rotate-mobile
Giovedì, 13 Giugno 2024

La recensione

Marianna Ciarlante

Giornalista

Bardo è l'opera geniale di Alejandro Iñárritu da guardare (assolutamente) su Netflix

"Questo film a differenza di tutti i miei altri è stato fatto non con la testa ma con tutto il mio cuore", è così che Alejandro Iñárritu ha presentato alla Mostra del Cinema di Venezia il suo nuovo film, Bardo, un'opera onirica e psichedelica che arriva a sette anni dal suo ultimo lavoro cinematografico e che si candida, a pieno titolo, a diventare uno dei film più brillanti del regista messicano. Bardo, infatti, nonostante i suoi 174 minuti di proiezione, riesce a commuovere, emozionare, far riflettere, creare dubbi e far sognare chiunque abbia scelto di rifugiarsi, per quasi tre ore del suo tempo, nel mondo sognante e folle di Iñárritu.

Bardo è un piccolo capolavoro del cinema, è un film senza senso che trova il suo senso proprio in questo suo vagare tra i dubbi e le paure della mente umana, viaggiando libero e svincolato da qualsiasi senso di concretezza. Un po' autobiografico, un po' "alla Sorrentino", Bardo si trasforma continuamente come fosse esso stesso un sogno, un elemento fluido, un insieme di ricordi, sogni e desideri, realizzati o meno, che non sanno dove posizionarsi nella mente.

Guardare Bardo, il cui titolo rimanda proprio a questo spazio astratto che si crea tra l'immaginazione di un evento e l'evento stesso, vuol dire immergersi in un flusso di coscienza in continua mutazione dove il tempo è fluido e non rispetta i canoni classici di passato, presente e futuro. Bardo non ha una trama, è uno stato mentale, così come la stessa vita e, in un certo senso, punta a rendere tangibili e reali le idee che, così come afferma Iñárritu, sono l'unica cosa in grado di sopravvivere alla morte.

Bardo racconta la vita attraverso la morte, mette in scena le insicurezze dell'uomo, il suo continuo senso di inadeguatezza, il suo senso di colpa cattolico, il rapporto con i genitori e quello con il successo mostrando, ognuno di questi temi con una veridicità e chiarezza impressionanti.

Pur sembrando un film caotico, quest'ultima opera del regista messicano nasce da un lavoro di estremo rigore, da uno studio meticoloso che riesce a portare il caos sul grande schermo rendendolo fruibile e sensato. La regia del film è soprendente e ha la firma di Inarritu scritta sul volto, le scene scorrono fluide e hanno il pieno controllo sullo spettatore che, non sapendo mai cosa potrebbe accadere, vorrebbe quasi che il film non finisse mai.

Alejandro Iñárritu porta su Netflix tutta la sua genialità, il suo credere che la vita altro non sia che un limbo e che la realtà sia solo un falso ricordo manipolato dalla propria immaginazione. Così, tutto diventa falso ma vero nelle nostre teste e il senso della vita, che tutti cerchiamo, non è altro che lo stesso caos mentale che ci fa compagnia per tutto il corso della nostro tempo sulla terra e il bello, forse, alla fine, è proprio questo. 

Voto: 8 e mezzo

Si parla di

Bardo è l'opera geniale di Alejandro Iñárritu da guardare (assolutamente) su Netflix

Today è in caricamento