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Domenica, 21 Aprile 2024

La recensione

Giulio Zoppello

Giornalista

Madame Web, il cinecomic con Dakota Johnson è persino peggiore di quanto temevamo

Madame Web arrivava forte (per così dire) di perplessità e di timori a dir poco enormi per quello che riguardava il risultato finale, visto lo stato di salute a dir poco precario della produzione cinematografica Sony degli ultimi anni, nonché l'iter produttivo a dir poco tormentato. Vi era stato infatti un alternarsi di diversi nomi nel cast e soprattutto la dichiarata volontà di allontanarsi per molti elementi da ciò che a suo tempo i mitici Dennis O'Neil e John Romita Jr. avevano concepito nel 1980. Ogni timore si è materializzato, visto che il film firmato da S. J. Clarkson è di gran lunga uno dei peggiori cinecomic di tutti i tempi. Ma andiamo con ordine. 

Madame Web - la trama

Madame Web comincia dalla giungla peruviana del 1973, dove la Dott.ssa Constance Webb (Kerry Bishé) pur se incinta di 9 mesi continua imperterrita a seguire le tracce di un misterioso ragno dai poteri incredibili. Neanche il tempo di inquadrarla un attimo ed ecco che la vediamo tradita e lasciata in fin di vita dal collega esploratore: Ezekiel Sims (Tahar Rahim). Viene soccorsa da una misteriosa popolazione di uomini ragno del posto, che però riescono solo a salvare la neonata, Cassandra Webb. A darle il volto vent'anni dopo è la carinissima Dakota Johnson, che ce la mette tutta per donarci una stralunata weirdo misantropa, asociale e in possesso di poteri chiaroveggenti che neppure lei comprende bene.

Cassandra fa il paramedico a New York, ha come solo amico il collega Ben Parker (Adam Scott) e dopo essere quasi morta in servizio, comincia ad avere strane visioni sul futuro. Non sa che anche Sims, diventato una sorta di superuomo grazie ai poteri del ragno peruviano, ora ne è preda, e che vive nel terrore causato da una visione premorte che gli mostra continuamente le giovani Julia (Sydney Sweeney), Mattie (Celeste O'Connor) e Anya (Isabela Merced) distruggerlo. Le tre al momento sono banali adolescenti prive di superpoteri, ma deciso a non lasciare nulla al caso, Sims si mette sulle loro tracce, senza sapere che pure Cassandra è destinata ad incrociarle. Se messa così Madame Web vi sembra un mix particolare tra caos e mancanza di inventiva, non preoccupatevi, significa solo che avete un ottimo fiuto.

Madame Web fin dall'inizio è caratterizzato da un fiato cortissimo, da un'estetica di una povertà tale da sembrare sbucato dai primi anni 2000, quando titoli come Elektra, DareDevil o Catwoman andarono vicini ad affossare completamente il genere dei cinecomic. Ma è in buona compagnia, visto che proprio la Sony negli ultimi anni, a capolavori come la saga di Spiderverse, ha alternato porcherie come i due Venom e Morbius. Ma fidatevi, pure questi ultimi sono un vero e proprio capolavoro rispetto a ciò che S. J. Clarkson ci ha donato, in criminale complicità di scrittura con Matt Sazama e Burk Sharpless, le menti dietro orrori cinematografici come il già citato Morbius, Power Rangers e Gods of Egypt. 


Un film privo di una qualsiasi parvenza di senso
 

La Clarkson già come scelta alla regia aveva lasciato molti perplessi, ma quando si è saputo che il budget a disposizione di Madame Web, che apre di fatto le porte all'universo delle Donne Ragno, era di soli 80 milioni di dollari, tutti hanno bene o male capito che cosa sarebbe successo. Il film è un disastro per ciò che riguarda world building, montaggio e regia, oltre ad essere vecchio, obsoleto e privo di un briciolo di brio, è appesantito da alcuni dialoghi tra i peggiori mai visti al cinema negli ultimi anni. Parole ed eventi si accavallano senza un filo conduttore, senza che vi sia un crescendo credibile, senza neppure un estetica che riesca a soffocare l'identità povera, quasi da prodotto televisivo di vent'anni fa, di ciò che abbiamo di fronte. Dura 116 minuti questo strazio e vi assicuro che ogni secondo è un macigno. 

Se la Johnson armata di quei due occhioni comunque funziona nonostante tutto, è la chimica tra lei e le altre tre interpreti ad essere totalmente assente. La colpa, ovviamente, è del copione a dir poco bolso, della caratterizzazione minimal, del pochissimo tempo dedicato a tre personaggi che dovrebbero essere giovani adolescenti ma che, come da tradizione americana, sono interpretate da tre ventenni. La Sweeney ormai è intrappolata nel ruolo di lolita sexy, ma almeno ci prova a dare un senso alla sua Julia, mentre O'Connor e Merced paiono spuntate da certe serie teen del passato, tanto stereotipate da apparire quasi involontariamente comiche. Non va meglio a Rahim, il suo Sims è una sorta di copia sbiadita dei fu Goblin, lui cerca di dargli un certo fascino ambiguo ma tutto va a farsi benedire nel momento in cui va sopra le righe senza un minimo di convinzione. 

Madame Web ha scene d'azione quasi caricaturali, il trucco è al livello dei peggio cosplayers, la parte sonora è un mischione assurdo dei primi anni 2000, ricreati per il resto in modo dozzinale. Tutto è accellerato, tutto è sbrigativo in modo allucinante nei momenti salienti, poi ecco che ci si dilunga e ci si perde in sequenze senza senso e senza un minimo di costrutto. Madame Web è uno di quei film che non si capisce come e perché siano arrivati in sala, si aggiunge soprattutto a The Marvles nel tenere i blockbuster al femminile su livelli drammaticamente bassi per qualità e prospettiva. Il problema è che guardando a ciò che Marvel e Sony hanno in programma, si ha la sensazione che creare altri reati cinematografici per loro ormai sia quasi una vocazione. 


Voto: 2

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