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Giovedì, 22 Febbraio 2024

Marianna Ciarlante

Giornalista

Siccità di Paolo Virzì: un film di qualità che porta a Venezia 79 la speranza che mancava

Una Roma in cui non piove da tre anni, un coro di personaggi legati, in qualche modo, l'uno all'altro, giovani e vecchi, emarginati e non, vittime e approfittatori. L'italianità in tutte le sue contraddizioni e la sua bellezza e poi ancora la commedia all'italiana che si arricchisce di nuovi archetipi, dall'ossessionato dei social media alla madre di famiglia che tradisce il marito per cercare nuove emozioni, dalla donna in carriera che si pente delle sue scelte d'amore al professore universitario che viene attratto dalla stessa superficialità che dice di disprezzare. Tutto questo è Siccità, il nuovo film di Paolo Virzì, presentato in antemprima, fuori concorso, alla 79esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia che spicca per la sua grande qualità tra tutti i titoli finora proposti al pubblico.

Siccità è il racconto corale di un'Italia in preda a una immaginaria crisi climatica e sanitaria che reagisce a questi eventi più grandi di lei con tutta la sua contraddittoria poetica. Quello scritto da Paolo Virzì nel pieno della pandemia, e con un cast che vede la presenza di Silvio Orlando, Claudia Pandolfi, Valerio Mastandrea, Monica Bellucci, Max Tortora e molti altri, è un film coerente, intelligente, costruito con sapienza e che, nella sua semplicità, sa comunicare con i suoi spettatori e puntare dritto al loro cuore. Siccità è in grado di trasmettere al pubblico del festival di Venezia la speranza di cui aveva bisogno. Conquista, abbraccia, fa sentire meno soli, coinvolge tutti grazie alla sua capacità di saper cogliere l'ironia nella tragedia, la speranza nella disperazione, l'umanità nella disumanità. Questo film, che porta a Venezia quel briciolo di positività di cui si sentiva decisamente la mancanza, è una finestra sulla società contemporanea che viene immortalata in tempo reale. Siccità è uno specchio sulle nostre insicurezze, le nostre paure e ce le fa osservare dalla distanza necessaria per poterle "giudicare" con oggettività e anche comprendere.

Guardando Siccità chiunque può immedesimarsi nella sua storia, nei suoi personaggi, in quell'Italia post pandemica che abbiamo vissuto tutti. E così, seguendo le trame intrecciate dei suoi protagonisti, lo spettatore non può che sentirsi parte, esso stesso, della loro storia e non può che comprendere ognuna delle loro scelte, giuste o sbagliate che siano. 

Leggero e profondo allo stesso tempo, ironico e serio, Siccità è un film bellissimo ma soprattutto necessario e quella voglia di redenzione di ogni personaggio è talmente forte da fuoriuscire dallo schermo e diventare, in parte, personale e questa speranza e voglia di voltare pagina era  proprio quello di cui avevamo bisogno. 

Voto: 8

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