Sabato, 13 Luglio 2024

La recensione

Marianna Ciarlante

Giornalista

Il docufilm su Roger Federer è un'enorme lezione di sport (e di vita)

Quando uno sport fa parte della tua vita lasciarlo andare non è così semplice. È la tua identità, la tua essenza, il motivo per cui ti svegli la mattina e continui ad allenarti con impegno e passione. Quello sport diventa ciò che sei ma nella vita nulla dura per sempre e bisogna imparare a lasciar andare le cose, anche quelle a cui si tiene di più. 

Roger Federer ha dovuto imparare a lasciar andare il tennis professionistico, che ha fatto parte della sua vita per più di vent'anni regalandogli soddisfazioni sportive che da bambino non avrebbe mai immaginato di raggiungere, a 41 anni. Dopo diversi infortuni e operazioni chirurgiche, quello che è considerato uno dei più grandi sportivi di sempre, oltre che uno dei migliori tennisti di tutti i tempi per eleganza, accuratezza e tenica di gioco, ha dovuto salutare la sua amata racchetta, i suoi avversari, quei campi che gli hanno regalato grandissime vittorie e dire addio a quell'adrenalina che lo ha accompagnato in ogni match, vinto o perso che sia stato.

Federer questo addio al tennis ha deciso di condividerlo con la sua famiglia, con i suoi migliori rivali e con i suoi fan e ha scelto di mettersi a nudo, davanti alle telecamere, raccontando i dodici giorni prima del suo ritiro, avvenuto il 25 settembre del 2022,  in un docufilm appena uscito su Prime Video e pronto a farvi piangere dall'inizio alla fine. 

Dietro la macchina da presa c'è un Premio Oscar, Asif Kapadia, che con estrema raffinatezza e sensibilità è riuscito a racchiudere in quegli 88 minuti di film tutta la grandezza sportiva e umana di Roger Federer. Preparatevi a vivere un viaggio nostalgico, emozionante e soprattutto pieno di insegnamenti sportivi e di vita in questo docufilm, intitolato "Federer: Gli ultimi dodici giorni" che spicca tra i documentari dedicati agli sportivi che si trovano sulle piattaforme di streaming per il suo racconto onesto, emotivo, senza fronzoli e per quella delicatezza con cui viene raccontato, tra immagini di repertorio, interviste e riprese dietro le quinte dell'ultima gara di Federer, uno dei momenti più difficili e fragili per un essere umano, l'addio a una parte di sé, al proprio amore più grande, a quel qualcosa per cui si è combattutto così tanto.

Dire addio non è mai semplice ma saperlo fare con eleganza, altruismo, sensibilità e rispetto verso lo sport, verso il proprio corpo e verso i propri avversari come ha fatto Federer è un esempio per tutti nonché la dimostrazione di tutta la grandezza di Roger Federer uomo, oltre che tennista.

Insieme ai suoi più grandi rivali dall'amico Rafael Nadal al fuoriclasse Novak Đoković fino a passare ad Andy Murray, Federer ha messo fine alla sua carriera da tennista al fianco di quei "nemici" che ha sempre stimato, quegli avversari che lo hanno spronato a dare sempre di più e che gli hanno regalato quel mix di emozione, paura, adrenalina prima e durante ogni partita. Roger quei rivali li ha voluti con sé nel giorno del suo addio al tennis, omaggiandoli e ringraziandoli più di quanto abbia fatto con se stesso, come solo i grandi campioni sanno fare. 

E che si sia appassionati di tennis o meno, questo documentario è un vero spettacolo per gli occhi e per il cuore e non fate l'errore di perdervelo perché ha davvero tanto da insegnare. 

Voto: 7,8

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