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Domenica, 26 Maggio 2024

Claudio Pizzigallo

Giornalista

"Gli Anelli del Potere", con due episodi, ha già battuto "House of Dragon"

Venerdì 2 settembre su Prime Video sono stati rilasciati in streaming i primi due episodi, su un totale di 8 per la prima stagione, di Gli Anelli del Potere - The Rings of Power, la serie tv di Amazon che fa da spinoff e soprattutto da prequel de Il Signore degli Anelli.

Visto che da due settimane HBO (e Sky in Italia) hanno pubblicato i primi due episodi di House of Dragon, prequel-spinoff di Game of Thrones, è inevitabile fare un confronto tra le due serie, o meglio sul "rumore" che hanno generato sui social.

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Da questo punto di vista, il confronto è piuttosto impietoso, come potete notare tutti. Perché se è vero che House of Dragon ha battuto ogni record di audience televisiva per il primo episodio di serie tv, già da ieri pomeriggio sui social Gli Anelli del Potere è letteralmente sulla bocca e sulla bacheca di tutti, in tutto il mondo (AGGIORNAMENTO: Prime Video ha comunicato che i primi due episodi sono stati visti da 25 milioni di persone nel primo giorno di uscita).

Certo, il responso del pubblico verso questa serie tolkeniana non è esattamente unanime. Ad essere particolarmente negativa è l'opinione dei fan più intransigenti della maestosa, mastodontica e magistrale opera di JRR Tolkien, che rimproverano a Prime Video di essersi preso troppe libertà nel trasporre sul piccolo schermo i testi del professore inglese. 

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Che cosa rimproverano i fan di Tolkien a Prime Video

Prima dell'uscita della serie, la polemica più visibile dei fan del Signore degli Anelli era legata alla presenza nel cast, come evidenziato da trailer e foto dal set, di un attore non bianco come Ismael Cruz Córdova nei panni di Arondir, un elfo silvano che non figurava tra i personaggi dell'universo letterario. 

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In pratica, si rimproverava a Prime Video di voler fare per forza una serie politically correct, a costo di inserire un attore di colore in un mondo in cui, secondo questi fan molto attenti al rispetto dei testi di Tolkien, non ci sono personaggi di colore. Una polemica molto simile a quella che ha colpito House of Dragon, in cui al centro delle critiche c'era/c'è il Corlys Velaryon nero (il cui interprete ha risposto per le rime). 

Ora che sono uscite le prime due puntate, intitolate rispettivamente L'ombra del passato e Alla deriva, le critiche si sono allargate notevolmente, tanto che già in molti tolkeniani di ferro hanno promesso che non vedranno mai più un episodio de Gli Anelli del Potere.

In breve, ci sono due aspetti che a questi lettori/spettatori non sono andati giù: il mancato rispetto dell'epica tolkeniana e un eccesso di libertà degli showrunner della serie. Da una parte, quindi, la rappresentazione di un Sauron quasi androgino, una Galadriel non all'altezza della sua fama letteraria, un Elrond con i capelli di un colore sbagliato; dall'altra, in definitiva, personaggi inventati di sana pianta dagli autori della serie.

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I libri da cui è tratto Gli Anelli del Potere

Come già sanno i fan più accaniti, Jeff Bezos e Amazon non hanno acquistato i diritti di tutta l'opera di Tolkien, ma "solo" la saga del Signore degli Anelli, Lo Hobbit e le Appendici all'opera principale. È esclusa, ad esempio, un'opera come il Silmarillion, che più nel dettaglio spiegava i fatti antecedenti a The Lord of the Rings.

Quindi, in pratica, gli autori della serie, J. D. Payne e Patrick McKay, a loro volta tolkeniani di ferro, hanno riunito altri grandi esperti e hanno creato un universo narrativo che parte da alcune frasi, alcuni passaggi, note e aneddoti contenuti nei libri di cui sopra, ci hanno aggiunto personaggi nuovi e hanno creato una storia che, di fatto, o almeno nelle loro intenzioni, dovrebbe completare l'universo originale.

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La trama dei primi due episodi

In tutto ciò, i primi due episodi ci hanno introdotto, o forse meglio dire riportati, in questo universo. Abbiamo conosciuto Galadriel bambina, e suo fratello, e poi lei ci ha spiegato come gli Elfi abbiano lasciato Valinor (sì, certo, come i Targaryen e Valyria) per combattere Morgoth, e abbiano attraversato il mare per approdare nella Terra di Mezzo, dove hanno combattuto per decenni e secoli contro Sauron, gli orchi e le forze del male.

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Abbiamo quindi visto Galadriel adulta, che dopo la morte del fratello giura eterna vendetta (eterna davvero, vista l'immortalità degli Elfi) a Sauron, nonostante l'opinione diversa dei suoi soldati e anche del suo re.

E abbiamo iniziato a conoscere i Pelopiedi (Mezzuomini come gli Hobbit) con la curiosa e gentile Nori, i Nani con il principe Durin, gli uomini, l'amore tra l'elfo Arondir e l'umana Bronwyn. E poi chi sarà quel misterioso gigante piovuto dal cielo e trovato da Nori e la sua amica Poppy (che ci ricordano Frodo e Sam)? Noi un'idea ce l'abbiamo, ma ci fermiamo qui per evitare spoiler anche involontari. 

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Per adesso ci limitiamo a notare quello che non può essere negato, e cioè un allestimento televisivo eccezionale (come già si poteva intuire dal budget miliardario della serie) e una netta differenza tra la spiritualità di questa serie e la "carnalità" di quelle ispirate ai romanzi di George RR Martin. Poi ognuno è libero di amare o di odiare Gli Anelli del Potere, ma almeno per ora Amazon ha stravinto la sua scommessa.

Voto: 7.5

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