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Lunedì, 27 Maggio 2024

La recensione

Claudio Pizzigallo

Giornalista

Ci è voluta un'intera stagione (e la conferma per la 2ª) per capire il valore di Silo

Secondo un nostro personalissimo metro di giudizio, le serie tv ambientate in luoghi isolati si collocano tra due opposti, ovvero Lost (che è ovviamente l'apice del genere) e Wayward Pines (peggio del quale è impossibile fare).

Per Silo, la serie tv di Apple TV+ ispirata a un'omonima serie di libri, siamo stati a lungo indecisi: "a quale dei due estremi è più vicina?" ci siamo chiesti più volte, cambiando più volte opinione. Ed è solo con il finale di stagione che ci siamo dati una risposta definitiva.

La risposta, se avete fretta, è positiva. Se avete tempo, proviamo a spiegarci con questa recensione (spoiler free), iniziando con un parziale riassunto della premessa e della trama.

Tim Robbins in Silo

Di cosa parla Silo

Diecimila persone vivono in un silo sotterraneo (e se vi viene in mente quella parte di The 100 è normale), ormai da tempo immemorabile. Immemorabile non per modo di dire: l'ultimo riferimento temporale noto risale a 140 anni prima, quando una rivolta fu sedata e tutte le tracce del passato furono cancellate dai Fondatori per evitare nuove rivolte: da allora vige una legge assoluta detta il Patto.

Silo serie tv Apple TV+ foto 1

Da questo silo si può uscire quando si vuole, solo che di fatto è una condanna a morte, il massimo della pena possibile o una scelta fatta liberamente da qualche lunatico. Perché quando qualcuno esce non può più fare ritorno, l'unica cosa che può fare è pulire con uno straccio il vetro della telecamera che inquadra l'esterno, l'unica finestra, per quanto limitata a qualche metro, sul mondo esterno per gli abitanti del silo.

E quella finestra inquadra una collinetta brulla, un albero secco, e i cadaveri di coloro che in passato sono "andati a pulire". Eppure, un giorno, la richiesta di uscire arriva da Allison, la moglie dello sceriffo Holston, che non è riuscita a rimanere incinta nonostante il "permesso" delle autorità.

Perché Allison decide di uscire? Cosa succederà a Holston? Non possiamo citare altri personaggi per mantenere la promessa di non fare spoiler, ma se volete farvi un'idea anche graficamente più precisa date uno sguardo al trailer della prima stagione di Silo.

 

Perché vedere Silo (a cominciare dal rinnovo per la stagione 2)

Il primo episodio di Silo è inquietante in senso "buono", il secondo ci ha lasciato perplessi, il terzo ci ha fatto seriamente dubitare di stare guardando una serie che, se non a Wayward Pines, era paragonabile a The Society, ovvero una buona premessa gestita male. 

Poi, quando il nuovo personaggio principale ha preso il suo posto, la storia ha iniziato a decollare, conquistandoci sempre di più, fino a un finale di stagione (uscito venerdì 30 giugno) da applausi. Ma è solo con il rinnovo annunciato da Apple TV+ a metà giugno che abbiamo tirato il definitivo sospiro di sollievo. 

Perché non si può negare una certa confusione nell'intreccio delle storie dei personaggi. Ed è solo quando si comprende che questa "confusione" è voluta e cercata che ci si abbandona totalmente a questa serie. Perciò, se finora avete esitato a vederla, o vi è rimasto qualche dubbio, sappiate che noi il "sacrificio" di resistere l'abbiamo fatto, e ne è valsa la pena.

Silo serie tv Apple TV+ foto 3

Voto: 8

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Ci è voluta un'intera stagione (e la conferma per la 2ª) per capire il valore di Silo

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