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Sabato, 30 Settembre 2023

Marianna Ciarlante

Giornalista

Netflix, i titoli top e flop di settembre 2022

Oggi è l'ultimo giorno di settembre, un mese che dal punto di vista seriale/cinematografico ci ha regalato tante nuove storie, alcune più belle, altre meno. Abbiamo avuto modo di entrare nel dietro le quinte delle televendite di Wanna Marchi, partecipare a uno scontro tra bande di quartiere a Parigi, affrontare diavoli, imparare a gestire drammi adolescenziali. Siamo entrati nella mente di un serial killer e abbiamo sognato nel mondo incantato di cinque fate. Siamo stati parte della vita privata di Marilyn Monroe e molto altro ancora, tutto grazie a Netflix. Ma quali sono stati i titoli che ci sono entrati più nel cuore e quali, quelli che, invece, non ci sono proprio piaciuti? Ecoo i top e flop di Netflix di settembre 2022 per fare un piccolo recap di tutto quello che è successo, questo mese, nel meraviglioso e variegato mondo fatto di storie immaginarie della piattaforma di streaming. 

I titoli top

Dahmer

Non c'è ombra di dubbio, Dahmer è la serie più bella di Netflix di settembre e non solo. Un'indagine minuziosa del funzionamento della mente di un serial killer, un raccondo che, andando adagio, ci ha trascinato in un mondo fatto di solitudine e di follia. Netflix con questa serie di sei episodi ci ha regalato, grazie anche all'abilità del suo regista, Ryan Muurphy, un piccolo capolavoro di stile che terrorizza, inquieta e allo stesso tempo affascina. Un'opera d'arte di grande valore cinematografico ed espressivo. Meraviglia.

La recensione di Dahmer

Wanna

Un altro titolo top del mese di settembre di Netflix è Wanna, la docuserie sull'iconica venditrice (e truffatrice) italiana Wanna Marchi. Un racconto intimo e irriverente in quattro episodi che svela segreti e dettagli inediti della carriera e della vita della regina delle televendite. Lo stile aggressivo con cui Wanna Marchi si rivolge agli spettatori è il marchio di fabbrica degli show in cui propone creme dimagranti miracolose. Per tutti gli anni ‘80 la sua immagine e i suoi prodotti impazzano, rendendola ricchissima e famosa, insieme al suo unico e vero braccio destro, la figlia Stefania. Le due passano dal successo alla clamorosa caduta di inizio anni ‘90, quando “l’impero Wanna Marchi” si sgretola e le scaraventa sul lastrico. Un disastro che scatena nelle due la voglia di riscatto. Dopo avere venduto l’illusione della forma fisica perfetta, passeranno a commercializzare l’unica cosa che nessuno aveva mai pensato di vendere: la fortuna. Creme dimagranti e antirughe lasciano così il posto ad amuleti e numeri benedetti venduti insieme al Maestro di vita Do Nascimento. Questa strepitosa macchina da soldi si sarebbe poi rivelata essere altro: una truffa clamorosa, realizzata grazie a una complice insospettabile, la televisione. Da vedere!

La recensione di Wanna

Athena

Un altro titolo che ci ha convinto questo mese è Athena, il film di Romain Gavras che ha partecipato anche alla Mostra del Cinema di Venezia. Dopo la morte del fratello minore a causa di un presunto scontro con la polizia, Abdel viene richiamato a casa dalla prima linea e ritrova la sua famiglia devastata. Intrappolato tra il desiderio di vendetta del fratello minore Karim e gli affari criminali del fratello maggiore Moktar, cerca con fatica di calmare le tensioni sempre più aspre. Quando però la situazione degenera, Athena, la loro comunità, si trasforma in una fortezza sotto assedio, diventando così la scena di una tragedia per la famiglia e non solo. Un bel film d'azione e riflessione. 

La recensione di Athena

I titoli flop

Blonde 

La più grande delusione Netflix del mese è stata, senza alcun dubbio, Blonde, uno dei film più attesi che, però, non ha saputo in alcun modo soddisfare le aspettative. Un film ruvido, scomodo, irrispettoso, un titolo che rovina in qualche modo il ricordo di una grande icona hollywoodiana, Marilyn Monroe e la sessualizza soltanto. Tratto dal romanzo di successo di Joyce Carol Oates, Blonde ripercorre audacemente la vita di una delle icone intramontabili di Hollywood, Marilyn Monroe. Dalla sua infanzia precaria come Norma Jeane, fino alla sua ascesa alla fama e agli intrecci sentimentali, Blonde confonde i confini tra realtà e finzione per esplorare la crescente divisione tra il suo io pubblico e quello privato. Una totale delusione, in più, il film dura tre ore e la visione risulta estremamente impegnativa. Da evitare. 

La recensione di Blonde

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