Martedì, 16 Luglio 2024

La recensione

Claudio Pizzigallo

Giornalista

The Covenant è proprio il film (drammatico) da vedere durante le vacanze

Un anno fa, su Prime Video, spopolava 13 vite, film di Ron Howard tratto da una storia drammaticamente vera. Ad agosto 2023, la piattaforma streaming di Amazon sta registrando il successo di un altro film diretto da un noto e apprezzato regista, Guy Ritchie, che parla di una storia non vera ma verosimile.

Il film in questione, in streaming dal 27 luglio su Prime Video dopo l'uscita nei cinema statunitensi, si chiama The Covenant, o meglio il suo nome per esteso è Guy Ritchie's The Covenant, per distinguerlo da un The Covenant del 2006, è interpretato da Jake Gyllenhaal e dall'attore iracheno-danese Dar Salim (e in un ruolo minore nel cast c'è anche Antony Starr, ovvero l'Homelander-Patriota di The Boys) e di seguito trovate la recensione con un solo, piccolo spoiler legato al titolo.

Ahmed, Kinley e l'unità di The Covenant

Di cosa parla The Covenant

Togliamoci subito il "dente" dello spoiler: covenant in inglese significa principalmente patto, ma all'inizio dei titoli di coda il vocabolo viene definito come "un legame, una promessa, un impegno". Ma diciamo pure che va bene patto.

All'inizio del film, infatti, ci viene introdotto il contesto della guerra e successiva ventennale occupazione degli Stati Uniti in Afghanistan iniziata dopo l'attacco alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001 (e subito dopo la quale i talebani sono tornati al potere). 

La storia di The Covenant, in particolare, si svolge nel 2018. Il protagonista è il sergente John Kinley (Gyllenhaal), al comando di un'unità il cui compito è scovare e distruggere i depositi di armi dei talebani. "Noi i guai ce li andiamo a cercare" è la sintetica e appropriata definizione del sergente.

Un giorno a Kinley viene affidato un nuovo interprete, Ahmed (Salim): il colonnello che glielo affida gli spiega che Ahmed è un tipo un po' particolare, non particolarmente docile, ma per il sergente non ci sono problemi se gli deve far abbassare la cresta.

Tuttavia, appena lo conosce, il sergente si rende conto che Ahmed è potenzialmente una risorsa molto valida. Non solo perché conosce bene l'inglese ("Vuoi insegnarmi la mia lingua?" gli dice Kinley a un certo punto) e "qualunque cosa abbia un motore". Ma perché è un uomo intelligente, che non si limita a tradurre ma dà consigli preziosi alla truppa.

Un giorno, dopo troppi giri a vuoto, Kinley ottiene le indicazioni per due possibili arsenali talebani, ma le cose non vanno per il meglio (per usare un eufemismo). Non vi diciamo niente per non spoilerare le sorprese e i punti di svolta della trama, ma diciamo almeno che il film è sostanzialmente diviso in due. E ora potete dare uno sguardo al trailer di The Covenant, in inglese. 

Perché non perdersi The Covenant

Cercando di mantenere fede  al nostro proposito di non rivelare dettagli della trama di questo film, è però necessario spiegare per quali motivi The Covenant sia un film assolutamente da non perdere.

Innanzitutto c'è la ricostruzione storica (fatta perlopiù ad Alicante, in Spagna) del conflitto tra USA e talebani afghani, e in particolare di quello che ha significato per tutte quelle persone del posto che, come Ahmed, hanno aiutato l'esercito statunitense sperando che "lo zio Sam" mantenesse il patto (covenant) di aiutarli a diventare cittadini americani. 

Ma soprattutto, c'è la storia di due uomini, delle loro differenze e dei loro punti in comune, e dell'incredibile, straordinario rapporto che si crea tra di loro. Un rapporto in cui termini troppo spesso abusati come sacrificio, onore, lealtà e gratitudine diventano palpabili, visibili a occhio nudo (e anche un po' lucido, diciamolo). 

Non c'è la retorica imperialista dei film di guerra, e non c'è neanche il capovolgimento del punto di vista dalla parte dei presunti cattivi. O meglio, queste cose ci sono, ma sono un contorno o al massimo un ostacolo per la realizzazione di ciò che queste due persone, e il pubblico, ritengono giusto e doveroso. 

Alla fine, Guy Ritchie è riuscito a confezionare un film in cui le divise, le armi, la guerra e tutto ciò che ne deriva diventano meri strumenti per narrare una storia che parla di valori e sentimenti di due uomini in grado di distinguere il giusto dallo sbagliato, e di fare qualunque cosa sia necessaria per ottenere giustizia. A nostro modesto avviso, questo lo rende il film perfetto da guardare proprio mentre ci si rilassa in vacanza, dopo un anno di impegni e responsabilità. Così, per rimettere le cose al loro posto. 

Voto: 8.5

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