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Domenica, 23 Giugno 2024

La recensione

Claudio Pizzigallo

Giornalista

Con "Emancipation" Will Smith avrebbe vinto l'Oscar, se non fosse per quella storia

Dal 9 dicembre su Apple TV+ è disponibile Emancipation - Oltre la libertà, film diretto da Antoine Fuqua (che non ci è piaciuto molto per Infinite, ma abbiamo adorato in The Terminal List) e con protagonista Will Smith

Il film era uscito a ottobre a Washington e in alcuni cinema selezionati, sia perché il film parla di una storia vera e dolorosa della Storia americana, sia perché l'uscita in sala serve per poter concorrere ai premi cinematografici.

E in effetti, considerato il tema del film e l'attenzione che Hollywood gli riconosce, non è del tutto fuori luogo pensare che Emancipation possa vincere qualche premio, magari anche un Oscar (anche se la critica in realtà non è così entusiasta).

Ma di sicuro non quello per il miglior protagonista, e non perché Will Smith non lo meriti, ovviamente, ma per quel famoso incidente. Prima di addentrarci nell'analisi, però, riassumiamo la trama del film.

Emancipation Foto 1

Di cosa parla il film Emancipation

La Storia dietro a questo film è quella di una foto, che riproduce un uomo chiamato "Whipped Peter” (Peter il fustigato) e che fu pubblicata nel 1863 su Harper's Weekly; nell'immagine, nota come "La schiena flagellata” (The Scourged Back), si vede la schiena nuda di un uomo di colore completamente ricoperta da cicatrici, frutto di tutte le frustate ricevute dai suoi schiavisti.

La trama di Emancipation inizia quindi con Peter, che lava i piedi a sua moglie Didionne e parla ai suoi figli di come Dio in qualche modo li aiuterà se loro avranno fede. Peter ora però deve andare, l'esercito dei Confederati del Sud lo ha requisito al suo schiavista per impiegarlo nella costruzione forzata di una ferrovia.

Emancipation Foto 3

Non c'è bisogno di dire che Peter e i suoi compagni di prigionia vengono trattati come bestie, soprattutto da Fassel (Ben Foster, che abbiamo visto e apprezzato anche in Hustle e The Contractor), una sorta di cacciatore di schiavi fuggitivi, che si accompagna a sua avolta a uno schiavo personale.

Emancipation Foto 6

E ovviamente Peter non resterà lì a subire all'infinito, ma cercherà l'emancipazione, la libertà che gli spetta, a maggior ragione perché ha sentito che Lincoln ha dichiarato illegale la schiavitù e l'esercito dei nordisti è lì vicino. E qui ci fermiamo per non spoilerare la trama, ma qui sotto potete vedere il trailer di Emancipation.

Perché Will Smith avrebbe ottenuto almeno una nomination

Come detto, la critica non ha del tutto apprezzato emancipation. In particolare non è stato gradita la libertà con cui è stata trattata la Storia vera, mentre quasi unanime consenso c'è sulla fotografia e sull'interpretazione di Will Smith.

Sulla prima, è innegabile la potenza di questo bianco e nero che fin dal nome evoca la separazione tra i bianchi e i neri nel film. Gli schiavi erano letteralmente cose, e come oggetti venivano trattati, e in tal senso quello che subisce Peter è di una violenza insopportabile.

Emancipation Foto 2

In questo film Will Smith è un po' Django Unchained, un po' Revenant (e noi abbiamo rivissuto anche La ferrovia sotterranea), e con poche parole, in un accento haitiano che per forza di cose non sappiamo giudicare, Will Smith dimostra di essere un attore di livello spaziale per immedesimazione. 

Insomma, se non fosse per la storia dello schiaffo a Chris Rock (che noi gli avremmo perdonato subito) e della conseguente sospensione dagli Academy Awards, siamo convinti che Will Smith meriterebbe almeno una candidatura, se non proprio un altro Oscar. A prescindere dai difetti di aderenza alla Storia o di qualunque altro tipo. 

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Con "Emancipation" Will Smith avrebbe vinto l'Oscar, se non fosse per quella storia

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