Giovedì, 13 Maggio 2021
Italia

Il turismo che non c'è: città vuote, gli esercenti chiedono le zone franche urbane

Secondo le stime Venezia, Roma, Firenze, Torino e Milano conteranno 34 milioni di presenze turistiche in meno e mancati introiti per 7 miliardi di euro. Cui aggiungere il miliardo perso per lo smartworking. L'allarme di Confesercenti: "Le piccole imprese rischiano di saltare come birilli

Turisti a Piazza di Spagna a Roma, 30 luglio 2020. MAURIZIO BRAMBATTI/ANSA

Le grandi città d'arte non ripartono: l'assenza dei turisti stranieri sta mettendo in ginocchio l'economia di Roma, Venezia, Firenze, Torino e Milano, che insieme valgono oltre un terzo del turismo italiano, si apprestano a perdere nel 2020 quasi 34 milioni di presenze turistiche dall'estero. Confesercenti sottolinea come lo stop dei visitatori causerà una perdita stimata in 7 miliardi di euro di cui 4,9 miliardi a carico del settore alloggio, della ristorazione e delle attività commerciali e dei servizi. Stime conservative, che potrebbero rivelarsi ottimistiche in assenza di un avvio del recupero del flusso di viaggiatori entro la fine dell'anno.

La maglia nera va a Venezia, solitamente tra le mete più ambite a livello globale, dove si prevede la perdita di 13,2 milioni di presenze, per un totale di 3 miliardi di euro di spesa turistica mancante. Segue Roma dove le previsioni sono di circa 10 milioni di presenze in meno e 2,3 miliardi di consumi dei viaggiatori sfumati. A Firenze le perdite si attesteranno su -5 milioni di presenze e -1,2 miliardi circa di consumi. A Milano la contrazione di presenze dovrebbe invece arrivare sfiorare i 4 milioni in meno, mentre per i consumi sarà superiore ai 900 milioni di euro. A Torino, invece, si stima un calo di oltre 800mila presenze e di 186 milioni di euro di spese turistiche in meno.

Se la flessione dei turisti stranieri non è compensata dagli italiani che hanno preferito spiagge e montagne alle città, ad aggravare la crisi per gli esercenti è lo "smart working": i lavoratori che non andranno in ufficio rappresentano una quota destinata destinata a non diminuire troppo fino alla fine dell'anno, visto il prolungarsi dello stato di emergenza.

La crisi da smart working: l'economia bloccata dagli uffici deserti 

"In queste 5 città - spiega Confesercenti - che registrano oltre 6,5 milioni di occupati totali, stimiamo un 13% di lavoratori agili, la cui assenza dai luoghi di lavoro sta causando la perdita di circa 250 milioni di euro al mese di spese per alloggio e ristorazione. Fino a fine anno, l'effetto smartworking farebbe perdere a queste imprese 1,76 miliardi di euro.

Confesercenti: "Istituire zone franche urbane"

"Per ristoranti, bar e negozi dei centri storici è una situazione di gravità eccezionale, che richiede misure straordinarie - spiega Patrizia De Luise, Presidente nazionale Confesercenti - Per questo chiediamo di istituire delle zone franche urbane speciali nei centri storici dei Comuni di interesse culturale ad alto flusso turistico, che sono i più colpiti dall'onda lunga della crisi. Dovrebbero consentire alle imprese che vi operano di godere di un sostegno speciale, sotto forma di un contributo da usare in compensazione dei versamenti tributari e contributivi. Senza un intervento, migliaia di PMI rischiano di saltare come birilli".

Quattro micro imprese su 10 rischiano di chiudere (non solo a causa Covid)

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