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Venerdì, 24 Maggio 2024

La recensione

Claudio Pizzigallo

Giornalista

Air, la guida-recensione del film sulla nascita della più grande icona sportiva

Da venerdì 12 maggio è finalmente disponibile in streaming su Prime Video, dopo l'uscita nei cinema dei mesi scorsi, Air - La storia del grande salto, ovvero il film che parla di come nacque la collaborazione tra la Nike e una delle più grandi icone del basket NBA e in generale di tutto lo sport, Michael Jordan. 

Che seguiate la pallacanestro statunitense (da qualche decennio) o meno, è infatti impossibile che non conosciate MJ e la sua leggenda legata a doppio filo con la squadra dei Chicago Bulls. Tuttavia, è possibile che vi sia rimasto qualche dubbio (pre o post visione) nel caso non siate esperti di NBA. In questo caso, o anche se seguite l'NBA ma volete saperne di più sui personaggi di questo film, ecco la nostra guida-recensione senza spoiler di Air.

Chi sono i personaggi (e gli attori) di Air

Iniziamo quindi con l'identificare i personaggi di questa storia corale. Di cui il protagonista non è Michael Jordan, il cui interprete Damian Delano Young non parla mai e non viene inquadrato in volto. 

Se vi state chiedendo il perché, la risposta l'ha data il regista Ben Affleck: "Jordan è troppo grande. Esiste al di sopra e intorno a questa storia, ma se dovessi dargli un aspetto concreto, dicendo 'sì quello è Jordan', tutti direbbero che non è lui, che è finto".

Dunque, vediamo chi sono gli altri. A partire da Sonny Vaccaro (Matt Damon), ovvero l'agente di marketing della Nike che convinse l'azienda a investire tutto il budget riservato alle sponsorizzazioni tecniche NBA per un solo giocatore, per di più al suo debutto in NBA. 

Il suo capo è Phil Knight (Ben Affleck), amministratore delegato e cofondatore della Nike, nata quando lui vendeva scarpe da corsa usando come "banco" il bagagliaio della sua auto. Ad affiancare Vaccaro nella sua folle impresa c'è Rob Strasser (Jason Bateman), vicepresidente della sezione marketing di Nike, e Peter Moore (Matthew Maher), il designer che inventò il logo delle Jordan. 

Fuori dalla Nike, ma coinvolti in questo affare ci sono George Raveling (Marlon Wayans), mentore di Jordan e testimone di nozze di Vaccaro; e Howard H. White (Chris Tucker, che conosce il vero White da quando era piccolo), ovvero colui che portò verso la Nike prima Jordan e poi anche un certo Charles Barkley. 

E infine, la "controparte". Rappresentata in primis dai genitori di Michael, mamma Deloris (Viola Davis, la vincitrice dell'Oscar che Jordan ha di fatto imposto per il ruolo della madre) e papà James (Julius Tennon), che nella realtà è il marito di Viola Davis; e poi David Falk (Chris Messina), l'agente di MJ. Ora potete (ri)guardare il film con maggior cognizione di causa.

AIR - Matt Damon

Di cosa parla il film sulle scarpe di Michael Jordan

Riassumiamo ora brevemente (e senza spoiler, per quanto sappiamo tutti com'è andata la carriera di Jordan) la trama di questo film. Come detto, MJ non si vede praticamente mai, è una specie di espediente narrativo (o, in gergo cinematografico, una specie di Mac Guffin).

Sullo schermo invece si vede questa storia avvenuta nel 1984, quando MJ era una matricola NBA e il mondo delle scarpe da basket era dominato essenzialmente dalla Converse, con Adidas che inseguiva e Nike, fortissima nelle scarpe da corsa (vero Forrest Gump?) ma quasi inesistente sotto canestro. 

E allora qual è l'idea di Sonny Vaccaro che, come disse lui stesso qualche anno fa, non sapeva niente di come vendere delle scarpe ma aveva la capacità di pensare cose mai pensate? Cambiare lo stato delle cose, proponendo ai suoi capi di usare l'intero budget a disposizione per promuovere il brand in NBA non per sponsorizzare 3-4 giocatori, ma un solo giocatore, che ancora doveva debuttare nel massimo campionato cestistico mondiale. 

Come faceva Vaccaro a sapere che MJ era destinato a diventare una star? Come ha fatto a convincere lo stesso Jordan, che preferiva Adidas? Com'è cambiato il mondo delle partnership sportive da quel momento? A tutte queste domande risponde il film, di cui vi proponiamo il trailer qui sotto. 

Perché guardare Air

Se amate il basket (NBA o no), la visione di Air è un obbligo di natura storica, e su questo c'è poco da discutere, ma non basta. Se, come noi, avete un pizzico di nostalgia per gli anni '80 e le sue storie, allora Air vi farà rivivere quel decennio, e la sua epica sportiva ancora anni luce lontana dal contesto attuale, tutto post pubblicitari su Instagram e sportivi presi come testimonial di qualunque cosa. 

Certo, il confronto con un'altra icona di quegli anni a cui da poco è stato dedicato un film, ovvero Tetris, restituisce l'idea di come tutto sommato negli USA certe avventure erano comunque meno rischiose che nell'URSS, ma questo già si sapeva.

Ciò che Air fa risaltare, piuttosto, è proprio come in un contesto aleatorio quel è quello sportivo, o quello delle vendite di capi di abbigliamento, è fondamentale la presenza di persone che, come Vaccaro, si prendono i loro rischi per qualcosa, o qualcuno, in cui credono, e con questa convinzione riescono a cambiare le cose per sempre. 

Così, magari se non fosse stato per questo film nessuno avrebbe davvero saputo chi erano Vaccaro, Knight e gli altri personaggi escluso il grande Michael. Ma le loro azioni hanno contribuito a plasmare davvero la società, e questo film li ha resi meritoriamente immortali. 

Voto: 8

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