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Martedì, 28 Maggio 2024
L'intervista a Today

Michela Giraud debutta su Netflix: «Sogno una famiglia mia e di lavorare con Sorrentino»

L'intervista all'attrice, comica e stand-up comedian romana in occasione dell'uscita sulla piattaforma di streaming del suo nuovo spettacolo "La verità, lo giuro!"

Cresciuta in una famiglia perbene di Roma Nord tra studi classici, una passione per la storia dell'arte e la recitazione e pomeriggi trascorsi a lezione di danza classica. Classe 1987, una vena ironica innata e la voglia costante di sorridere e far ridere gli altri per alleggerire tutto il dolore che la vita può buttare addosso. Michela Giraud è una ragazza apparentemente semplice ma interiormente complessa, una donna che si è fatta strada nel mondo dello spettacolo fino a raggiungere uno dei palcoscenici più importanti, quello di Netflix dove debutterà con la sua stand-up comedy La verità, lo giuro! il prossimo 6 aprile aprendosi al pubblico come mai prima d'ora. In occasione di questo grande passo ho voluto farle qualche domanda per conoscere un po' di più la donna dietro il personaggio che tutti vediamo sul piccolo schermo e, con grande generosità, Michela, si è raccontata così. 

In quale momento della tua vita hai riconosciuto il potere dell’ironia e soprattutto dell’autoironia?

"Ce l'ho dalle elementari, l'ho scoperto subito. Mi divertiva molto fare l'imitazione dei professori alle medie e al liceo. La povera prof d'italiano l'ho devastata".

Sei sempre stata una ragazza autoironica che amava far ridere gli altri o pensi che le tue esperienze di vita abbiano influito su questa tua caratteristica?

"Sempre stata. Ma sono anche successe delle cose che mi hanno portato a imparare alla scelta il potere dell'alleggerimento. Importante è sempre ridimensionare tutto".

Quando hai capito che far ridere poteva diventare il tuo mestiere?

"La prima volta che mi hanno pagato per far ridere: a Colorado, nel 2015".

Come è cambiata la tua ironia negli anni? 

"Per forza di cose si è affinata per cercare di essere fruibile per tanti pubblici diversi. Anche se l'importante per me è restare fedele a me stessa e al mio pubblico, quello che paga per vedermi, che mi sceglie e che esce di casa per vedermi a teatro".

Il tuo lavoro è far ridere gli altri ma cos’è che fa ridere te?

"La mia migliore amica Fabiola che parla in napoletano e che fa ballare le dita delle mani come fossero le gemelle Kessler. Momento topico quando dice "oh yeah" e fa la spaccata con l'indice e l'anulare".

Ho letto che dopo aver studiato storia dell’arte hai scelto di dedicarti alla recitazione. Cosa ti affascinava e affascina di più di questi due mondi?

"Molte persone credono che non ci sia una correlazione tra le 2 cose. Ma in vero l'analisi ossessiva dei quadri - per gli esami ne studiavo centinaia - mi ha obbligata a dare una lettura iperscrupolosa di quello che vedevo, che doveva essere ancora più originale di quanto c'era scritto sul mio libro di testo. Questa analisi della realtà l'ho riportata nei miei monologhi".

Cosa ti piace fare nel tempo libero quando non sei su un palcoscenico o in tv?

"Guardare le serie tv, mangiare piatti cucinati dal mio fidanzato, perchè io non sono brava a cucinare. Vi direi anche la corsa e la palestra, ma c'è un limite al ridicolo".

Nella tua stand-up per Netflix sveli molti aspetti della tua vita privata, perché hai scelto di aprirti al pubblico proprio ora?

"Perchè Netflix mi ha convinto che presentarsi al pubblico quasi partendo da zero fosse una scelta vincente. La scrittura di questo spettacolo è arrivata in un momento in cui avevo già avuto una esposizione e il mio stile di scrittura mi portava a dare per scontati aspetti della mia vita che non avevo mai rivelato. Stavo aspettando il momento giusto e grazie a Netflix ho trovato la forza di mettermi a nudo. Quindi speriamo Netflix abbia avuto ragione".

C’è ancora qualcosa che ti fa paura del salire da sola su un palco e cercare di conquistare il pubblico?

"La mancanza di concentrazione e di contatto con il pubblico. A volte capita di non essere concentrata al 100% o di trovare persone non così disponibili ad essere tirate in mezzo, e non è il massimo".

Qual è il tuo processo di scrittura di uno spettacolo? 

"Si parte dal classico "bolo", uno sfogo, pieno di cose su cui sei in disaccordo. All'interno si analizza quello che è venuto fuori e se ne individuano gli spunti comici attraverso gli strumenti della tecnica di scrittura che tendono a dividersi in headline e punchline (premessa e disattesa). La struttura parte da un punto di vista che viene disatteso e/o confermato, il tutto per una sola finalità, che è quella di sorprendere lo spettatore".

Nel tuo show “La verità, lo giuro” mi ha colpito molto il tuo discorso sul “senso di colpa cattolico”, pensi di averlo ancora o di essere riuscita a superarlo, e se sì, come? 

"Non l'ho superato. È sempre vivo dentro di me e mi tormenta. Speriamo non fino alla fine dei miei giorni. Ci sto lavorando".

È molto interessante anche il tuo riferimento al rapporto con tua madre, pensi che la sua figura abbia influito sul tuo carattere? 

"Chiaramente sì. Mia madre a differenza delle altre è un misto di pathos, grande cinismo e divertimento da cui io ho tratto sicuramente una parte del mio modo di essere e di stare sul palco. Per fortuna che non sale sul palco anche lei".

Qual è il tuo sogno nel cassetto lavorativo che non hai ancora avuto modo di realizzare?

"Paolo Sorrentino e un cameo in Un posto al sole".

Quali, invece, i tuoi sogni di vita?

"Una famiglia mia".

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