Whirlpool vende lo stabilimento di Napoli: lavoratori (e governo) infuriati

L'ad Luigi La Morgia ha annunciato che Whirlpool avvierà la cessione del ramo d'azienda per la sede di Napoli. E' Prs - Passive refrigeration solutions - il partner individuato per la dismissione. Sale la tensione: i lavoratori in presidio davanti al Mise hanno chiesto ai sindacati di abbandonare subito il tavolo

I lavoratori in assemblea nell'impianto Whirlpool di Napoli, 25 Luglio 2019. ANSA/CESARE ABBATE

Un confronto ad alta tensione, vi avevamo preannunciato ieri. E così è stato. Oggi Whirlpool ha comunicato al ministero dello Sviluppo Economico e ai sindacati che mercoledì 18 settembre avvierà la cessione dello stabilimento di Napoli, in via Argine, alla società Passive Refrigeration Solutions (Prs), attiva nel campo della produzione e vendita di sistemi di refrigerazione passiva. Si tratta di una società con sede legale a Lugano che fa capo a imprenditori italiani. 

Whirlpool vende lo stabilimento di Napoli al gruppo Prs

Al tavolo sulla vertenza Whirlpool erano presenti il sottosegretario Alessandra Todde e il vice capo di gabinetto Giorgio Sorial. Quello di oggi al Mise doveva essere un incontro con cui riprendere il filo del discorso interrotto il 24 luglio scorso, al termine del quale il governo promise una norma per l'attivazione di circa 17 milioni di euro che permettesse a Whirlpool di rilanciare la produzione di lavatrici del sito di Napoli e scongiurare così l'annunciata chiusura dello stabilimento e il licenziamento di più di 400 lavoratori.

L'atto di cessione del ramo d'azienda, si legge in una comunicazione della società americana, "sarà perfezionato entro il 31 ottobre 2019 e avrà efficacia a decorrere dal 1 novembre 2019". Whirlpool Emea "è sin da ora impegnata a sostenere un costo significativo dell'operazione di vendita, quantificabile in 20 milioni di euro, per la nuova missione del sito di Napoli, che garantirà, per tutti i lavoratori, i diritti acquisiti, le tutele reali e il livello retributivo corrente".

A seguito di attente valutazioni, condivise nel corso del confronto continuo con le parti, iniziato dallo scorso maggio, sottolinea Whirlpool, "il trasferimento del ramo d'azienda rappresenta l'unico modo per tutelare la massima occupazione a Napoli e offrire un futuro sostenibile di lungo termine allo stabilimento che, in alternativa, avrebbe cessato ogni attività produttiva". L'operatore individuato per realizzare la nuova missione del sito, rileva il gruppo, "è Prs, una società leader nel settore della termodinamica finalizzata alla conservazione e al trasporto intermodale di prodotti deperibili, che ha sviluppato un brevetto unico nel campo dei container refrigerati".

Whirlpool: "Drastico declino della domanda di lavatrici"

Prs, spiega ancora Whirlpool, "ha elaborato un progetto di riconversione che individua nello stabilimento di Napoli una struttura idonea alla produzione di sistemi di refrigerazione passiva. La nuova missione sarà in grado di mantenere gli attuali livelli occupazionali". Come già più volte ribadito, sottolinea il gruppo, "il drastico declino della domanda di lavatrici di alta gamma a livello internazionale e il conseguente calo della produzione hanno portato lo stabilimento di Napoli ad operare al di sotto del 30% della propria capacità produttiva, determinando così una situazione non più sostenibile per l'Azienda e per i propri dipendenti".

Tali condizioni, non previste né in alcun modo prevedibili al momento della sottoscrizione del piano industriale del 25 ottobre 2018, rileva Whirlpool, "sono imputabili in particolare a un contesto macro economico generale di crisi che ha investito in particolar modo alcuni dei mercati più rilevanti tra cui Stati Uniti d'America, India, Argentina e i principali in ambito Emea". "Nelle prossime settimane", si legge in una nota dell'azienda, "Whirlpool e Prs sono disponibili a effettuare con i sindacati e le controparti istituzionali l'esame congiunto del trasferimento del ramo d'azienda e del piano industriale che garantirà nuova vita allo stabilimento di Napoli e ai suoi 410 dipendenti".

Whirlpool, la rabbia dei lavoratori di Napoli: blocco dei cancelli, poi lo sciopero

La notizia è stata accolta molto male dai lavoratori in presidio a Roma e dai sindacati. "Scendete, scendete, abbandonate il tavolo", hanno gridato i lavoratori del sito partenopeo in presidio sotto al Mise, chiedendo ai sindacati di abbandonare le contrattazioni.

"Per fare un confronto serio è necessario che le parti si rispettino", ha detto Rosario Rappa, segretario generale Fiom Napoli rivolgendosi all'ad. "Come si fa ad avere rispetto di chi al tavolo dice una cosa e fuori fa l'opposto...". "So che quello che dite arriva da oltreoceano, ma se non avete margini di manovra ditelo. Sappiate che i lavoratori non siete riusciti a dividerli e non potete venderli come un ramo d'azienda: è necessario un accordo", sottolinea.

