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Domenica, 14 Aprile 2024

L'opinione

Giulio Zoppello

Giornalista

Dune Parte II segnerà il ritorno al colossal cinematografico?

Dune Parte II, il secondo capitolo della saga di Denis Villeneuve dedicata all'iconico romanzo di Frank Herbert, farà forse definitivamente rivivere il concetto di colossal, di una concezione cinematografica che aveva fatto la fortuna della Hollywood nei tempi andati. Alcune tra le più importanti saghe, tra i più redditizzi franchise e universi hanno fatto affidamento ad un certo tipo di grandiosità per attrarre il pubblico, ma tale formula è diventata sempre più sfocata, sempre più flessibile, imitata dai generi più disparati con risultati alterni. 

La grandiosità come premessa di ogni esperienza cinematografica


Dune Parte II pare promettere ancora più grandiosità, scene di massa, un recupero di quel modo di fare cinema in cui l'incredibile diventava reale in sala. Tutti noi abbiamo visto almeno un colossal nella vita, ma è una definizione abbastanza vaga, perché propria non di un genere preciso, ma di un modo di intendere la rappresentazione. Scenografie, costumi, comparse, set giganteschi, quasi sempre l'epica e il melodramma come pilastri, si presentarono fin dagli inizi del '900, quando il cinema si fece spazio nel nostro quotidiano, e furono tra le armi più utilizzate dai produttori e dai registi. Dal western al peplum, dal film bellico al fantasy, il colossal ha vissuto fasi alterne. Già nell'era del muto, che si parlasse della presa di Troia o di Bonaparte, della corazzata Potëmkin o di Cabiria, il colossal fu già protagonista, ancor più nel momento in cui il sonoro prese piede e poi con il perfezionarsi della tecnologia cinematografica, l'aumento dei budget. 

Dune Parte II contribuisce a mettere il nome di Dennis Villenueve al fianco di registi come Cecil B. De Mille, William Wyler, e Ridley Scott tra chi ha usato in modo potente il colossal nella propria produzione. Timothée Chalamet non è in questo diverso dai tanti cavalieri medievali, gladiatori, centurioni del passato, raccoglie l'eredità di divi della Hollywood che fu come Robert Taylor, Charlton Heston o John Wayne. Sì perché il colossal è servito a parlarci di ogni epoca e ogni realtà pure quella immaginaria. Il colossal è stato popolare anche in Oriente ed Est Europa, registi come Zhang Yimou o Kurosawa lo usarono in modo sensazionale, così come Sergej Bondarčuk e Jerzy Hoffman.

Il cinema poi cambia, arriva la New Hollywood, che però non fu esente dal volersi connettere a tale concezione cinematografica, tanto che la sua fine fu il costosissimo e disastroso I Cancelli del Cielo di Michael Cimino. Non si deve infatti pensare che il colossal sia una forma prettamente commerciale, anzi la sua riuscita dipende quasi sempre da una mano registica di prima grandezza, sceneggiature robuste e la capacità di donare epica e assieme credibilità, qualcosa in cui tanti registi di grande nome e abilità hanno fallito in passato, basti pensare oltre a Cimino, anche ad Oliver Stone in Alexander o a Ridley Scott in 1492 - la Conquista del Paradiso e Exodus

Tra realtà e fantasia, tra cinecomic e dramma storico

Dune Parte II farà soprattutto felici i tanti che nel 1984 si sentirono poco soddisfatti della versione monca che De Laurentis mandò in sala, quella diretta da un David Lynch che tuttoggi cerca di disconoscere il film. Lì, come in molti altri esempi, il fallimento arrivò per incapacità di far fronte a difficoltà e imprevisti, a costi crescenti, a dissidi tra produzione e direzione artistica, perché il colossal presenta moltissimi rischi. Il colossal in tempi moderni ha avuto da film come TitanicBraveheart, il Gladiatore, Le Crociate, La Battaglie dei Tre Regni e The Last Duel i migliori esempi in termine canonico. Nel XXI secolo si pensò il classicismo avesse un ritorno di fiamma in realtà effimero, con Troy, Robin Hood, che hanno ceduto il passo ad opere ibride come 300, e soprattutto Avatar.

Inutile infatti ignorare che con la saga di Star Wars, anche lo sci-fi e il fantasy abbiano potuto connettersi alla sua identità. Lucas e Spielberg del resto hanno creato anche il colossal avventuroso con Indiana Jones. Un colossal come Dune Parte II è strettamente legato non solo a Star Wars, ma anche a Il Signore degli Anelli, Harry Potter, saghe che hanno saputo convertire il fandom letterario in presenze in sala, riprendere la formula di uno Spartaco, un Attila o Via col Vento per portarci in altrove creativi e bellissimi, perché nel cinema nulla si crea nulla si distrugge, tutto si ricicla. Il colossal oggi soprattuto deve arrivare in modo distante dal cliché, deve garantire qualità e un buon passaparola, che per esempio Napoleon non ha avuto. 

Il colossal bellico rimane una sicurezza, come visto con Niente di nuovo sul fronte occidentale, che ha ripreso ciò che a suo tempo Westfront, Orizzonti di Gloria e Salvate il Soldato Ryan ci avevano donato. Dune Parte II però rimane importante perché oltre a riprendere i topoi del colossal classico, rinnovandone estetica e funzionalità grazie ad un regista innovativo come Villeneuve (Blade Runner 2049 e Arrival sono stati colossal di grande originalità), ci permetterà di uscire da ciò che la Marvel ha fatto in vent'anni quasi di produzione cinematograrfica, dove la potenza del colossal è stata via via sempre più ammortizzata e resa inoffensiva, per creare prodotti per famiglie. 

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