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Sabato, 20 Aprile 2024
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Stranizza d’amuri di Beppe Fiorello: l’amore e la guerra di due adolescenti negli anni ‘80

L’esordio alla regia del popolare attore è ispirato a una storia vera al cinema dal 23 marzo

L’amore puro, ma deriso e ‘scandaloso’, degli adolescenti Gianni e Nino nella Sicilia del 1982 è al centro del bel film “Stranizza d’amuri”, la prima prova da regista di Giuseppe Fiorello che arriva nei cinema il 23 marzo. A interpretare i due giovani protagonisti sono Samuele Segreto al momento impegnato nell’accademia di Amici e che nel film interpreta Gianni, e Gabriele Pizzurro che veste i panni di Nino. Fabrizia Sacchi è la madre di Nino mentre Simona Malato è la mamma di Gianni. Nel ricco cast troviamo anche: Antonio De Matteo (Alfredo), Enrico Roccaforte (Franco), Roberto Salemi (zio Pietro), Manuel Bono.

Stranizza d’amuri, la trama

Gianni e Nino sono due ragazzini che si incontrano per caso nella calda estate del 1982 sulle strade polverose della campagna siciliana.

Sono due ragazzi molto diversi. Nino vive sereno con la sua grande famiglia in campagna, e spesso accompagna con entusiasmo il padre nel suo lavoro di addetto ai fuochi d’artificio girando tutte le fiere della Sicilia orientale.

Per Nino la vita è molto più dura. Vive in un piccolo centro con la madre e il suo compagno che gli è ostile, ma soprattutto viene deriso e bullizzato puntualmente dagli uomini del posto, da quando qualcuno ha svelato di aver visto Nino appartarsi con un altro ragazzo.

Di questo difficile background Nino non sa nulla quando con tutta la naturalezza del mondo accoglie Gianni nel suo mondo. Il ragazzo finalmente si sente accolto in una famiglia e, grazie al nuovo amico, trova anche un lavoro che, spera, gli permetterà di cambiare una volta per tutte la sua vita.

Ma presto le discriminazioni di cui è vittima Gianni arrivano all’orecchio di Nino, che però ormai è legato all’amico da un sentimento che va oltre e si rivelerà più forte di tutto. Nonostante la guerra che scoppierà intorno a loro, Gianni e Nino vivranno un amore naturale e puro, superando bullismo e difficoltà. Fino all’epilogo finale.

Stranizza d’amuri, una storia di amore e discriminazione

 Per il suo esordio dietro la macchina da presa, Beppe fiorella sceglie di farsi ispirare da un brutale fatto di cronaca avvenuto in Sicilia nel 1980, il delitto di Giarre. Due ragazzi Giorgio e Toni vennero trovati morti, mano nella mano, con un proiettile ciascuno in fronte e con accanto un biglietto che poteva far pensare a un suicidio. Ma molti si convinsero che a uccidere Giorgio e Toni furono le discriminazioni e la violenza omofoba di cui erano vittime i due ragazzi. Su quel delitto non si fece mai luce, ma l’atroce fine dei due amanti portò, poche settimane dopo alla nascita, a Palermo, del primo Circolo Arcigay, un’esperienza che, di lì a breve, si replicò in tutta Italia dando una spinta fondamentale all’organizzazione del movimento lgbtq nel nostro paese.

Di tutto questo, nel bel film di Beppe Fiorello, non c’è praticamente nulla. Alla ricostruzione e all’inchiesta, si è preferita la poetica e Stranizza d’amuri si concentra sul nocciolo più autentico della storia che lega i suoi Gianni e Nino con gli sfortunati Giorgio e Toni, ovvero l’amore vissuto con naturalezza e purezza dai due protagonisti, e il mondo esterno che non lo comprende e lo ricopre di odio, bullismo e violenza, senza un vero perché, ma solo a causa di una cultura tossica passata di generazione in generazione.

Fiorello racconta soprattutto l’incanto di un amore adolescente: assoluto e ingenuo, che basta a se stesso e se ne frega del giudizio esterno, finchè quel giudizio non diventa una guerra, combattuta contro i due innocenti innamorati per le strade, ma anche nelle loro case, il posto dove dovrebbero sentirsi più al sicuro e dove invece è più feroce la repressione dei loro istinti ‘scabrosi’ e non conformi.

Le quasi due ore e mezza del film scorrono via coinvolgenti, grazie a una sceneggiatura che riesce a mantenere una leggerezza necessaria a raccontare un amore giovane e a diventare poi cupa e ruvida quando è ora di guardare in faccia una realtà meschina e crudele e grazie anche all’ottima interpretazione dei due giovanissimi protagonisti. Un film maturo, delicato nella forma e deciso nel messaggio, che rappresenta un ottimo esordio per il regista.

Voto: 7

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