesi". L'azienda si dice comunque pronta "a continuare il dialogo e il confronto. Dal nostro punto di vista l'avvio della procedura non deve essere una pregiudiziale al dialogo. Siamo pronti a discutere durante i 55 giorni della procedura". Saranno 55 giorni lunghissimi.

Non è detta l'ultima parola

Non è detta l'ultima parola, ovviamente.  "In questi mesi ho portato al tavolo una discontinuità importante, i sindacati hanno comunicato di essere pronti a considerare la possibilità della chiusura dello stabilimento da parte di Whirlpool, cosa che in passato non era mai avvenuta. Proprio per questo si è chiesto all'azienda di accettare la proroga della cig di ulteriori 13 settimane, cosa che non significa allungare il brodo, ma dare la possibilità ad un percorso di rilancio, portato avanti da noi e Invitalia, di prendere forma, con un piano industriale alternativo e solido, fondamentale per non impoverire ulteriormente il territorio di Napoli garantendo la salvaguardia occupazionale".  Ad affermarlo, secondo quanto riportato dalle agenzie che lo apprendono da fonti presenti al tavolo, è la viceministra dello Sviluppo economico, Alessandra Todde. "Abbiamo bisogno di tempo per irrobustire il percorso di reindustrializzazione, su cui stiamo lavorando quotidianamente. Quindi per l'azienda accettare la proroga della Cig, rinviando l'avvio della procedura di licenziamento, è una scelta che non pesa minimamente. Mentre per i lavoratori, per la città di Napoli e per il piano di rilancio su cui stiamo lavorando, fare questa scelta è assolutamente indispensabile".

Fiom: "Sarà guerra"

"La narrazione che siete stati buoni e avete portato pazienza, ce la potevate risparmiare. Per 26 mesi non abbiamo preso tempo come dice La Morgia, abbiamo lottato per tenere aperto lo stabilimento di Napoli. Whirlpool in questi 26 mesi ha triplicato i profitti realizzando 5 milioni di prodotti. Le lavoratrici e i lavoratori hanno tenuto aperto lo stabilimento di Napoli e ciò ha permesso a Whirlpool di guadagnare di più nonostante la pandemia. Richiamiamo l'azienda alle sue responsabilità. L'avvio della procedura di licenziamento interrompe il dialogo". Ad affermarlo nel corso del tavolo Whirlpool è Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom - Cgil sottolineando la necessità di "utilizzare tutti ammortizzatori sociali necessari, rispettando così l'avviso comune siglato da Cgil- Cisl- Uil. Per quanto ci riguarda se Whirlpool mette in campo azioni offensive, sarà guerra".

I lavoratori Whirlpool dello stabilimento di Napoli hanno convocato un'assemblea in fabbrica alle 14.30 per decidere iniziative di protesta.

Il caso Whirlpool 

A dire che tra i primi lavoratori a ''pagare'' la scadenza del blocco dei licenziamenti prevista per il 30 giugno ci sarebbero stati  proprio i più di 300 dipendenti dello stabilimento di Napoli, era stato il rappresentante sindacale, Vincenzo Accurso, parlando con il nostro Andrea Falla. La speranza che venissero salvaguardate almeno le situazioni particolari come quelle dei tavoli di crisi aperti al Mise viene delusa.

Il caso della Whirlpool di Napoli ha avuto un clamore mediatico senza precedenti, ma nonostante questo non è mai stata trovata una vera e propria soluzione alla crisi: "L'alternativa non c'è mai stata e neanche l'abbiamo mai voluta l'alternativa. Abbiamo sempre detto che ci sono tutti i presupposti per far rimanere la multinazionale, ma loro non ci hanno mai portato un'alternativa seria su cui poterci confrontare. Noi lo diciamo da sempre - ha ribadito Accurso a Today – la crisi è legata alla mancanza di lavoro, l'economia non può circolare se i cittadini non hanno il lavoro e il denaro che ne deriva''.

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