Parla di un "atto unilaterale molto grave" Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore elettrodomestici. "Whirlpool oggi ha dichiarato non solo di non aver cambiato idea sull'intenzione di dismettere Napoli, ma anzi ci ha informato che domani stesso partirà con una procedura di trasferimento di azienda", ha detto. "E' un atto unilaterale molto grave e chiediamo al Governo di passare dalle parole ai fatti per impedire la dismissione del sito campano, che non solo colpisce centinaia di famiglie in un'area disastrata dalla disoccupazione ma prelude più generale a un disimpegno della multinazionale dall'Italia, in spregio all'accordo firmato in sede istituzionale meno di un anno fa".

"La Direzione aziendale sostiene che l'unica soluzione economicamente sostenibile sarebbe la cessione dello stabilimento alla società Prs, start up che possiede un brevetto per il trasferimento di derrate alimentari, e che il provvedimento del Governo non vale a mutare questa situazione", dice Ficco ricordando come "fin troppe operazioni di reindustrializzazione siano fallite miseramente in questi anni e perfino quelle avviate da Whirlpool a Caserta o dalla sua controllata Embraco a Torino sono in gravissimo ritardo". "C'è un accordo sottoscritto non solo con il sindacato ma anche con le istituzioni italiane a ottobre del 2018, che deve essere rispettato", ribadisce Ficco chiedendo al governo "di passare dalle parole ai fatti" e al gruppo Whirlpool di "fermarsi e confrontarsi per trovare soluzioni accettabili per i lavoratori e sostenibili economicamente sul lungo periodo".

"L'avvio della procedura di cessione ramo d'azienda per noi è offensiva". Così Barbara Tibaldi, segretario nazionale Fiom, ha commentato l'annuncio di Whirlpool al tavolo di confronto. "Prevederebbe un confronto tra le parti, ma non mi sembra ne abbiate intenzione. Vi invito ad avere rispetto per i lavoratori", ha proseguito ricordando come ci sia "un accordo da rispettare, quello del 25 ottobre 2018".

Whirlpool, l'accordo (disatteso) del 2018

Il piano - attraverso cui Whirlpool, a fronte di incentivi, si era impegnata alla re-industrializzazione di tutti gli stabilimenti italiani - prevedeva investimenti per 250 milioni in tre anni e l’azzeramento degli esuberi entro il 2021, nonché il trasferimento dalla Polonia della produzione delle lavatrici e lavasciuga da incasso.

Barbara Tibaldi della Fiom ha spiegato le prossime iniziative di Fim Fiom e Uilm per opporsi alla cessione del ramo di azienda del sito Whirlpool di Napoli annunciata oggi dalla multinazionale americana: si comincerà con il blocco dei cancelli del sito di Napoli già domani, dopo l'assemblea che si terrà nella fabbrica di via Argine, mentre dopodomani si terrà una riunione di tutti i delegati degli stabilimenti Whirlpool d'Italia che decideranno data e appuntamento, a breve, dello sciopero di tutti i lavoratori del gruppo. "Sicuramente si tratterà di una quantità di ore da articolare. Nei prossimi giorni si terrà una manifestazione nazionale a cui aderiranno tutti gli stabilimenti del gruppo e decideremo dove portare quella manifestazione, spero sotto al centro direzionale di Napoli", ha concluso Tibaldi.

Il Mise: "Decisione grave, l'azienda disattende gli impegni presi"

Una decisione grave che disattende gli impegni dall'azienda con il Governo e i lavoratori. E' il commento che giunge, in una nota, dal ministero dello Sviluppo economico, al termine della riunione del tavolo Whirlpool presieduta dal Vice Capo di Gabinetto Giorgio Sorial e dal sottosegretario Alessandra Todde, a cui hanno partecipato l'azienda, il Ministero del Lavoro, i rappresentanti degli enti locali e le organizzazioni sindacali. "Nel corso dell'incontro - si legge nella nota - l'azienda ha comunicato la decisione unilaterale di procedere alla cessione di ramo d'azienda ad un possibile partner, la società Prs che si occupa di refrigerazione passiva, interessato alla riconversione della produzione dello stabilimento di Napoli. Con questa decisione l'azienda ha interrotto il prosieguo del confronto sulle altre opzioni proposte nel corso dei precedenti incontri tenutesi al Ministero, che prevedevano anche investimenti in prodotti di alta gamma o lo spostamento in Italia alcune produzioni realizzate all'estero dal Gruppo Whirlpool".

Il Vice Capo di Gabinetto Giorgio Sorial ha espresso ''la ferma contrarietà alla decisione unilaterale dell'azienda, sottolineando come il Governo non può accettare il comportamento dei vertici della Whirlpool, che hanno sempre trovato il supporto e la collaborazione di tutte le istituzioni per individuare una soluzione condivisa finalizzata a garantire la continuità produttiva e la salvaguardia dei lavoratori del sito di Napoli''. Per il sottosegretario Alessandra Todde, ''la decisione dell'azienda non solo disattende gli impegni presi in questi mesi di confronto al MiSE, ma anche l'accordo sottoscritto nel mese di ottobre del 2018 con cui le istituzioni si sono impegnate a supportare con incentivi e ammortizzatori sociali il piano industriale della Whirlpool in Italia. Si tratta quindi di una grave scorrettezza da parte della multinazionale nei confronti sia del Governo che dei lavoratori''.

Al termine del tavolo tecnico il Sottosegretario Alessandra Todde e il Vice Capo di Gabinetto Giorgio Sorial hanno incontrato in una riunione ristretta i sindacati per decidere i prossimi passi da compiere a seguito della decisione presa dall'azienda per il sito di Napoli.

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