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Mercoledì, 24 Aprile 2024

La recensione

Giulio Zoppello

Giornalista

House of Ninjas su Netflix è un curioso cocktail made in Japan

House of Ninjas su Netflix è un prodotto davvero curioso, una di quelle serie che o si amano o si odiano, ma che di certo non lasciano indifferenti, questo in virtù di un'audacia e una capacità di stupire e divertire a cui fa da contraltare una trama abbastanza labirintica, che ci mette un po' ad ingranare e a far comprendere la propria natura. Combattimenti, misteri, una decostruzione del Ninja-movie e una critica alla società giapponese, in particolare alla dimensione famigliare tradizionale, sono alla base di quest'avventura tra maschere, spade, humor e acrobazie. 

House of Ninjas - la trama

House of Ninjas ci porta dentro la strana famiglia Tawara, sostanzialmente l'ultima famiglia giapponese di Ninja esistente in Giappone, che però volontà del capofamiglia Soichi (Yosuke Eguchi), ormai ha deciso di appendere spade e rampini al chiodo, per così dire, dopo la morte del primogenito. Haru (Kento Kaku), il secondogenito, però di mettersi a sgobbare nella fabbrica di sakè con cui il padre ha cercato di creare un'alternativa alla via dei shinobi non ne vuole proprio sapere. Solitario, quasi misantropo, ha come sola compagna occasionale Karen (Riho Yoshioka), una ragazza che spesso cena assieme a lui finito il turno di lavoro. A turbare questa monotonia, ci pensa il ritorno dei pericolosi Fuma, un clan rivale di Ninja sanguinari e pericolosissimi, che parevano scomparsi da tempo.

Soichi non vorrebbe farsi coinvolgere, anche quando il Ninja Management Bureau si fa vivo rifiuta che la sua famiglia torni sul piede di guerra. Ma in breve dovrà accettare un semplice dato di fatto: oltre ad Haru, anche gli altri componenti della famiglia sentono di condurre una vita che è una menzogna, in cui le arti di cui sono maestri vengono nascoste e mortificate invece di essere messe al servizio del Giappone e dei suoi abitanti. House of Ninjas sicuramente ha molti ingredienti inaspettati per chi sperava in una mattanza che riportasse in vita ciò che un cult come Ninja Assassin fu 15 anni fa. Qui però il registro scelto è a metà tra la sit-com familiare e l'action marziale, con innesti comici in cui si fa strada lo sberleffo ad una società, quella giapponese, dove burocrazia, regole stringenti e rigidità mentale sono nemici pericolosi come il più infido dei ninja.

Il tutto alla fin fine assomiglia ad un'operazione di genere dal tono agrodolce, visto che risate e parodia a parte, il tema della violenza e del senso di colpa albergano stabili. Ottimo nella regia, con scene d'azione di incredibile fattura, House of Ninjas soffre forse di un eccesso di maniera, di un volontà di essere fin troppo leggero. Tuttavia non si può negare l'enorme cura dei dettagli, la capacità di rendere ogni personaggio distinguibile, unico e anche abbastanza approfondito. Non mancano rimandi ai Ninja del cinema e dell'animazione, anzi spesso proprio su questo la serie ci marcia, ci gioca, per quanto non possa rivendicare la caratura di una capolavoro come Blu Eye Samurai

Tra agguati, ombre, risate, una serie distante dai cliché del genere

House of Ninjas è una serie particolare, che chiede una certa dose di pazienza allo spettatore, perché mentre seguiamo Haru, la sua indecisione nel abbracciare tutti i dettami che ogni shinobi deve fare suoi, mentre cerchiamo di capirci qualcosa in queste faide, in questo nemico che si muove nell'ombra, il motore narrativo ci mette un pochino a mettersi in moto. Da molti punti di vista House of Ninjas può essere sicuramente considerata come una sorta di opera ibrida, dal momento che la tradizione dei cinema di arti marziali made in Japan, quella che lanciò Sonny Chiba, al contrario di quella cinese è caratterizzata da un alto contenuto di violenza, toni più cupi e il tema della vendetta come filo trainante. In parallelo però ci troviamo di fronte ad un'estetica, ma anche una semantica molto occidentali, molto moderni. Siamo ben distanti dalla parodia, quanto vicini al recupero, con citazioni al mondo creato da John Wick, recentemente tornato su Prime Video con la serie The Continental.

Vi è un lavoro particolare sull'atmosfera, che spesso divaga verso orrizzonti inconsueti come film di formazione, commedia e spy story. Un elemento interessante sono le musiche, tutte prettamente occidentali, per cui spesso si abbraccia una sorta di componente ibrida, dove lo humor, ma addirittura la tradizione dei film di Jackie Chan, si mischiano con l'action più robusto. House of Ninjas forse si prende qualche licenza eccessiva nel cercare di dipingerci questa sorta di famiglia allargata, dove manca la comunicazione, ma è tutto funzionale a parlarci della tradizione come catena del libero arbitrio nella società giapponese, dove ancora oggi i figli devono rendere conto dei propri desideri e sogni ai padri. Una realtà che avevamo conosciuto in una seri come Drops of God

L'insieme alla fine è anche molto efficace nella sua componente di narrazione urbana, nel concetto di identità segreta, anch'essa veicolo per quell'interiorità che in Giappone viene spesso mortificata. Difficile prevedere se e quanto questa serie potrà essere la manifestazione di un nuovo flusso creativo orientale, ma rappresenta una buona forma di mediazione, per quanto se mai avverrà un passaggio di consegne tra il dramma e il J drama, questo sarà in virtù di genuinità assoluta, di qualcosa di più di un'operazione ibrida come questa. Ad ogni modo House of Ninjas merita sicuramente una visione, non fosse altro per riconciliarvi con Netflix, che ultimamente con il genere action non è che ci abbia proprio donato dei capolavori. 



Voto: 7

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