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Giovedì, 8 Giugno 2023

Marianna Ciarlante

Giornalista

Bridgerton 2 è una soap opera travestita da serie drammatica (ed è per questo che ci piace)

C'è un motivo per cui le soap opera sono gli unici prodotti seriali a durare decine e decine di anni. Basta pensare al classico dei classici: Beautiful e poi ancora Sentieri o tutte le nuove soap spagnole dal Segreto a Day Dreamer, ognuna in grado di andare avanti all'infinito senza stancare mai e senza perdere mai quella grande fetta di pubblico che la segue con passione. Chi le denigra forse è solo un po' geloso del loro successo e chi dice di non averle mai viste, beh, forse mente. Ma qual è il loro segreto? Semplice: parlano di amori impossibili. E Bridgerton? Non fa altro che fare la stessa cosa.

La seconda stagione di questa amatissima serie targata Shondaland e creata dal suo braccio destro, Chris Van Dusen, dimostra come questo titolo Netflix non sia altro che una soap opera travestita da serie drammatica ed è proprio questo il motivo per cui funziona così bene sul piccolo schermo. In questa seconda stagione abbiamo dei nuovi protagonisti ma poco importa perché il pattern della serie è sempre lo stesso e possono anche cambiare i nomi o i volti dei personaggi ma il risultato finale non cambierà mai e sempre una calamita per il pubblico. 

Il Duca di Hastings? Solo un vago ricordo! Daphne? Uguale! Adesso c'è Anthony, è il suo momento di brillare, così come le prossime stagioni saranno il palcoscenico per il racconto della vita degli altri fratelli della famiglia Bridgerton ma non importa perché una cosa è certa, questa serie ha trovato la chiave per entrare nel cuore del pubblico e riuscirà a farlo ogni volta.

Bridgerton 2 è stata in grado di creare una nuovo piccolo mondo che ci ha fatto dimenticare che sia esistita perfino una stagione precedente con diversi protagonisti. Questo secondo capitolo della serie Netflix appare, inoltre, più maturo, forse perché più maturi sono i suoi protagonisti, da Anthony Bridgerton, il primogenito della famiglia, alla sua futura consorte, una 28enne di origini indiane ormai considerata zitella per la società dell'epoca. Due personaggi di un'età critica e pieni di traumi psicologici da superare, un po' come tutti noi del resto.

Tra una fotografia dai colori sgargianti, un amore bloccato da diversi ostacoli, una famiglia alle prese con innumerevoli scandali che le rovinano la reputazione, l'importanza dei diritti delle donne al centro di tutta la stagione (specchio della società attuale), l'amicizia tra donne, la fedeltà fraterna e una Lady Whisteldown che dà il meglio di sé, Bridgerton 2 tiene attaccati allo schermo tutto il tempo. Poi, si sa già come andrà a finire la storia, questa, del resto, è una prerogativa di questo genere di racconto. In ogni scena è molto semplice prevedere quello che accadrà ancora prima che accada, però, si resta comunque lì fermi a guardare e a non vedere l'ora di procedere con il prossimo episodio.

Bridgerton 2 si dimostra un prodotto ancora più femminista del primo, ancora più attuale e in grado di toccare temi seri come la demenza senile, il lutto, la psicologia umana segnata da traumi e l'amore incondizionato di una madre per i suoi figli. 

Forse l'aspetto più interessante di Bridgerton 2 è che dietro quella patina di stucchevole romanticismo ci sono spunti riflessivi molto seri alternati in una trama che si dimostra essere un saliscendi tra romanticismo, serietà e leggerezza. 

Voto: 7

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Bridgerton 2 è una soap opera travestita da serie drammatica (ed è per questo che ci piace)

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