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Mercoledì, 12 Giugno 2024

Marianna Ciarlante

Giornalista

The Adam Project è la sintesi del perfetto equilibrio tra profondità e leggerezza

Nel cinema spesso si punta tutto su un estremo o sull'altro. Un film di fantascienza deve essere stracolmo di effetti speciali, un film romantico pieno di scene d'amore, un film drammatico denso di tristezza e profondità. Non è facile trovare prodotti che mettono insieme aspetti diversi appartenenti a più generi di racconto. The Adam Project, il nuovo film Netflix con Ryan Reynolds ci riesce e lo fa inaspettatamente. Questo nuovo titolo della piattaforma di streaming che vede tra i suoi protagonisti, oltre all'attore canadese anche Jennifer Garner, Mark Ruffalo e un giovanissimo Walker Scobell, pur presentandosi come un film di fantascienza - la trama, infatti, è basata sulla storia futuristica dei viaggi nel tempo - riesce a giustapporre più tematiche contrastanti tra loro ma equamente distribuite: il rapporto padre-figlio, il rischio di un mondo fatto solo di tecnologia, la genitorialità, il lutto, i conflitti interiori dell'io adulto e i traumi dell'infanzia che ci si porta dietro per tutta la vita. The Adam Project si dimostra uno di quei film ibridi che difficilmente si riescono a spiegare e che vanno bene per un pubblico vastissimo di spettatori, dalla famiglia all'appassionato di fantascienza, dalla persona giovane a quella di mezza età permettendo a chiunque di poter apprezzare, in un viaggio di quasi due ore, tutto il bello dalla leggerezza accostata alla profondità, della scienza messa affianco alla psicologia.

Il regista Shawn Levy fa un ottimo lavoro nel trovare il compromesso perfetto per non appesantire lo spettatore con eccessive battaglie a colpi di spade laser o effetti speciali che sovrastano la rappresentazione della realtà così come la conosciamo. Anzi, dà spazio al racconto delle paure di un uomo adulto cresciuto senza padre, quelle di un bambino costretto ad affrontare un grave lutto, quelle di una madre che deve tenere insieme ciò che resta della sua famiglia senza mai perdere di vista tutto il bello di un dialogo leggero che segue una scena drammatica o di un racconto d'amore che viene appena dopo una battaglia tra navicelle spaziali. 

Piacevole, giusto, equilibrato, The Adam Project non fa una mossa sbagliata e dimostra che per creare un buon prodotto sul grande schermo non serve per forza ricorrere all'eccezionale ma basta anche una semplice e "banale" normalità.

Voto: 8

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