rotate-mobile
Venerdì, 21 Giugno 2024

La recensione

Marianna Ciarlante

Giornalista

Black Mirror è ancora in grado di stupirci?

Era il 2011 quando Black Mirror debuttava per la prima volta portando, sul piccolo schermo, un racconto spiazzante, avanguardistico, un ciclo di storie brevi che aveva la capacità di lasciare chiunque a bocca aperta e scatenare dibattiti interiori come nessuna serie tv aveva fatto fino ad allora. E non è stato un caso se questa serie, ideata da Charlie Brooker, è diventata un successo senza precedenti, il titolo Netflix di cui tutti, al mondo, parlavano e quello che non si poteva non aver visto. Black Mirror è ancora oggi considerata una delle serie più geniali di Netflix, quella più innovativa, disturbante, quella che ha avuto sempre il coraggio di osare. Ma oggi, nel 2023, a 12 anni di distanza dal suo primo debutto sulla piattaforma di streaming, Black Mirror è ancora in grado di stupirci?

Dopo aver visto i cinque episodi di Black Mirror 6, porsi questa domanda diventa necessario, quasi un'urgenza che nasce da dentro e che scatena una risposta che, purtroppo, è immediata quanto deludente. No, Black Mirror non è più in grado di sorprenderci. Se alla fine del primo decennio del XXI secolo immaginare un futuro dove la tecnologia fosse parte integrante della vita umana era futuristico, affascinante e allo stesso tempo sconvolgente, oggi diventa quasi inutile anche solo porsi il problema, immaginare l'inimmaginabile o qualche sistema di intelligenza artificiale che non sia già stato creato o che non sia già parte integrante della nostra vita. In un mondo dove la tecnologia è parte stessa dello stare al mondo, come si può essere innovativi parlando di tecnologia? Ed è così che ci si rende conto che anche Black Mirror, che ha sempre superato le colonne d'Ercole, che è sempre andata oltre quel confine in cui pensiero umano era solito fermarsi, oggi soffre del grande limite di non poterlo più fare, quel limite di cui è vittima anche lo stesso concetto di fantasia, e cioè di non avere più a disposizione stimoli necessari o scenari plausibili e inimmaginabili per pensare a un mondo del futuro che possa lasciarci a bocca aperta. E non siamo neanche più sorpresi dalle tragedie, dagli atti di disumanità, dall'uomo che perde ogni forma di valore e morale che diventa impossibile restare sconvolti davanti ai nuovi episodi di Black Mirror 6 i quali raccontano più la nostra realtà, che non è poi così sorprendete, che il nostro futuro. 

Così, Black Mirror 6 non stupisce come le sue stagioni precedenti ma delude e non tanto per la mancanza di bellezza dei suoi episodi dei quali alcuni, come Joan is Aweful, sono molto belli, ma perché mette tristezza, ci mostra quanto siamo diventati "annoiabili", quanto abbiamo perso la capacità di entrare nella finzione narrativa e credere a ciò che stiamo guardando, quanto non esiste più alcun colpo di scena che non riusciamo a non capire prima che accada, quanto non siamo più capaci di provare emozioni neanche davanti alla tragedia più crudele o all'atto di disonore più profondo.

Black Mirror 6 racconta, per la prima volta, uno spaccato di realtà e non di futuro e forse, per poter essere ancora una volta innovativa e sorprendente dovrebbe iniziare a raccontare il passato perché è solo lì, in quella vita senza tecnologia che scorreva "noiosa" e senza troppi colpi di scena, che possiamo trovare un po' di stupore e forse, quel che ci resta della nostra umanità. 

Voto: 6 e 1/2

Black Mirror 6: la cassifica degli episodi dal più bello al più brutto

Si parla di

Black Mirror è ancora in grado di stupirci?

Today è in caricamento