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Giovedì, 20 Giugno 2024

Claudio Pizzigallo

Giornalista

Ragazze Vincenti, perché la serie Prime Video è "quasi" meglio del film anni '90

Premessa doverosa: chi scrive questa recensione ha visto il film del 1992 A League of their own, con Geena Davis, Madonna e Tom Hanks, praticamente tutte le volte che è stato mandato in onda, di giorno o di sera, su Italia 1 o Canale 5 almeno fino al 1999, quindi dovete perdonare certi eccessi di entusiasmo.

Dopo questo avviso, possiamo procedere nell'analisi di Ragazze Vincenti, la nuova serie tv di genere "dramma sportivo" uscita il 12 agosto su Amazon Prime Video e che di quel mitico omonimo film è un reboot, non un remake: in pratica non racconta la stessa storia e non ci sono gli stessi personaggi, ma la premessa e il contesto storico sono uguali.

Prima di spiegare, in particolare, perché per certi versi la serie è persino migliore del film (solo per certi aspetti), raccontiamo in breve e senza spoiler la trama di A League of Their Own - Ragazze vincenti - La serie.

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Di cosa parla "A League of their own"

Come detto, premessa e contesto storico non sono cambiati. Siamo nel culmine della seconda guerra mondiale, precisamente nel 1943, e quasi tutti gli uomini arruolabili sono oltre l'Atlantico o sul Pacifico a combattere. 

A un imprenditore che vende barrette al cioccolato viene quindi l'idea di creare una lega nazionale professionistica di baseball in cui a giocare sono le donne, visto che appun to gli uomini sono in guerra. 

Per cui a Chicago viene organizzato un mega provino, con ragazze e donne da tutto il Paese e anche dal Canada ("we come from cities, near and far" dice la canzone che - spoiler- viene ripresa anche nella serie).

Tra loro c'è Carson Shaw (Abbi Jacobson, che con Will Graham ha creato e scritto la serie), che vediamo scappare in tutta fretta - e dando scandalo - dalla sua cittadina in Idaho per salire sul treno.

A Chicago Carson conosce subito Greta Gill (D'Arcy Carden, la Janet di The Good Place) e la sua amica Jo DeLuca. Tutte e tre passano i provini, e vanno a formare le Rockford Peaches insieme a, tra le altre, Lupe García, Jess McCready, Esti González, Maybelle Fox e Shirley Cohen.

Non viene invece nemmeno ammessa ai provini Maxine Chapman (Chanté Adams), strepitosa lanciatrice di colore (questo il motivo dell'esclusione) che si è presentata ai provini con la sua amica e aspirante fumettista Clance. 

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Dunque, la lega viene formata con quattro squadre, e la serie tv segue appunto le partite e le vicende personali delle Pesche di Rockford, che era anche il nome della squadra protagonista del film originale (e se ve lo state chiedendo sono uguali anche i nomi delle altre squadre che componevano la  All-American Girls Professional Baseball League del film, semplicemente perché sono state le prime vere quattro squadre).

E dal momento che Maxine compare nella locandina, nel poster e in metà delle foto della serie, potete intuire che anche la sua storia sarà al centro delle vicende. Ma ci fermiamo qui per non spoilerare troppo, invitandovi a guardare il trailer ufficiale e completo in lingua originale con sottotitoli in italiano di A League of Their Own

Perché la serie è "quasi migliore" del film

Abbiamo chiarito fin dalla premessa quanto amiamo il film originale. Eppure, non abbiamo potuto fare a meno di notare che la serie tv è quasi meglio del film, almeno per due aspetti, due mancanze del film che la serie ha abbondantemente colmato.

Il primo, a cui abbiamo già accennato, è il razzismo. Nel film di Penny Marshall (che poi era la Laverne di Laverne & Shirley, serie tv spinoff di Happy Days in cui Marshall era appunto la cameriera Laverne) non solo non c'era neanche una giocatrice nera, ma la questione della loro automatica esclusione fin dai provini non era neanche accennata. Forse perché rovinava l'atmosfera edulcorata del film, ma di sicuro in questo la serie ha il coraggio di illuminare anche questa zona oscura.

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Il secondo, per certi versi correlato, motivo è l'omofobia. Sì, anche nel film c'erano ragazze più femminili (Davis, Madonna) e altre meno (Rosie O'Donnell), e anche nel film le giocatrici erano oggetto di mercificazioni varie, a partire dalle loro divise, e di "corsi di femminilità" abbastanza rivoltanti.

Ma in questa serie viene spiegato molto bene cos'era l'omofobia all'epoca, e anche il maschilismo. Multe per le giocatrici che indossano pantaloni in pubblico, esclusioni per chi non si sa truccare, e una serie di rigidi schemi su quello che le donne potevano e non potevano fare, in amore, nella vita, sul lavoro, ovunque. 

Detto ciò ci fermiamo per evitare davvero spoiler, e non vogliamo affatto dire che la serie tv oscura la bellezza del film perché quel film era, semplicemente, figlio del suo tempo come la serie lo è dei nostri giorni. Ma lasciateci dire che, almeno per questa volta, il reboot non sfigura manco un po' rispetto all'originale.  

Ci sarà Ragazze Vincenti stagione 2?

Al momento non ci sono notizie ufficiali circa un rinnovo da parte di Amazon di A League of their own per una stagione 2. Noi, ovviamente, facciamo il tifo perché ciò avvenga.

Voto: 8

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