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Lunedì, 22 Aprile 2024

La recensione

Valentina Di Nino

Un altro Ferragosto: una grande commedia all'italiana che graffia ed emoziona

Arriva in sala il 7 marzo Un altro Ferragosto, la nuova commedia di Paolo Virzì che racconta le vicende delle famiglie Molino e Mazzalupi 30 anni dopo il loro primo incontro- scontro in Ferie D’Agosto. Un’operazione rischiosa ma che si trasforma in un film riuscito in grado ancora di mettere a fuoco, tra risate e malinconie, le nevrosi delle tribù italiane. Il cast, nutritissimo, vede di nuovo calarsi nei panni dei loro personaggi di 30 anni fa Silvio Orlando (Sandro Molino), Laura Morante (la compagna Cecilia), Sabrina Ferilli (Marisa). Paola Tiziana Cruciani (Luciana), Anna Ferrajoli Ravel (Saby Mazzalupi) , Gigio Alberti, Rocco Papaleo, Lele Vannoli, Silvio Vannucci, affiancati da nuovi personaggi interpretati da Vinicio Marchioni (Cesare), Andrea Carpenzano (Altiero), Christian De Sica (ingegner Nardi Masciulli), Emanuela Fanelli (Daniela), Ema Stokholma.

Un altro Ferragosto: la clip in anteprima del film

Un Altro Ferragosto, la trama

Torniamo a Ventotene 30 anni dopo l’estate in cui la famiglia radical chic dei Molino si è scontrata con la famiglia coatta dei Mazzalupi perché, a distanza di tre decenni, entrambe le tribù hanno deciso di  passare di nuovo il ferragosto sulla piccola isola pontina. A trascinarci i Molino è il giovane e lanciatissimo imprenditore digitale Altiero, che proprio in quell’estate memorabile del 1996 è stato lì concepito da papà Sandro e da mamma Cecilia. Il ragazzo vuole regalare al padre morente un’ultima vacanza in un posto che ama, attorniato dalle persone più care. Proprio negli stessi giorni però, sbarcano con gran fragore sull’isola anche i Mazzalupi, pronti a celebrare in pompa magna le nozze di Sabry. L’adolescente timida e goffa che si struggeva d’amore per il giovane Ivan, è infatti oggi una beauty influencer da milioni di follower e sta per convolare a nozze con l’ambiguo Cesare. Ad attenderla allo sbarco tanti fan muniti di smartphone e anche emissari del nuovo potere politico che ambiscono a portarla nelle loro fila, candidandola addirittura in parlamento. Ben presto, l’incontro-scontro tra le due tribù sarà di nuovo inevitabile nella scena centrale del film, mentre le storie dei vari componenti delle famiglie si snoderanno, ancora una volta, tra ridicolo e amarezza, tra malinconia e poesia.

Un altro Ferragosto:  ritorno a Ventotene tra cialtronaggine, amarezza e poesia

Veramente Paolo Virzì è riuscito in un’impresa che sulla carta poteva sembrare solo una rischiosissima operazione nostalgia. Ripescare uno dei suoi film più riusciti, riadattandolo ai giorni nostri, utilizzando le stesse dinamiche opportunamente modellate sui tempi che corrono era un’idea che avrebbe potuto naufragare tra le onde del mare di Ventotene. 

E invece, questo secondo Ferragosto è tanto pieno di cose, di cose vere, attuali ma in realtà senza tempo, perché se anche il regista fotografa i tic e le manie dell’Italia del 2024 attraverso le vicende dei Molino e dei Mezzalupi, tra miracolati dai social che tentano la scalata sociale, difficoltà di comunicazione tra nuove e vecchie generazioni che non capiscono nemmeno cosa fanno i figli, discriminazioni ancora vive e ossessioni politicamente corrette, passatismo e schiavismo da wifi, cialtronismo e malcelato snobismo, il vero racconto è quello di un’umanità sempre travolta dagli eventi, sempre presa dal tentativo di resistere e di rialzarsi, e poi travolta di nuovo, fino al momento in cui ammettere la sconfitta diventa l’unica cosa possibile.

E’ Un Altro Ferragosto che fa ridere amaro quello del 2024, dove in più c’è un filo rosso di malinconia che parte sin dai titoli di apertura in cui ascoltiamo gli spezzoni del primo film, del tempo che fu, e continua con la presenza incombente di due grandi protagonisti che oggi non ci sono più, quelli interpretati da Piero Natoli ed Ennio Fantastichini la cui mancanza non viene ignorata ma diventa uno dei fili narrativi,  dal dolore della Luciana di Paola Tiziana Cruciani che tenta senza molto successo di sopravvivere a una perdita che l’ha spezzata e irrimediabilmente confusa, e dalla fatica e dall’ostinazione di Sandro, il capofamiglia Molino che fino alla sua ultima estate si aggrappa all’unica certezza che lo ha accompagnato nella vita, quella delle sue battaglie politiche e ideali che sono state la sua coperta di Linus per proteggersi dalle fatiche di una vita più agita e più profondamente vissuta.

Una rivelazione che gli arriverà proprio dai suoi grandi ispiratori in un dialogo che è la parte più poetica del film, tra passato e presente, tra sogno e realtà, tra aspirazione e rimpianto.

Dalle parti dei Mazzalupi invece,  come sempre, si riflette di meno e si agisce di più, ma anche nello loro fila non si contano le meschinità, le disillusioni e le sconfitte. Perfette le new entry di quel cialtrone dell’ingegner Nardi Masciulli (Christian De Sica) nuovo compagno di una Marisa che ancora non lo trova un uomo come dice lei, e di un Vinicio Marchioni trucissimo e meschinissimo nei panni del promesso sposo della ingenua Sabry, mentre il monologo di Emanuela Fanelli diventerà sicuramente uno di quei brani che il pubblico fa suo in un baleno, talmente tanta impietosa verità contiene quell’esilarante e incontrovertibile ragionamento.

Un Altro Ferragosto è una commedia all’italiana, di quelle che graffiano forte ed emozionano pure. Di quelle, insomma, che hanno fatto grande il nostro cinema.

Voto: 8

Un altro Ferragosto

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